La polenta arrostita sulla griglia nel borgo di Licenza, tra i Monti Lucretili
La Sagra della Polenta Rencocciata è l'appuntamento invernale più atteso del Comune di Licenza, piccolo borgo della Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, a una cinquantina di chilometri dalla capitale. Il paese si trova all'interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, in quella Valle dell'Aniene che da secoli è terra di boschi, pascoli e cucina contadina. Ogni anno, verso la fine di febbraio, la Pro Loco di Licenza porta in piazza una ricetta che qui non è semplicemente un piatto, ma un pezzo di memoria collettiva.
Il nome dialettale racconta già il procedimento. La polenta viene cotta molto densa, mescolata a lungo con il tradizionale bastone di legno che qui chiamano squagliarellu, e poi lasciata raffreddare. Il giorno dopo, ormai rafferma e compatta, viene tagliata a fette e passata sulla griglia a carbone: fuori si forma una crosta croccante e dorata, dentro resta morbida. Il risultato si mangia come se fosse pane, ed è proprio questa la sua funzione originaria nelle case contadine, dove nulla si buttava e la polenta avanzata tornava in tavola trasformata.
L'abbinamento classico della sagra è il cinghiale in umido, presenza costante nei boschi dei Lucretili, ma la rencocciata accompagna con la stessa naturalezza costine di maiale, salsicce alla brace, legumi e verdure di stagione. È una cucina povera, robusta, perfetta per una giornata di febbraio in montagna.
Nei due giorni della sagra il centro storico si riempie di stand gastronomici, allestiti dai volontari della Pro Loco nella piazza principale e lungo i vicoli del borgo. La preparazione della polenta è essa stessa uno spettacolo: si può assistere alla cottura nei paioli e poi alla grigliatura delle fette, con il fumo e il profumo che segnano l'atmosfera della giornata.
La sagra è anche l'occasione per scoprire un paese che ha molto da raccontare. Licenza conserva l'impianto medievale con i resti del castello degli Orsini, che oggi ospita il Museo Oraziano, dedicato al poeta latino Orazio. Poco distante si trovano infatti i resti della Villa di Orazio, la residenza di campagna che il poeta ricevette in dono da Mecenate e che cantò nelle sue opere, insieme al Ninfeo degli Orsini e ai giardini rinascimentali. Pochi luoghi nel Lazio riescono a mettere insieme, nello spazio di una passeggiata, archeologia romana, architettura medievale e cucina contadina.
In un calendario laziale affollato di sagre estive, la Rencocciata occupa una posizione tutta sua: si tiene in pieno inverno, non punta su nulla di spettacolare e resta una festa fatta dagli abitanti per il proprio paese, con i prezzi popolari e l'accoglienza diretta che questo comporta. Chi arriva da Roma trova, in poco più di un'ora di macchina, un borgo di poche centinaia di abitanti che per due giorni si trasforma in una grande tavola comune, con la montagna intorno e il profumo della polenta sulla griglia.
L'edizione 2026 della Sagra della Polenta Rencocciata si è tenuta a Licenza nel fine settimana del 21 e 22 febbraio 2026, confermando la formula consolidata della Pro Loco. Gli stand hanno aperto a mezzogiorno in piazza, con le degustazioni della polenta rencocciata a partire dalle 12.30 in entrambe le giornate.
Anche quest'anno il piatto simbolo è stato servito nella sua versione classica, accompagnato dal cinghiale dei boschi dei Monti Lucretili, con alternative a base di salsicce, costine e verdure. Attorno alla parte gastronomica si sono succedute musica, balli popolari, giochi e animazione per bambini, mentre il borgo restava aperto alla visita: il Museo Oraziano nei resti del castello degli Orsini, il Ninfeo e i resti della Villa di Orazio.
Orario complessivo della manifestazione: 8.00-18.00 nelle due giornate.
Licenza dista circa 50 km da Roma. In auto: autostrada A24 Roma-L'Aquila, uscita Vicovaro-Mandela, poi strada provinciale verso Licenza (circa 10 km). In treno: linea Roma Tiburtina-Avezzano, fermata Mandela-Sambuci, poi autobus Cotral o taxi fino al paese.
Ingresso libero al paese e alla festa. Le degustazioni si pagano agli stand con prezzi popolari; consigliato il contante.
Il borgo è in salita e si visita a piedi: scarpe comode. Siamo in montagna a febbraio, quindi abbigliamento pesante. Il parcheggio nel centro storico è limitato: conviene arrivare presto e lasciare l'auto nelle aree indicate a valle. Da abbinare alla visita del Museo Oraziano e dei resti della Villa di Orazio.
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Centro storico di Licenza