Tre giorni di caldarroste, musica popolare e tradizioni nel borgo del Cilento interno
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Arroccato a circa 675 metri di quota, il Comune di Stio (Provincia di Salerno, Campania) vive da sempre in simbiosi con i suoi castagneti secolari. La Festa della Castagna nasce da questo legame profondo: non è soltanto una sagra gastronomica, ma il momento in cui l'intera comunità stiese racconta la propria economia rurale, fatta di raccolta, essiccazione e trasformazione del frutto che per generazioni ha significato pane e sostentamento nelle aree interne del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
L'appuntamento cade tradizionalmente a cavallo tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre, quando la raccolta è terminata e il paese può finalmente aprirsi ai visitatori. In un borgo di poco più di settecento abitanti, la festa rappresenta anche il grande ritorno degli emigrati e delle famiglie sparse per l'Italia: un rito collettivo, prima ancora che una manifestazione turistica.
Durante i giorni della festa i vicoli, gli archi e le piazzette del centro storico diventano un itinerario continuo. Lungo il percorso si alternano stand enogastronomici, scenografie che ricostruiscono la vita contadina di un tempo e banchi dell'artigianato locale. Gli stand restano aperti sia a pranzo sia a cena nelle giornate festive, proponendo la cucina cilentana accompagnata dal vino novello.
L'altra anima della festa è musicale. Ogni edizione porta a Stio gruppi di musica popolare cilentana e del Sud Italia, con tamburi, organetti e canti della tradizione che animano le serate fino a tarda notte. Nelle ultime edizioni si sono esibite formazioni come Valcalore, Rittantico, SonuAnticu, Sunaria, Antiqua Saxa, Tammorra di Bagni e Peppe Cirillo. Accanto ai concerti trovano spazio artisti di strada, spettacoli itineranti e animazioni pensate per i bambini, che rendono la manifestazione adatta anche alle famiglie.
La celebrazione della castagna a Stio si intreccia con una delle memorie più antiche del paese, la Millenaria Fiera della Croce, storico appuntamento commerciale che per secoli richiamava mercanti e pastori da tutto il Cilento interno. Questo richiamo non è puramente decorativo: la festa rivendica una continuità tra le radici rurali del borgo e un modello di turismo lento e consapevole, in cui il prodotto tipico diventa chiave di lettura del paesaggio.
Negli anni recenti la Festa della Castagna è entrata a far parte del progetto intercomunale Equinozio d'Autunno, che collega Stio ad altri comuni del Parco Nazionale del Cilento — San Giovanni a Piro (comune capofila), Ascea, Gioi, Campora e Orria — nell'ambito del Piano Strategico per la Cultura e il Turismo finanziato dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027. L'obiettivo dichiarato è allungare la stagione turistica oltre l'estate e valorizzare i borghi dell'entroterra attraverso musica, tradizioni e prodotti identitari.
La festa non si esaurisce negli stand. Il programma prevede abitualmente escursioni guidate nei castagneti e lungo i sentieri che circondano il paese, come l'itinerario naturalistico delle Vie della Croce, oltre a visite alla valle dei Mulini e alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Non mancano momenti di approfondimento, con convegni dedicati alla castagna e al patrimonio agroalimentare del Cilento, e laboratori pratici di cucina rivolti a grandi e piccoli.
Chi arriva a Stio in questi giorni trova una festa senza forzature, dove la dimensione del borgo resta protagonista: si mangia bene, si cammina tra pietra e castagni, si ascolta musica suonata dal vivo. È una delle occasioni migliori per scoprire il Cilento interno, quello lontano dalle spiagge, in una delle stagioni in cui il paesaggio dà il meglio di sé.
Al momento della redazione di questa scheda non sono state pubblicate date ufficiali per l'edizione 2026 della Festa della Castagna di Stio, in Provincia di Salerno. Il riferimento storico resta il periodo tra il 31 ottobre e i primi giorni di novembre, adottato nelle ultime edizioni.
Nel frattempo il progetto intercomunale Equinozio d'Autunno, di cui la festa stiese fa parte insieme a San Giovanni a Piro, Ascea, Gioi, Campora e Orria, ha già presentato il proprio cartellone musicale 2026 con appuntamenti tra luglio e settembre: un segnale di continuità del circuito che valorizza i borghi del Parco Nazionale del Cilento.
Consigliamo di verificare le date sul sito del Comune di Stio e sui canali social della manifestazione prima di programmare il viaggio.
In auto: dalla SS18 uscita Vallo della Lucania, poi direzione Moio della Civitella e Stio. Dall'A2 Autostrada del Mediterraneo, uscita Sicignano degli Alburni o Padula-Buonabitacolo a seconda della provenienza.
In treno: stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo sulla linea tirrenica, poi collegamenti in autobus verso l'entroterra.
Il centro storico è pedonale durante la festa: si parcheggia nelle aree allestite ai margini del paese, con brevi tratti a piedi in leggera salita. Si consiglia calzatura comoda.
L'ingresso alla manifestazione è libero e gratuito. Si paga solo quanto si consuma presso gli stand gastronomici. Alcune attività collaterali delle edizioni passate (laboratori di cucina, visite guidate, trekking) hanno previsto una quota di partecipazione contenuta, tra 7 e 10 euro, mentre i convegni sono sempre stati ad accesso libero.
Stio si trova a 675 metri di altitudine: a fine ottobre le serate sono fredde, meglio portare abbigliamento adeguato. Per dormire conviene orientarsi su agriturismi e B&B del Cilento interno o su Vallo della Lucania, a una ventina di minuti di auto.
Pro Loco Stio — telefono +39 338 2317505, e-mail [email protected]. Informazioni aggiornate sul sito del Comune di Stio e sui canali social della manifestazione.
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