La festa del pane e delle spunzatrici nel cuore dell'Irpinia
La Festa della Madonna delle Grazie è l'appuntamento più sentito di Castelvetere sul Calore, borgo dell'alta Irpinia arroccato sopra la valle del Calore, in provincia di Avellino, nel cuore della Campania interna. La tradizione racconta che in epoca medievale la Vergine apparve a un'anziana benefattrice chiedendo che le venisse edificata una chiesa. Poiché nessuno le diede credito, la Madonna promise di indicare lei stessa il luogo prescelto: il 28 aprile una piazza del paese fu trovata interamente coperta di neve. Proprio lì sorse il Tempietto del Miracolo, cuore spirituale della comunità castelveterese, oggi custodito nel Santuario di Santa Maria delle Grazie, proclamato santuario diocesano nel 1992 e sede di un prezioso trittico quattrocentesco.
Il vero protagonista della festa è il tortano, un pane benedetto a forma di ciambella che a Castelvetere si prepara solo per questa occasione. Non si tratta di una produzione artigianale su commissione, ma di un lavoro corale: circa due settimane prima del 28 aprile le donne del paese cominciano l'ammasso, la fase serale e notturna in cui l'impasto viene preparato e lasciato lievitare. Il giorno seguente la pasta viene lavorata e infornata nei forni comunitari, alimentati con la legna raccolta nelle settimane precedenti. In una dozzina di giorni di lavoro si arriva a sfornare fino a 50.000 tortani, comprese le versioni senza glutine pensate per chi è celiaco.
Il momento più fotografato è la sfilata delle spunzatrici (o spunziatrici, cioè le dispensatrici). Sono bambine tra gli 8 e i 12 anni che, terminato il rito religioso del 28 aprile, percorrono a piedi le strade del paese con la cesta dei tortani e li consegnano a tutte le famiglie. Indossano abiti bianchi e ampi, cuciti a mano dagli abitanti, ricamati e ricoperti d'oro prestato per devozione dalle famiglie castelveteresi: collane, spille e catenine che riprendono l'ornamento della statua della Madonna delle Grazie custodita nel santuario. Ogni bambina è accompagnata dai propri cavalieri e da una madrina, in un corteo che è insieme processione, dono e rappresentazione simbolica della generosità mariana.
Il 25 aprile, tempo permettendo, i giovani del paese salgono in montagna per la raccolta dei gigli, i fiori che sbocciano proprio in questi giorni e che vengono usati il 27 aprile per addobbare il trono su cui sarà collocata la statua della Madonna. È un rito di preparazione che precede la vestizione delle bambine e che segna l'ingresso del paese nei giorni solenni.
La festa non finisce con il 28. Il giorno successivo le spunzatrici — questa volta senza ori, con abiti semplici e ceste più grandi — raggiungono le contrade e i piccoli nuclei abitati intorno al centro storico per portare il pane anche a chi vive fuori dal paese. Il percorso si compie rigorosamente a piedi e può durare all'incirca sei ore, accompagnato da gruppi di ragazzi di ogni età.
Considerata una delle manifestazioni devozionali più significative dell'Irpinia, la Festa della Madonna delle Grazie non è uno spettacolo costruito per i visitatori: è un rito vivo, in cui l'intero Comune di Castelvetere sul Calore si organizza per settimane. Chi arriva da fuori trova un borgo di poche centinaia di abitanti che moltiplica la propria popolazione, il profumo del pane appena sfornato lungo i vicoli e una devozione che si esprime attraverso il gesto più semplice possibile: donare del pane. Il santuario è metà di pellegrinaggio anche il 2 luglio, seconda ricorrenza annuale legata alla Madonna delle Grazie.
Il calendario 2026 ha seguito fedelmente la scansione tradizionale della festa. Da lunedì 13 aprile è iniziata la panificazione: ogni sera l'ammasso, con la preparazione dell'impasto lasciato lievitare in un lavoro collettivo, e il giorno dopo la lavorazione e la cottura dei tortani. Le operazioni sono proseguite fino al 24 aprile, coinvolgendo decine di volontari del Comitato Maria delle Grazie e le famiglie del paese.
Nei giorni immediatamente precedenti la solennità i giovani sono saliti in montagna per la raccolta dei gigli, destinati ad addobbare il trono della statua della Madonna. Il 27 aprile si è tenuta la benedizione dei tortani nella Chiesa di San Lorenzo.
Il 28 aprile, giorno della solennità di Santa Maria delle Grazie, dopo le celebrazioni eucaristiche e la processione, le spunzatrici — bambine tra gli 8 e i 12 anni in abito bianco e ori prestati dalle famiglie — hanno attraversato a piedi le strade di Castelvetere sul Calore distribuendo pane e taralli benedetti a tutte le case. Il 29 aprile la distribuzione è proseguita nelle contrade e nei piccoli nuclei abitati intorno al centro, con un percorso interamente a piedi.
Gli orari dei riti religiosi seguono lo schema consolidato della festa; per eventuali variazioni si consiglia di verificare con la parrocchia o con il Comitato Maria delle Grazie.
Castelvetere sul Calore si trova in alta Irpinia, a circa 30 km da Avellino. In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Avellino Est, poi SS 400 e strade provinciali in direzione Montemarano-Castelvetere; l'ultimo tratto è di montagna, con tornanti. In treno: la stazione utile più vicina è Avellino, collegata da autolinee locali; da Napoli conviene comunque muoversi in auto. Aeroporto più vicino: Napoli-Capodichino (circa 80 km).
I riti religiosi si tengono nella Chiesa di San Lorenzo e nel Santuario di Santa Maria delle Grazie, in Piazza Municipio, accanto al Museo del Carnevale. La distribuzione del pane interessa tutte le strade del centro storico e, il giorno successivo, le contrade.
La partecipazione è libera e gratuita, compresa la distribuzione dei tortani benedetti. Il centro storico è pedonale e in salita: si consiglia calzatura comoda. Nelle giornate della festa il parcheggio in paese è molto limitato, meglio arrivare presto. Per informazioni ci si può rivolgere al Comitato Maria delle Grazie o alla parrocchia (tel. +39 0827 65054).
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Santuario di Santa Maria delle Grazie e Chiesa di San Lorenzo
Corso Umberto I, 68, 83040 Castelvetere sul Calore