Tre serate enogastronomiche a Gradoli, sul Lago di Bolsena, in onore del legume più famoso della Tuscia
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore della Tuscia viterbese, il Comune di Gradoli — piccolo borgo del Lazio affacciato sulla sponda nord-occidentale del Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo — dedica ogni estate alcune serate a un prodotto che porta un nome inconsueto: il fagiolo del Purgatorio. Si tratta di una varietà antica, dal seme bianco molto piccolo, dalla buccia sottilissima e dal sapore delicato, che cresce sui terreni di origine vulcanica che circondano il lago e che non ha bisogno di ammollo prolungato prima della cottura. È uno dei legumi identitari dell'Alto Lazio e da anni figura tra i prodotti agroalimentari tradizionali della regione.
Il nome del fagiolo non è un vezzo commerciale: deriva dal Pranzo del Purgatorio, il rito che ogni Mercoledì delle Ceneri si celebra a Gradoli da oltre quattro secoli. La Fratellanza del Purgatorio, confraternita nata per pregare in suffragio delle anime del Purgatorio e soprattutto per fare del bene, prepara e serve un pranzo di magro alla comunità: minestra di riso con il sugo di tinca, luccio in umido, nasello fritto, baccalà lesso condito con olio extravergine locale, aglio e prezzemolo, e naturalmente i fagioli del Purgatorio. È un appuntamento che ogni anno richiama oltre un migliaio di persone e che ha reso Gradoli celebre ben oltre i confini della provincia.
Nella settimana della festa patronale di San Magno, in agosto, la Fratellanza riapre la sua Mensa per la versione estiva della tradizione: la Sagra del Fagiolo del Purgatorio, conosciuta anche con il nome di Alla Mensa degli Incappucciati. Gli Incappucciati sono i confratelli, riconoscibili per il saio marrone e il lungo cappuccio violaceo con cui sfilano per le vie del paese in occasione delle ricorrenze religiose. Nelle serate della sagra, però, il registro cambia: la mensa diventa un grande refettorio popolare, con tavolate lunghe, servizio ai piatti e musica dal vivo fino a tarda sera.
Il menù delle serate ruota attorno alla cucina contadina dell'alto viterbese, con il fagiolo come filo conduttore:
Ogni sera la cena è accompagnata da un gruppo musicale che suona dal vivo, con repertori di ballo liscio, cover italiane e musica popolare: un'atmosfera di festa paesana autentica, frequentata soprattutto dalle famiglie del posto e dai villeggianti del lago. L'ingresso all'area è libero e si paga alla cassa quello che si consuma, con prezzi contenuti da sagra di paese.
Un tratto che distingue questa sagra da molte altre: l'intero ricavato, insieme al lavoro completamente volontario dei confratelli, viene destinato ad attività di beneficenza e di aiuto a chi si trova in difficoltà. Mangiare alla Mensa degli Incappucciati significa quindi partecipare a un gesto di comunità prima ancora che a un evento gastronomico.
La sagra è anche una buona occasione per scoprire uno dei borghi meno turistici e più autentici della Regione Lazio. Gradoli conserva un centro storico medievale in tufo, il Palazzo Farnese progettato da Antonio da Sangallo il Giovane e oggi sede del Museo del Costume Farnesiano, e uno dei panorami più belli sul Lago di Bolsena. A pochi chilometri si raggiungono le spiagge del lago, l'isola Bisentina e i borghi di Capodimonte, Marta e Bolsena.
Al momento non risulta pubblicato alcun annuncio ufficiale sulle date della sagra 2026. La cadenza consolidata degli ultimi anni colloca la manifestazione nella seconda metà di agosto, in coincidenza con i festeggiamenti per San Magno, patrono di Gradoli, e su tre serate consecutive. L'organizzazione resta affidata alla Fratellanza del Purgatorio, che gestisce direttamente cucina e servizio con il lavoro volontario dei confratelli.
Anche per il 2026 è lecito attendersi la formula ormai classica: apertura della Mensa degli Incappucciati in prima serata, menù incentrato sulla zuppa di fagioli del Purgatorio e sui piatti della tradizione della Tuscia viterbese, vini locali tra cui l'Aleatico di Gradoli DOC, musica dal vivo e ricavato interamente destinato a opere di solidarietà. Il programma dettagliato viene di norma diffuso poche settimane prima dell'evento attraverso i canali del Comune di Gradoli e la stampa locale.
In auto: dall'A1 uscita Orvieto, poi SS71 e SP verso Gradoli (circa 30 km); da Viterbo circa 40 km via Montefiascone e Bolsena. In treno: stazione di Orvieto sulla linea Firenze-Roma, poi autobus Cotral o taxi. Aeroporti di riferimento: Roma Fiumicino e Roma Ciampino.
Le serate si svolgono presso la sede della Fratellanza del Purgatorio, in centro a Gradoli (Piazza Luigi Palombini). Apertura in prima serata, cene a partire dalle 19.30-20.00 circa, musica dal vivo dalle 21.00.
Ingresso libero all'area della festa; i piatti si pagano alla cassa con prezzi da sagra popolare. Il ricavato è devoluto in beneficenza.
Fratellanza del Purgatorio — [email protected]; Comune di Gradoli, tel. +39 0761 456810.
Agriturismi e B&B a Gradoli e sulle rive del Lago di Bolsena (Capodimonte, Bolsena, Marta); in alta stagione è consigliata la prenotazione con anticipo.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Mensa degli Incappucciati - Fratellanza del Purgatorio
Piazza Luigi Palombini, 2, 01010 Gradoli