La mozzarella avvolta nel mirto, presidio Slow Food, nei chiostri dell'Ex Convento dei Celestini
Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il Comune di Novi Velia (Provincia di Salerno, Campania) dedica ogni estate una sagra al suo prodotto più identitario: la mozzarella ind'a murtedda, cioè la mozzarella nella mortella. È un formaggio a pasta filata di latte vaccino crudo, lavorato a mano e avvolto ancora tiepido in fronde fresche di mirto, la murtedda del dialetto locale. Le foglie non sono una decorazione: cedono i loro oli essenziali alla pasta e regalano al fiordilatte un profumo balsamico inconfondibile, molto diverso da quello di una mozzarella conservata nel siero.
L'origine del prodotto è pastorale. Quando i casari salivano con le mandrie verso i pascoli d'alta quota e la refrigerazione non esisteva, le fronde di mirto erano l'unico modo per portare a valle un formaggio fresco senza il suo liquido di governo. La mozzarella veniva perciò modellata in forme allungate, simili a una lingua di vacca, e consumata nel giro di pochi giorni dalla produzione. Novi Velia, adagiata sulle pendici del Monte Gelbison, era uno dei centri di questa transumanza estiva: ancora oggi il legame fra il borgo, la montagna e il suo santuario in cima è parte integrante della festa.
La mozzarella nella mortella è un presidio Slow Food. La tradizione, messa in difficoltà dalle norme igienico-sanitarie e dall'abbandono dei pascoli, è stata protetta da un disciplinare che segue l'intera filiera, dall'allevamento alla lavorazione, e che punta fra l'altro a reintrodurre sul territorio la vacca podolica, progressivamente sostituita da altre razze. La sagra di Novi Velia è quindi molto più di una festa gastronomica: è la vetrina annuale di un lavoro di tutela che coinvolge allevatori, casari e l'intera comunità locale.
La manifestazione si svolge nell'Ex Convento dei Celestini, complesso monastico i cui chiostri e corridoi diventano per qualche sera taverna, sala di degustazione e palcoscenico. Le fonti locali descrivono un programma che unisce tavola e cultura popolare:
Novi Velia è un piccolo borgo di crinale, con i ruderi del castello medievale, la chiesa di Santa Maria dei Longobardi e boschi di castagni e faggi tutt'intorno. Ad agosto la sagra ne riempie le strade senza snaturarle: si mangia seduti nel chiostro, si chiacchiera con chi il formaggio lo produce davvero, si sale in quota per il santuario. È l'occasione migliore per capire perché il Cilento interno, lontano dalle spiagge affollate della costa, è considerato uno dei territori più autentici della Campania.
La sagra si tiene abitualmente nella prima metà di agosto e richiama, oltre agli abitanti di Novi Velia e dei comuni vicini, molti visitatori in vacanza sulla costa cilentana che risalgono l'entroterra per una sera. Il consiglio è di arrivare presto: i posti nel chiostro non sono infiniti e le forme di mozzarella, prodotte in quantità limitata, finiscono in fretta.
Le fonti locali indicano l'edizione 2026 dall'8 al 13 agosto a Novi Velia (Provincia di Salerno, Campania), nella sede ormai consueta dell'Ex Convento dei Celestini. Protagonista assoluta resta la mozzarella ind'a murtedda, prodotta con latte vaccino crudo, filata a mano e avvolta nelle fronde di mirto secondo la tecnica dei pastori del Monte Gelbison, oggi tutelata da un presidio Slow Food.
Come nelle edizioni precedenti, il formaggio viene proposto insieme a pane cotto a legna, salumi cilentani, conserve fatte in casa, ortaggi di stagione e dolci artigianali, mentre il borgo si anima di musica popolare, danze tradizionali, mostre di artigianato e laboratori in cui si può osservare dal vivo la lavorazione del latte. Completano il quadro le visite guidate al borgo e al santuario sulla cima del Monte Gelbison.
In auto: si segue la SS18 Tirrena Inferiore fino all'altezza di Vallo della Lucania, poi si risale verso Novi Velia lungo le strade provinciali del Cilento interno. In treno: la stazione di riferimento è Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea tirrenica Napoli-Reggio Calabria, da cui si prosegue in auto o con i bus di linea. L'aeroporto più vicino è Salerno-Costa d'Amalfi.
Ex Convento dei Celestini, Novi Velia (SA). Il parcheggio nel borgo è limitato: conviene lasciare l'auto nelle aree indicate dagli organizzatori e proseguire a piedi.
Le fonti consultate non segnalano alcun biglietto d'ingresso: si paga ciò che si consuma ai banchi gastronomici. Le attività si concentrano nelle ore serali.
Il borgo si trova in quota, sulle pendici del Monte Gelbison: anche ad agosto le serate possono essere fresche, meglio portare una felpa. Scarpe comode indispensabili per i vicoli in pendenza e per l'eventuale salita al santuario. Chi vuole acquistare la mozzarella da portare a casa deve ricordare che è un prodotto freschissimo, da consumare entro pochi giorni.
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Ex Convento dei Celestini