L'antica sfida dei briganti al Ponte Scalone, nel cuore del Cilento
La Sagra dello Sparo al Prosciutto, conosciuta anche come Festa del Tiro al Prosciutto, è una delle rievocazioni più singolari della Campania. Si svolge a Campora, piccolo comune montano della provincia di Salerno adagiato nell'alta valle del Calore, tra i torrenti Torno e Trenico, all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. L'origine della festa affonda nella seconda metà dell'Ottocento, un'epoca segnata dal brigantaggio post-unitario: secondo la tradizione locale la sfida nacque da una disputa tra briganti — verosimilmente appartenenti alla celebre banda Tardio — che, di ritorno da una razzia, vollero stabilire chi fosse il tiratore più abile del gruppo. In palio c'era un grosso prosciutto sottratto al bottino, e da allora il rito non si è più interrotto.
Il cuore della manifestazione è la gara di tiro che si disputa al Ponte Scalone, lungo la strada provinciale che da Campora conduce a Piaggine, sotto il quale scorre il fiume Torno. Il bersaglio viene collocato oltre il ponte, alla distanza tradizionale di 72 metri: chi riesce a colpirlo con un solo colpo di fucile si aggiudica il prosciutto. Un tempo si sparava direttamente al prosciutto sospeso sopra il vallone; negli anni la prova è stata regolamentata con un bersaglio da tiro a segno posto alla stessa distanza storica, ma la sostanza è rimasta identica: una sola cartuccia, una sola occasione, sotto gli occhi di un pubblico che affolla il ponte e la scarpata.
Prima che la gara abbia inizio, il paese si trasforma. Nel primo pomeriggio parte il corteo dei briganti: figuranti in abiti d'epoca, con fucili, mantelli e cappelli a falda larga, percorrono l'antico sentiero che scende verso il luogo della competizione. L'arrivo del corteo è il momento di maggiore atmosfera, accompagnato da grida e spari a salve che riproducono la dinamica della leggenda originaria. È una rievocazione popolare, non filologica: sono gli abitanti stessi a vestire i panni dei briganti, e il risultato è una scena tanto teatrale quanto autentica.
Chiusa la gara, la festa si sposta in paese. Il pane e prosciutto viene offerto ai presenti e gli stand gastronomici propongono i prodotti tipici del Cilento interno: salumi artigianali, formaggi, fusilli fatti a mano al ragù, minestra maritata, castagne. La musica popolare anima la piazza fino a sera, in un momento di convivialità che rinnova lo spirito della tradizione e chiude la giornata con la premiazione dei vincitori del tiro.
Campora conta poche centinaia di abitanti ed è circondata da faggete, castagneti e querceti: un territorio da percorrere a piedi o a cavallo, celebre per la raccolta dei funghi porcini e per la cucina contadina. Oltre allo Sparo al Prosciutto, il calendario del paese è scandito dalla festa di San Nicola il 6 dicembre. Il nome del borgo deriva dal latino campus, «luogo pianeggiante», e la sua storia documentata risale al XII secolo, quando il centro controllava i passaggi tra le valli.
Lo Sparo al Prosciutto non è una sagra costruita a tavolino per il turismo: è un rito di paese sopravvissuto quasi due secoli, che mette insieme memoria del brigantaggio, abilità di tiro e cultura gastronomica cilentana. Chi arriva a Campora in aprile trova un borgo che si racconta senza filtri, tra il rumore secco di uno sparo che rimbomba nel vallone del Torno e l'odore del prosciutto tagliato a mano.
Nel 2026 la Festa del Tiro al Prosciutto è tornata a Campora, in provincia di Salerno, con il consueto doppio appuntamento: il 7 aprile, martedì successivo alla Pasqua, e il 25 aprile. Entrambe le giornate hanno seguito lo schema tradizionale, con partenza del corteo dei briganti nel primo pomeriggio e gara di tiro al Ponte Scalone.
Alle 15:30 i figuranti in abiti d'epoca hanno lasciato il paese per percorrere l'antico sentiero fino al luogo della competizione. L'arrivo del corteo, tra grida e spari a salve, ha aperto ufficialmente la gara di tiro: un solo colpo di fucile per centrare il bersaglio posto a 72 metri, oltre il ponte sotto il quale scorre il fiume Torno.
Nel pomeriggio sono stati aperti gli stand gastronomici con i prodotti tipici del territorio cilentano. Al termine della competizione il pane e prosciutto è stato offerto a tutti i presenti, mentre la musica popolare ha animato la piazza fino a sera.
Gli orari possono subire variazioni: per l'iscrizione alla gara e per il dettaglio aggiornato conviene rivolgersi alla Pro Loco di Campora.
In auto: uscita di Vallo della Lucania-Omignano dalla SS18 o dalla A2 Salerno-Reggio Calabria (uscita Sicignano-Atena Lucana), poi strade provinciali interne fino a Campora. Il Ponte Scalone si trova sulla provinciale che da Campora porta a Piaggine, poco fuori dall'abitato. La stazione ferroviaria più vicina è Vallo della Lucania-Castelnuovo, a circa un'ora di strada; l'aeroporto di riferimento è Salerno-Costa d'Amalfi.
La partecipazione del pubblico è gratuita. Il pane e prosciutto viene offerto al termine della gara; gli stand gastronomici propongono piatti e prodotti tipici a pagamento. L'iscrizione alla gara di tiro va concordata con gli organizzatori.
Campora si trova a quota collinare-montana: ad aprile conviene portare una giacca per la sera. Si consiglia calzatura comoda perché il percorso del corteo e l'area del Ponte Scalone sono su sentiero e strada sterrata. Il parcheggio in paese è limitato: meglio arrivare con anticipo rispetto alla partenza del corteo. Per informazioni e per l'iscrizione alla gara si può contattare la Pro Loco di Campora.
L'offerta ricettiva in paese è ridotta: agriturismi e B&B si trovano nei comuni vicini del Cilento interno, come Piaggine, Laurino, Magliano Vetere e Vallo della Lucania.
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Ponte Scalone (fiume Torno) e centro di Campora
Ponte Scalone, Strada Provinciale per Piaggine, 84020 Campora