Quadriglia in piazza e farsa della Zeza nel cuore del Cilento
A Salento, borgo di poco più di millesettecento abitanti arroccato a 414 metri di altitudine in provincia di Salerno, il Carnevale non si misura in carri allegorici né in metri di cartapesta. Qui la festa resta quella di sempre: la piazza che si riempie, i tamburi che scandiscono il passo, le maschere che escono dai vicoli del centro storico e la comunità che si riconosce nei propri gesti. È un Carnevale di paese, uno dei tanti che punteggiano il Cilento interno tra Gioi, Sacco, Orria e Perito, e che insieme compongono una delle aree più ricche di tradizioni carnevalesche della Campania.
Il cuore pulsante della manifestazione è la Quadriglia, danza tradizionale che risale al XIX secolo. Le coppie si dispongono in piazza e si muovono seguendo le figure suggerite a voce dal maestro di ballo, in una successione di incroci, giri e cambi di partner che richiede memoria, ritmo e complicità. Chi balla indossa gli abiti tradizionali, e attorno al cerchio dei danzatori si stringe tutto il paese.
La Quadriglia di Salento non è però soltanto danza: è anche una festa gastronomica. Durante le giornate di Carnevale si preparano e si condividono i piatti tipici della tradizione contadina cilentana, e il ballo diventa l'occasione per riscoprire la cultura del territorio, dove musica e cibo si intrecciano in un clima di allegria e convivialità.
Il secondo grande appuntamento è la commedia della Zeza, che a Salento va in scena nel giorno del Martedì Grasso. Si tratta di una farsa cantata e recitata, diffusa in tutta la Campania e derivata dal teatro popolare di maschera: la trama ruota attorno alla famiglia di Pulcinella, alla moglie Zeza e alla figlia Vicenzella, contesa da un pretendente che il padre non vuole accettare. Ne nasce un litigio in versi, comico e sguaiato, che il gruppo di paese porta di piazza in piazza travestito e accompagnato dagli strumenti popolari.
Nel Cilento la Zeza è una delle espressioni carnevalesche più antiche e riconoscibili, condivisa da Salento con paesi vicini come Sacco, e molti dei carnevali cilentani sono oggi censiti nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania per il loro valore storico e antropologico.
Dietro le maschere si legge un sostrato molto più antico della festa cristiana. Come gli altri carnevali rituali del Sud, quello di Salento affonda le radici nei culti agrari e nel ciclo delle stagioni: il passaggio dall'inverno alla primavera, il rovesciamento temporaneo dell'ordine sociale, la satira verso i potenti e verso le convenzioni familiari. È per questo che il Carnevale cilentano conserva ancora oggi una forza che i carnevali più spettacolari hanno perso.
Il comune di Salento — da non confondere con l'omonima penisola pugliese — si trova nell'entroterra cilentano, a breve distanza da Vallo della Lucania, e comprende le frazioni di Fasana, Maroccia e Palazza. Il paese è noto per la produzione del fico bianco e dell'olio d'oliva, e conserva nel suo centro storico la chiesa di Santa Barbara con il caratteristico campanile. Attorno si apre il paesaggio collinare del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il calendario regionale dei carnevali campani ha inserito Salento tra gli appuntamenti della provincia di Salerno con due date: domenica 15 e martedì 17 febbraio 2026. Come da tradizione, la prima giornata è stata dedicata alla Quadriglia ballata in piazza, con le coppie che si sono alternate seguendo i comandi del maestro di ballo davanti a tutto il paese.
Il Martedì Grasso ha portato invece in scena la commedia della Zeza. La stampa cilentana, nel bilancio pubblicato all'indomani della festa, ha segnalato che «momenti dedicati alla tradizione si sono vissuti a Salento e a Sacco, dove è stata protagonista la commedia di Zeza»: la farsa in versi di Pulcinella, della moglie Zeza e della figlia Vicenzella ha chiuso così il Carnevale del borgo.
Attorno ai due appuntamenti principali non sono mancati i momenti conviviali con i piatti della cucina contadina cilentana, che a Salento accompagnano da sempre le giornate di Carnevale.
Gli orari puntuali dei singoli appuntamenti non sono stati diffusi da fonti ufficiali: le manifestazioni si svolgono tradizionalmente nel pomeriggio, nelle piazze del paese.
Salento si raggiunge in auto dall'autostrada A2 del Mediterraneo (uscita Battipaglia), proseguendo sulla SS18 fino all'altezza di Vallo della Lucania e poi lungo le strade provinciali dell'entroterra cilentano. La stazione ferroviaria più comoda è quella di Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea tirrenica, da cui si prosegue in auto o con i collegamenti su gomma locali. Gli aeroporti di riferimento sono Salerno-Costa d'Amalfi e Napoli-Capodichino.
Gli appuntamenti si tengono nelle piazze e per le strade del centro abitato: si consiglia di lasciare l'auto ai margini del paese e proseguire a piedi.
Manifestazione popolare all'aperto ad accesso libero: non è prevista biglietteria.
Siamo a 414 metri di altitudine e in pieno inverno: abbigliamento pesante e scarpe comode sono indispensabili. Per orari aggiornati e per eventuali variazioni dovute al maltempo conviene contattare il Comune di Salento (tel. +39 0974 62018) o consultare la stampa locale cilentana nei giorni precedenti.
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Centro storico e piazze del paese