Il grande falò di Piazza Enrico Cocchia, la benedizione degli animali e i sapori dell'Irpinia contadina
Il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, il paese di Cesinali, in provincia di Avellino, si stringe attorno al suo Focarone. È una data che in Irpinia segna il cuore dell'inverno: il santo eremita, qui chiamato familiarmente Sant'Antuono, è il protettore degli animali e delle campagne, e il fuoco acceso in piazza è insieme rito di purificazione, richiesta di protezione e occasione di incontro per l'intera comunità. Non si tratta di una rievocazione costruita a tavolino, ma di una consuetudine che si tramanda di generazione in generazione e che ogni anno rinsalda i legami del paese.
Il punto di ritrovo è Piazza Enrico Cocchia, nel centro storico di Cesinali, dove nei giorni precedenti viene allestita una grande catasta di legna. Nel primo pomeriggio si procede all'accensione del tradizionale Focarone: le fiamme si alzano sopra i tetti del borgo e il fumo diventa il segnale visibile che la festa è cominciata. L'arrivo del concerto bandistico « Città di Serino » accompagna il momento con le marce che da sempre scandiscono le feste patronali dell'Irpinia, trasformando la piazza in un palcoscenico a cielo aperto.
Il momento più atteso è la benedizione degli animali, una tradizione consolidata che richiama famiglie, allevatori e semplici curiosi. Cavalli, asini, pecore, mucche e animali domestici arrivano in piazza bardati a festa, con nastri e finimenti colorati, e sfilano davanti al sacerdote che formula per ciascuno l'augurio di salute e protezione. È una scena di grande valore antropologico, che restituisce intatto il rapporto tra il paese e il suo passato agricolo e pastorale: per secoli la sopravvivenza delle famiglie irpine è dipesa dalla salute delle bestie da lavoro, e questa benedizione era la più concreta delle assicurazioni.
Alla benedizione segue la processione del Santo per le vie del paese e la benedizione delle campagne circostanti, accompagnata dal suono delle campane e dalle preghiere dei fedeli. Il corteo attraversa i vicoli del centro e si affaccia sulle colline coltivate della valle del Sabato, in un gesto che unisce dimensione religiosa e identità territoriale. Chi partecipa per la prima volta resta colpito dalla naturalezza con cui sacro e quotidiano si intrecciano, senza alcuna teatralità turistica.
Al calare della sera la comunità torna a raccogliersi intorno al Focarone, ormai ridotto a un enorme braciere. È il momento della degustazione dei prodotti tipici: zeppole e frittelle, salsicce arrostite sulla brace, formaggi e altre specialità della gastronomia irpina, accompagnate dai vini del territorio in una delle aree vitivinicole più prestigiose della Campania. Il clima è quello delle feste di paese autentiche, dove non esistono biglietti né posti riservati e ci si scalda letteralmente gomito a gomito.
Con poco più di duemila abitanti, il Comune di Cesinali conserva un calendario di feste sorprendentemente ricco per le sue dimensioni: la Zeza di Carnevale, la Crocifissione del Venerdì Santo, la Rosamarina del Sabato Santo, le feste di Sant'Antonio da Padova, San Nicola di Bari, San Rocco e San Silvestro Papa, patrono del paese. Il Focarone di gennaio apre di fatto questo ciclo annuale ed è il primo appuntamento che riporta i cesinalesi in piazza dopo le festività natalizie.
Il falò di Cesinali si inserisce in una fitta rete di fuochi che a gennaio illuminano la Campania interna: dai focaroni e dalle vampe di Aiello del Sabato, Sturno, Montemarano, Solofra, Nusco e Teora fino ai riti di San Ciro di fine mese. Percorrere l'Irpinia in questo periodo significa scoprire una regione lontana dagli itinerari di massa, dove il fuoco resta un linguaggio comunitario vivo e dove ogni paese custodisce la propria variante dello stesso antichissimo rito.
L'edizione 2026 è caduta di sabato, condizione che ha favorito una partecipazione ampia di famiglie e visitatori dai comuni vicini della valle del Sabato. Come da tradizione, il centro storico di Cesinali si è raccolto in Piazza Enrico Cocchia, dove è stata allestita e accesa la grande catasta di legna del Focarone.
Il cuore della giornata è rimasto la benedizione degli animali, con la sfilata delle bestie addobbate per l'occasione e l'augurio di salute e protezione impartito dal sacerdote, seguita dalla processione del Santo e dalla benedizione dei campi circostanti, accompagnate dal suono delle campane.
In serata la comunità si è riunita attorno alle braci per assaggiare zeppole, salsicce e altre specialità della cucina irpina, in un clima di festa popolare che ha confermato il Focarone come primo grande appuntamento dell'anno per il Comune di Cesinali, in provincia di Avellino.
Lo schema della giornata, consolidato nelle edizioni recenti e riproposto anche nel 2026, prevede:
Gli orari possono subire variazioni in base alle condizioni meteorologiche e alle disposizioni della Parrocchia San Silvestro Papa.
Piazza Enrico Cocchia, nel centro storico di Cesinali (83020), provincia di Avellino, Campania. Il Municipio si trova in Piazza Municipio 1.
Evento all'aperto a ingresso libero e gratuito. Le degustazioni dei prodotti tipici intorno al Focarone sono offerte dagli organizzatori e dalle famiglie del paese.
Comune di Cesinali, tel. +39 0825 666125. Informazioni turistiche anche presso l'InfoPoint Sistema Irpinia, Piazza Libertà 1, Avellino.
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Piazza Enrico Cocchia
Piazza Enrico Cocchia, 83020 Cesinali