Il dramma sacro della Cacciata degli angeli ribelli in Piazza Umberto I
Tufo è un piccolo Comune della Provincia di Avellino, in Campania: poco meno di mille abitanti arroccati fra i vigneti dell'Irpinia, in un paesaggio di tufo vulcanico che ha dato il nome al paese e a uno dei bianchi più celebri d'Italia. Una volta all'anno, l'8 maggio, il borgo si riempie di visitatori arrivati da tutta la provincia per la festa patronale di San Michele Arcangelo, che qui non è soltanto una ricorrenza religiosa ma il momento in cui la comunità mette in scena, letteralmente, la propria identità.
La devozione tufese per l'Arcangelo è antichissima e ha il suo cuore in una grotta protocristiana, la Grotta di San Michele Arcangelo, che custodisce una statua marmorea policroma del Seicento. Come molti paesi dell'Appennino meridionale, Tufo si trova lungo gli itinerari del pellegrinaggio micaelico che dal Nord Europa portavano al santuario di Monte Sant'Angelo, sul Gargano: le grotte, i dirupi e le sorgenti sono i luoghi tipici in cui la tradizione popolare colloca l'apparizione dell'Angelo guerriero. Non è un caso che la festa cada l'8 maggio, giorno dell'apparizione garganica, e non il 29 settembre.
L'appuntamento che rende unica la festa di Tufo è «La Cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso», rappresentazione sacra popolare che va in scena in Piazza Umberto I dopo la processione serale. Al centro della piazza viene montato un palco a due piani: in alto il Paradiso, in basso l'Inferno. Su questa scenografia verticale si alternano angeli e demoni in un crescendo drammatico che culmina nello scontro finale fra San Michele e Lucifero, scandito dal grido latino «Quis ut Deus?», «Chi è come Dio?».
Il testo è un impasto originale di prosa, versi e canti, con echi ricondotti alla Divina Commedia di Dante e al Paradiso perduto di Milton. Gli interpreti sono i tufesi stessi, di ogni età: un bambino veste i panni di San Michele, alcune bambine interpretano gli angeli fedeli, mentre agli adulti spettano i ruoli infernali — demoni, principi dell'Inferno, Plutone e Lucifero.
La tradizione ha radici che la memoria locale fa risalire indietro di due secoli, mentre la forma teatrale che vediamo oggi si consolida nei primi anni del Novecento, quando Francesco Carpenito, autodidatta del paese, fu tra i primi a mettere per scritto un testo fino ad allora tramandato oralmente. Nel 1981 la Pro Loco di Tufo ne tentò una rilettura teatrale, con nuovo impianto scenico, costumi, luci e musiche classiche; all'inizio degli anni Novanta il Comitato Festa intervenne sul testo per restituirgli coerenza stilistica.
Il 4 settembre 2025 il dramma sacro è stato ammesso nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania (IPIC), il registro regionale costruito secondo i criteri della Convenzione UNESCO 2003: un riconoscimento istituzionale ottenuto grazie alla candidatura promossa dall'Amministrazione comunale di Tufo con il coordinamento di Cesare Carpenito, consigliere delegato alla cultura.
Attorno alla rappresentazione si sviluppa una giornata di festa completa. Si comincia all'alba, verso le 7.30, con la Santa Messa nella Grotta dell'Angelo; poi arriva la banda musicale — negli ultimi anni la «Città di Altavilla Irpina» — che rende omaggio ai Caduti al Monumento, sfila per le vie del paese e chiude la mattinata con un matinée in piazza. A mezzogiorno, nella Chiesa Madre, si recita la Supplica alla Madonna di Pompei; nel pomeriggio la messa solenne precede la processione.
Dopo il dramma sacro la piazza resta accesa fino a notte con lo spettacolo pirotecnico e concerti: nel 2026 si sono esibite la Fanfara della Polizia di Stato e artisti della scena napoletana. E poi c'è la parte gastronomica: gli stand allestiti lungo la piazza propongono piatti irpini e soprattutto la degustazione del Greco di Tufo DOCG, il grande bianco che prende il nome proprio da questo Comune e che si beve qui, all'aperto, a poche centinaia di metri dalle vigne in cui nasce.
Nel 2026 i festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo si sono articolati su due serate, venerdì 8 e sabato 9 maggio, confermando la formula che unisce liturgia, teatro popolare e intrattenimento. La giornata dell'8 maggio è cominciata alle 7.30 con la Santa Messa nella Grotta dell'Angelo, per proseguire con l'arrivo della Banda musicale «Città di Altavilla Irpina», il saluto ai Caduti al Monumento, la sfilata per le vie del borgo e il matinée in piazza.
Alle 20 il palco a due piani di Piazza Umberto I ha ospitato «La Cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso», il dramma sacro entrato nel settembre 2025 nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Campania. A seguire lo spettacolo pirotecnico curato da Piromagia e, alle 21.30, il concerto della Fanfara della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Massimiliano Profili: un'esibizione presentata sotto il segno de «La Polizia di Stato tra la gente», in dialogo con i valori di ordine, legalità e giustizia associati alla figura dell'Arcangelo.
Il secondo giorno è stato dedicato alla parte più leggera della festa: la premiazione della partita di calcio disputata il 2 maggio, lo spettacolo dell'artista Nando De Marco e il dj set di Luca Frisetti. In entrambe le serate gli stand gastronomici e gli spazi di degustazione del Greco di Tufo DOCG hanno accompagnato il pubblico fino a tarda notte.
In entrambe le serate: stand gastronomici e spazi dedicati alla degustazione del Greco di Tufo DOCG.
In auto: dall'A16 Napoli-Canosa, uscita Benevento-Castel del Lago o Avellino Ovest, poi SS88 in direzione Altavilla Irpina e strade provinciali per Tufo. Da Avellino si percorrono circa 20 km verso nord.
In treno: la linea Benevento-Avellino serve la piccola stazione di Tufo-Altavilla, ma il servizio è molto limitato: conviene verificare gli orari o scendere ad Avellino e proseguire in autobus (linee Air Campania) o in taxi.
Parcheggio: nelle sere della festa Piazza Umberto I è chiusa al traffico e occupata dal palco; si parcheggia lungo le strade di accesso al centro, con qualche minuto di camminata.
La partecipazione alle celebrazioni, alla processione e alla rappresentazione sacra è gratuita. A pagamento solo le consumazioni agli stand gastronomici e alle postazioni di degustazione del Greco di Tufo DOCG.
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Piazza Umberto I
Piazza Umberto I, 83010 Tufo