La Passione di Cristo per le vie del centro storico, fino alla collina di San Pasquale
Nel cuore della valle del Sabato, a pochi chilometri da Avellino, il Comune di Atripalda custodisce uno dei riti più intensi della Settimana Santa irpina. Ogni Venerdì Santo il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto: la città accompagna in processione l'Addolorata e il Gesù morto lungo un percorso che tocca le principali chiese cittadine e si conclude sulla collina di San Pasquale con la crocifissione.
Non si tratta di una ricostruzione turistica costruita a tavolino, ma della messa in scena di una devozione popolare profondamente radicata: la Via Crucis di Atripalda è insieme liturgia, teatro e memoria collettiva di una comunità della provincia di Avellino, in Campania.
Il cuore del rito è la figura dell'Incappucciato, l'uomo che porta la croce con il volto interamente coperto. La tradizione risale alla seconda metà dell'Ottocento: le fonti della Pro Loco indicano il 1860 come anno della prima interpretazione da parte di un membro della famiglia Giovino, mentre la memoria familiare racconta di un voto pronunciato intorno al 1870 da un antenato scampato a una caduta da un'impalcatura. Da allora la promessa è stata tramandata di padre in figlio.
Il cappuccio ha un significato preciso, spiegato dagli stessi eredi: chi lo indossa non deve essere riconosciuto, perché sotto quel volto coperto può esserci chiunque. È la ragione per cui l'Incappucciato resta ancora oggi la figura più attesa e più silenziosa dell'intera processione. Negli ultimi anni il ruolo è stato interpretato da Enrico Giovino, erede diretto di quel voto.
La devozione ha attraversato tutto il Novecento fino agli anni Ottanta, quando il terremoto e le sue conseguenze ne interruppero la celebrazione. Il rito è stato ripreso nel 1997 grazie all'impegno dell'Associazione Pro Loco Atripaldese, che da allora coordina «I Riti della Settimana Santa» insieme alle parrocchie di Sant'Ippolisto Martire e di Maria Santissima del Carmelo, alla Confraternita di Santa Monica, alla Misericordia e all'Amministrazione comunale.
Il corteo si muove in prima serata e attraversa i luoghi simbolo della città, con le stazioni della Passione rappresentate dal vivo:
Alla rappresentazione prende parte un centinaio di persone tra attori e figuranti in costume d'epoca, senza contare lo staff tecnico che cura audio, luci, video e scenografie. La parte teatrale è affidata alla compagnia Clan H diretta dal maestro Lucio Mazza, mentre i testi sono tratti da «Quid est veritas?» di Matteo Claudio Zarrella. I passaggi più drammatici sono accompagnati dal vivo dal canto lirico e dal pianoforte: nelle edizioni recenti la voce è stata quella del soprano Eleonora Arpaise, con la pianista Stefania Cucciniello.
Atripalda sorge sull'area dell'antica Abellinum romana e conserva nel sottosuolo della basilica di Sant'Ippolisto lo Specus Martyrum, uno dei luoghi di culto più antichi della Campania interna. La Via Crucis del Venerdì Santo si inserisce in un calendario più ampio che comincia con la Domenica delle Palme e la benedizione dei rami d'ulivo, prosegue con il Giovedì Santo, la Coena Domini e l'esposizione dei Sepolcri, e si chiude con la Veglia pasquale del Sabato Santo.
Il Venerdì Santo è vissuto con la stessa intensità in tutta l'Irpinia — dai Biancovestiti del Vallo di Lauro ai Misteri di Lapio, dalla Via Crucis di Vallata alla processione del Gesù morto ad Avellino — ma la Devozione dell'Incappucciato resta un tratto identitario esclusivo di Atripalda, che ogni anno richiama fedeli, curiosi e fotografi da tutta la provincia.
Il 3 aprile 2026 Atripalda ha rinnovato il suo rito più sentito. Dopo la liturgia della Passione celebrata nelle due parrocchie cittadine, alle 19.30 il corteo è partito dalla Chiesa di San Nicola da Tolentino con le statue dell'Addolorata e del Gesù morto, snodandosi per le vie e le piazze del centro storico.
Lungo il percorso si sono succedute le scene della Passione, fino alla rampa di San Pasquale, sulla collina che domina l'area dell'antica Abellinum, dove sono andate in scena le tre cadute e la crocifissione. Protagonista silenziosa, come ogni anno, la figura dell'Incappucciato: la croce portata a volto coperto da un erede della famiglia Giovino, secondo un voto che ad Atripalda si tramanda da oltre un secolo e mezzo.
Venerdì 3 aprile 2026 — Venerdì Santo
Nei giorni precedenti si sono svolti gli altri appuntamenti della Settimana Santa: la Domenica delle Palme con la benedizione dei rami d'ulivo in piazza Vittorio Veneto e la processione verso la chiesa di Sant'Ippolisto Martire, il Giovedì Santo con la Coena Domini e l'esposizione dei Sepolcri, il Sabato Santo con la Veglia pasquale.
Atripalda dista poco più di 4 km da Avellino. In auto: uscita Avellino Est dell'autostrada A16 Napoli-Canosa, poi SS7 Appia. In treno la stazione di riferimento è quella di Avellino, collegata ad Atripalda dai bus urbani ed extraurbani di Air Campania. Da Napoli si arriva in circa un'ora di auto o con i pullman diretti su Avellino.
La processione parte in prima serata, generalmente intorno alle 19.30, dalla zona di piazza Vittorio Veneto e della Chiesa di San Nicola da Tolentino, per concludersi alla rampa di San Pasquale. L'accesso è libero: non servono biglietti né prenotazioni.
Associazione Pro Loco Atripalda, Via Roma — 83042 Atripalda (AV). Telefono +39 0825 756412, email [email protected].
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Centro storico e collina di San Pasquale
Piazza Vittorio Veneto, 83042 Atripalda