Quattro giorni nel borgo cilentano dedicati al cece autoctono, Presidio Slow Food
Nel cuore del Cilento, a poca distanza da Agropoli e dalla costa tirrenica, il Comune di Cicerale (Provincia di Salerno, Campania) dedica ogni estate quattro giorni al legume che ne ha determinato il nome e l'identità. La Festa dei Ceci anima il centro storico del borgo con stand gastronomici, musica popolare dal vivo e spettacoli folkloristici, richiamando visitatori da tutto il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Lo stemma comunale porta il motto latino Terra quae cicera alit, «terra che nutre i ceci»: un'indicazione antica che racconta meglio di qualsiasi depliant il legame fra questo paese di poco più di mille abitanti e la sua coltivazione più preziosa. Durante la festa i vicoli del borgo si trasformano in un percorso di gusto e di cultura, con tavolate all'aperto, botteghe artigiane e piccoli spazi allestiti fra le case in pietra.
Il protagonista assoluto della manifestazione è il cece autoctono di Cicerale, riconosciuto Presidio Slow Food nel 2012. È un legume piccolo e tondeggiante, di colore dorato con sfumature nocciola, dal sapore intenso e dalla buccia sottile che lo rende particolarmente digeribile. Cresce sulle colline argillose del territorio comunale senza irrigazione e senza trattamenti chimici, secondo una pratica agricola tradizionale che si è conservata quasi immutata nel tempo.
Il piatto principe della festa sono le lagane e ceci, la pasta fresca fatta a mano tirata con il matterello e condita con i legumi del posto: una ricetta povera, tramandata di generazione in generazione, che a Cicerale è diventata un vero simbolo identitario. Agli stand gastronomici il cece si ritrova però in ogni portata, dall'antipasto al dolce.
Ogni sera un gruppo diverso sale sul palco allestito nel centro storico: la programmazione musicale privilegia il repertorio popolare cilentano e meridionale, fra tarantelle, canti di tradizione e sonorità mediterranee. Accanto ai concerti trovano spazio spettacoli folkloristici, mostre di pittura, giochi per grandi e piccini, esposizioni di artigianato locale e momenti di racconto dedicati alla storia del paese. La festa rientra nel circuito estivo delle Notti del Cilento, che riunisce le principali manifestazioni popolari del comprensorio.
Da qualche stagione il Comune di Cicerale accompagna con iniziative pubbliche tutte le fasi della coltivazione del legume: la semina in primavera, la raccolta estiva, la battitura e infine la degustazione. Nell'aprile 2026 la semina si è svolta con la partecipazione di amministratori, cittadini e giovani del progetto GOL, insieme a Giovanna Voria, ambasciatrice della Dieta Mediterranea; il sindaco Giorgio Ruggiero ha parlato di un gesto che appartiene alla storia della comunità. La festa di agosto è dunque il punto d'arrivo di un percorso collettivo, non soltanto una serata gastronomica.
Cicerale sorge su un crinale coperto di uliveti secolari, alle spalle di Agropoli, dentro il perimetro del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto patrimonio mondiale dall'UNESCO. Il nucleo antico conserva vicoli stretti, portali in pietra e il Palazzo Marchesale Primicile Carafa, il cui cortile ospita alcuni appuntamenti legati al ciclo del cece. Chi arriva per la festa può facilmente abbinare la visita al mare del Cilento, ai templi di Paestum e ai borghi dell'entroterra, in un itinerario che unisce archeologia, natura e cucina della Dieta Mediterranea.
La Festa dei Ceci di Cicerale torna dall'11 al 14 agosto 2026, confermando la formula delle quattro serate consecutive nel centro storico. Vie e piazze del paese ospitano gli stand gastronomici, allestiti fra i vicoli in pietra, mentre il palco principale accoglie ogni sera una formazione diversa di musica popolare.
Il menù ruota interamente attorno al cece di Cicerale, Presidio Slow Food: si va dalle lagane e ceci alle zuppe della tradizione contadina, dalle frittelle alle insalate rustiche, fino ai dolci, con i vini del territorio ad accompagnare. Accanto alla parte gastronomica, il programma prevede spettacoli folkloristici, esposizioni di artigianato locale e attività per bambini.
L'edizione 2026 si inserisce nel più ampio progetto comunale di valorizzazione del legume simbolo, che nel corso dell'anno accompagna semina, raccolta e battitura. Proprio la battitura dei ceci anticipa la festa il 9 agosto, con uno spettacolo nel cortile del Palazzo Marchesale Primicile Carafa.
Gli orari di inizio delle singole serate non sono stati comunicati ufficialmente: gli stand aprono in genere in tarda serata secondo l'uso delle sagre cilentane.
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Battipaglia, poi SS18 in direzione sud fino ad Agropoli e strade provinciali verso l'interno (circa 20 km da Agropoli). In treno: stazione di Agropoli-Castellabate sulla linea tirrenica Salerno-Reggio Calabria, poi autolinee o taxi. In aereo: aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi (Pontecagnano) o Napoli-Capodichino.
La manifestazione si svolge in orario serale nel centro storico. L'accesso al borgo e agli spettacoli è libero; le degustazioni presso gli stand gastronomici sono a pagamento, con prezzi non comunicati ufficialmente dagli organizzatori.
Pro Loco Cicerale, tel. +39 334 3826936. Aggiornamenti e programma sulla pagina Facebook della Pro Loco.
Il centro storico è in pendenza e lastricato: meglio scarpe comode. I parcheggi in paese sono limitati, conviene arrivare presto. Per il pernottamento si trovano agriturismi e bed and breakfast nelle campagne circostanti, oppure alberghi sulla costa fra Agropoli e Castellabate, a mezz'ora di auto.
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Centro storico di Cicerale