Ad Atripalda la notte dei Focaroni e il rito della Santa Manna, l'8 e il 9 febbraio
Ad Atripalda, in provincia di Avellino, il cuore dell'inverno non è mai una stagione silenziosa. L'8 e il 9 febbraio il centro irpino della valle del Sabato si ferma per la sua festa più sentita, quella dedicata a San Sabino Vescovo e a San Romolo Diacono: due giorni in cui la devozione religiosa e la festa di popolo si intrecciano fino a diventare la stessa cosa. È l'appuntamento che gli atripaldesi aspettano tutto l'anno e che richiama visitatori da Avellino e da tutta la Campania interna.
Il segnale d'inizio arriva con il buio dell'8 febbraio, quando in città si accendono i Focaroni: grandi cataste di legna e fascine che bruciano all'aperto, benedette dai parroci. Il focarone principale, il più imponente, viene acceso in piazza Umberto I, ma non è l'unico: decine di fuochi più piccoli si accendono negli stessi minuti nei rioni e nelle contrade, dalla piazzetta di San Sabino a Capo La Torre alle strade di Contrada Santissima, Contrada Ischia, Contrada Alvanite e alla rampa San Pasquale.
Il risultato è una mappa di luci che ridisegna la città: ogni quartiere presidia il proprio falò, i vicini si ritrovano intorno alle braci e la serata scorre tra chiacchiere, canti e bicchieri condivisi. Il Comune e la Pro Loco garantiscono bracieri e legna, ma sono i residenti a fare la parte più importante, come accade da generazioni.
Il 9 febbraio, giorno che ricorda la morte del patrono, la festa cambia registro. La chiesa di Sant'Ippolisto Martire, la chiesa madre di Atripalda, apre già di primo mattino con una serie di celebrazioni che si susseguono per accogliere i fedeli. Il momento centrale è la messa solenne della tarda mattinata, seguita dalla processione che attraversa le vie del paese con i simulacri di San Sabino e San Romolo portati a spalla.
Nel tardo pomeriggio si compie il rito più identitario della giornata: la distribuzione della Santa Manna. I sacerdoti tracciano sulla fronte dei fedeli un segno di croce con una piuma imbevuta del liquido chiamato Santa Manna, mescolato ad acqua benedetta, che secondo la tradizione stillava dal sepolcro del santo. È un gesto semplice, ripetuto per ore su file lunghissime di persone, vissuto come segno di protezione per l'anno che comincia.
Intorno ai focaroni la festa è anche gastronomica: si assaggiano i prodotti tipici dell'enogastronomia irpina, dai salumi ai formaggi, accompagnati dai vini della zona, in una terra che è patria di alcune delle denominazioni più note del Sud. Il fuoco, il cibo caldo e la musica popolare fanno il resto, in una serata che è insieme rito propiziatorio e grande festa di quartiere.
Atripalda sorge a pochi chilometri da Avellino, lungo il fiume Sabato, ed è uno dei nuclei storici più antichi dell'Irpinia. Chi arriva per la festa trova una città compatta e facile da girare a piedi, con il centro storico, la chiesa madre e il borgo alto che diventano naturalmente il perimetro dei festeggiamenti. Una visita ai Focaroni è anche l'occasione per scoprire un'Irpinia invernale, poco turistica e molto autentica.
I festeggiamenti sono curati dalla Pro Loco Atripaldese insieme al Comune di Atripalda e alla Parrocchia di Sant'Ippolisto Martire, affiancate dal Comitato festa per la parte processionale. Negli ultimi anni l'amministrazione ha affiancato alla festa momenti di riflessione pubblica sul valore della tradizione dei Focaroni e sulla sua trasmissione alle nuove generazioni.
L'edizione 2026 dei festeggiamenti patronali di Atripalda ha confermato il consueto impianto in due giornate. Domenica 8 febbraio, con il calare del buio, si sono accesi i Focaroni: il falò principale in piazza Umberto I, benedetto dai parroci, e una serie di fuochi minori distribuiti nei punti strategici della città, dalla piazzetta di San Sabino a Capo La Torre alle contrade e alle strade dei rioni. Intorno alle braci si sono ritrovati residenti e visitatori, tra prodotti tipici irpini, vino e musica.
Lunedì 9 febbraio, giorno che ricorda la morte del patrono, la festa si è spostata nella chiesa madre di Sant'Ippolisto Martire: messa solenne in tarda mattinata, presieduta dal vescovo di Avellino Arturo Aiello, e a seguire la processione con i simulacri di San Sabino Vescovo e San Romolo Diacono portati a spalla dai fedeli lungo le vie cittadine. Nel pomeriggio si è rinnovato il rito della Santa Manna, con il segno di croce tracciato sulla fronte dei fedeli come simbolo di protezione.
A fare da preludio alla festa, venerdì 6 febbraio 2026 alle 10:30, la Sala Convegni della Biblioteca Comunale "L. Cassese" ha ospitato l'incontro "Tra tradizione e futuro: i Focaroni di San Sabino", promosso dal Comune per valorizzare il significato storico, sociale e culturale dei falò e discutere di tutela delle tradizioni, coinvolgimento delle nuove generazioni e promozione del territorio. Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Paolo Spagnuolo, il presidente del Consiglio comunale Raffaele Barbarisi, l'assessore Raffaele Labate, il presidente regionale UNPLI Campania Luigi Barbati, la presidente della Pro Loco di Atripalda Maria Assunta Galluccio, don Ranieri Picone e don Luca Monti, con le conclusioni dell'assessore regionale Enzo Maraio.
Gli orari puntuali delle celebrazioni sono diffusi ogni anno dalla Parrocchia di Sant'Ippolisto Martire e dal Comitato festa nei giorni immediatamente precedenti.
In auto: uscita di Atripalda dal raccordo autostradale Avellino-Salerno, oppure autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Avellino Est. In treno: la stazione di riferimento è Avellino, a pochi chilometri, collegata con autobus urbani e extraurbani. In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa un'ora di strada.
La sera dell'8 febbraio i focaroni si accendono dopo il tramonto, con il falò principale in piazza Umberto I e altri fuochi nei rioni. Il 9 febbraio le celebrazioni si svolgono nella chiesa di Sant'Ippolisto Martire (piazza Tempio Maggiore 1), con la messa solenne in tarda mattinata, la processione a seguire e la distribuzione della Santa Manna nel pomeriggio.
La partecipazione ai focaroni, alla processione e ai riti religiosi è gratuita e all'aperto. Eventuali degustazioni sono a offerta o a prezzi popolari secondo le iniziative dei singoli rioni.
Vestitevi molto pesante: febbraio in Irpinia è freddo e si sta all'aperto per ore. Tenetevi a distanza di sicurezza dai bracieri e seguite le indicazioni dei volontari. Parcheggiate fuori dal centro storico e raggiungete le piazze a piedi: la sera dell'8 molte strade sono chiuse al traffico. Per la Santa Manna conviene arrivare con anticipo, perché le file possono essere lunghe.
Pro Loco Atripaldese: +39 0825 756412. Comune di Atripalda: +39 0825 615300. Parrocchia di Sant'Ippolisto Martire: +39 0825 626116.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Piazza Umberto I e chiesa di Sant'Ippolisto Martire
Piazza Umberto I, 83042 Atripalda