L'urna della santa eremita per le vie di Laurino sul carro trainato dai buoi
La Festa Patronale di Sant'Elena è il cuore dell'identità religiosa di Laurino, borgo di poco più di mille abitanti arroccato a 531 metri di quota nel Cilento interno, in provincia di Salerno, nel cuore della Campania e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La tradizione racconta di una giovane laurinese di umili origini che, guidata secondo la leggenda da un angelo, lasciò il paese per vivere da anacoreta in una grotta del Monte Pruno, dove trascorse anni di preghiera e di carità prima di morire ancora giovanissima.
Attorno alla sua figura si sono stratificati racconti popolari tramandati di generazione in generazione: il miracolo delle rose, quando il pane sottratto per darlo ai poveri si sarebbe trasformato in fiori, e l'intervento prodigioso del 1799, che la memoria locale lega alla difesa del paese durante l'incursione delle truppe francesi. Sono storie che, più della cronaca, spiegano perché a Laurino la santa non sia una figura lontana ma una presenza quotidiana.
Le reliquie di Sant'Elena giunsero a Laurino nel 1882, trasferite da Ariano Irpino per volontà del vescovo Francesco Trotta, e da allora sono custodite nella cripta della Collegiata di Santa Maria Maggiore. Il momento più atteso della festa è la processione del 22 maggio, quando l'urna lignea con i resti della santa lascia la chiesa e viene portata per le vie del borgo su un carro trainato da due buoi: un'immagine rara, perché l'urna esce dalla cripta soltanto in poche occasioni durante l'anno.
Il gesto non è una semplice scenografia. Rievoca la leggenda della contesa fra Laurino e l'antica Piaggine Sottane, oggi Valle dell'Angelo, per il possesso del corpo della santa: per dirimere la disputa i resti sarebbero stati affidati a un carro lasciato libero e, giunti al bivio, i buoi avrebbero imboccato spontaneamente la strada di Laurino. Quel segno, interpretato come volontà della santa stessa, pose fine al contenzioso fra le due comunità e viene rimesso in scena ogni anno con la stessa serietà rituale.
La giornata della solennità è scandita dalle celebrazioni liturgiche. Si comincia di primo mattino nella cappella di Sant'Elena, per proseguire nella Collegiata con le messe della tarda mattinata e con quella serale, alla quale segue la processione che attraversa il centro storico. È il momento in cui il paese si ferma davvero: le famiglie si affacciano sull'uscio, i vicoli si riempiono e il passo lento dei buoi detta il ritmo dell'intera comunità.
A Laurino Sant'Elena non si festeggia una sola volta. Il calendario devozionale prevede più appuntamenti, ciascuno con un carattere proprio:
Attorno alle celebrazioni sopravvivono usanze che raccontano molto della cultura popolare cilentana. Ogni domenica di maggio nei rioni del paese si accendono le fanoie, i falò devozionali, accompagnate dai canti in onore della santa. Per la festa di agosto tornano invece le cente, le grandi strutture di ceri decorati portate come ex voto, e il borgo vive alcuni giorni di grande affollamento, tra parenti che rientrano dall'estero e visitatori richiamati dalla fama del culto.
Visitare Laurino nei giorni della festa significa anche scoprire uno dei borghi meglio conservati del Cilento interno: il tessuto medievale di vicoli e archi, i portali in pietra, la Collegiata con il coro ligneo cinquecentesco e gli altari dorati. Intorno si aprono i sentieri del Parco Nazionale, il corso del Calore Salernitano e i paesi dell'alta valle, in un territorio della Campania dove la dimensione religiosa e quella paesaggistica restano strettamente intrecciate.
L'edizione 2026 della festa si è svolta venerdì 22 maggio a Laurino, in provincia di Salerno, seguendo lo schema tramandato da generazioni. Le celebrazioni sono cominciate alle 8.30 nella cappella di Sant'Elena e sono proseguite in Collegiata di Santa Maria Maggiore con le messe delle 10.00 e delle 11.30, fino alla celebrazione serale delle 18.30.
Al termine dell'ultima messa si è svolta la processione per le vie del centro storico, con l'urna lignea contenente le reliquie della santa trasportata sul carro trainato da due buoi, in ricordo della leggenda che vuole siano stati proprio gli animali a scegliere Laurino come custode del corpo di Sant'Elena. Come ogni anno, la giornata ha richiamato in paese fedeli dei comuni vicini e laurinesi residenti altrove.
Il calendario devozionale prosegue poi con le altre ricorrenze dell'anno: il pellegrinaggio di fine giugno alla grotta del Monte Pruno, la partecipatissima festa del 18 agosto e la ricorrenza del 10 ottobre.
Venerdì 22 maggio 2026 — solennità di Sant'Elena
Nel corso dell'anno il culto di Sant'Elena si rinnova anche con il pellegrinaggio di fine giugno alla grotta del Monte Pruno e con le ricorrenze del 18 agosto e del 10 ottobre.
In auto: dall'Autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Sicignano degli Alburni o ad Atena Lucana e si prosegue lungo le strade provinciali del Cilento interno fino a Laurino. La stazione ferroviaria più comoda è Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea tirrenica, da cui si prosegue in auto o con le autolinee locali. Gli aeroporti di riferimento sono Salerno-Costa d'Amalfi e Napoli-Capodichino.
Le celebrazioni e la processione sono a partecipazione libera e gratuita.
Il centro storico è fatto di vicoli stretti: conviene lasciare l'auto nei parcheggi a monte del paese e proseguire a piedi. Per la processione è bene arrivare con un po' di anticipo, perché le strade si riempiono rapidamente. Gli orari delle messe possono subire variazioni di anno in anno: è sempre utile verificarli presso la Collegiata di Santa Maria Maggiore o il Comune di Laurino.
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Collegiata di Santa Maria Maggiore e centro storico