Avellino celebra il suo patrono tra triduo, focarone e festa di piazza
Nel Comune di Avellino, capoluogo dell'omonima provincia in Campania, il 14 febbraio non è soltanto il giorno di San Valentino: è la data in cui l'intera città e l'intera diocesi celebrano San Modestino, vescovo e martire, patrono principale insieme ai compagni Fiorentino e Flaviano. Le Festività di San Modestino si aprono già l'11 febbraio con un triduo di preparazione e culminano il 14 con la festa liturgica, in un intreccio molto irpino di devozione popolare, riti antichi e vita civile del centro storico.
La tradizione lo vuole vescovo di Antiochia, giunto in Irpinia per sfuggire alle persecuzioni e qui martirizzato insieme a Fiorentino e Flaviano il 14 febbraio. Il culto assume dimensione cittadina nel 1166, quando il vescovo Guglielmo fa ritrovare le reliquie dei tre martiri in località Urbiniano, nei pressi di Mercogliano: da quel momento San Modestino diventa patrono principale di Avellino e le sue reliquie vengono custodite nella Cattedrale. Per secoli la ricorrenza è stata accompagnata da un solenne corteo con le autorità cittadine in abiti rinascimentali e barocchi, il sindaco scortato dagli archibugieri accanto al vescovo e il busto d'argento del santo portato in processione.
Il cuore religioso della festa è il triduo dell'11, 12 e 13 febbraio, con celebrazioni serali che la diocesi carica ogni anno di significati particolari: il rito dell'Unzione degli infermi, il conferimento dei ministeri, le ordinazioni diaconali. Il 14 febbraio la giornata si apre con la messa del mattino e prosegue con la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo Arturo Aiello, alla quale prendono parte i parroci e i sacerdoti della città e dei paesi della diocesi. Durante la celebrazione la Misericordia di Avellino consegna l'olio per la lampada di San Modestino, gesto simbolico di devozione e di carità.
La tradizione più amata è però quella del focarone di San Modestino: un grande braciere acceso e benedetto davanti alla chiesa, attorno al quale la comunità si raccoglie. Il rito è preceduto dalla benedizione dei cosiddetti tronchetti di legno, che i fedeli portano con sé come segno di protezione. Il fuoco, in questa festa di pieno inverno, è insieme calore, luce e memoria del martirio: un linguaggio semplice che le famiglie avellinesi trasmettono di generazione in generazione.
Accanto al programma liturgico, il Comune di Avellino promuove da qualche anno la «Notte di San Modestino», la versione civile della festa. Il Corso e le strade del centro si riempiono dalla mattina di artisti di strada — giocolieri, saltimbanchi, burattinai, bolle di sapone, mangiafuoco — con postazioni fisse e itineranti. Nel pomeriggio arrivano i Bottari di Macerata Campania, con i loro ritmi ossessivi di botti, tini e falci che appartengono al patrimonio folklorico campano. Sono previste inoltre visite guidate gratuite di «Avellino Sotterranea», tra cunicoli, cripte e ambienti ipogei della città antica, mentre le attività commerciali restano aperte fino a sera con la «Notte del Commercio».
La festa di San Modestino è uno degli appuntamenti che meglio raccontano la Campania interna: non il mare, non il folklore da cartolina, ma una città di collina che si riconosce nel proprio santo, nella propria cattedrale e in un fuoco acceso in piazza. Chi arriva da fuori trova una comunità accogliente, un centro storico compatto e una tradizione gastronomica irpina — dal tartufo nero di Bagnoli ai formaggi di montagna, dal Fiano di Avellino al Greco di Tufo — che completa perfettamente la giornata di festa.
Dall'11 al 14 febbraio 2026 la Chiesa di Avellino ha celebrato la festività in onore di San Modestino, vescovo e martire, patrono della città e della diocesi. Il triduo di preparazione si è aperto mercoledì 11 con la celebrazione eucaristica e il rito dell'Unzione degli infermi, è proseguito giovedì 12 con il conferimento del ministero del lettorato e si è concluso venerdì 13 con l'ordinazione di tre nuovi diaconi, presieduta dal vescovo Arturo Aiello.
Il giorno del patrono si è aperto alle 8.30 con la santa messa e ha avuto il suo momento centrale alle 11.00 nella solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, con la partecipazione dei parroci e dei sacerdoti della città e della diocesi; nel corso del rito è stata consegnata l'olio per la lampada di San Modestino, offerto dalla Misericordia di Avellino come segno di devozione e di carità. Nel pomeriggio, alle 18.30, la celebrazione è stata animata dai bambini e dalle famiglie ed è seguita la benedizione dei tradizionali tronchetti di legno.
La giornata si è chiusa alle 19.30 con l'accensione e la benedizione del focarone di San Modestino. Per l'edizione 2026 il braciere è stato realizzato in proporzioni ridotte, pensate proprio perché anche i più piccoli potessero avvicinarsi al segno del fuoco: una luce che scalda e che unisce la comunità attorno alla cattedrale e alla piazza antistante, luoghi di culto e di identità per gli avellinesi.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Avellino Est o Avellino Ovest; il centro storico è a pochi minuti dallo svincolo. In treno: stazione di Avellino, collegata con autobus; in alternativa stazione di Benevento o Salerno con proseguimento in autobus. In autobus: collegamenti frequenti Air Campania da Napoli (circa 1 ora) e da Salerno. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 50 km.
Le celebrazioni religiose si tengono nella chiesa cattedrale e nello spazio antistante; gli eventi civili si sviluppano lungo il Corso Vittorio Emanuele II e nelle piazze del centro, con Piazza Libertà come punto di riferimento.
Celebrazioni, focarone e spettacoli di strada sono gratuiti. Le visite guidate di «Avellino Sotterranea» sono gratuite ma a posti limitati: conviene informarsi in anticipo presso il Comune di Avellino.
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Cattedrale di Avellino e centro storico