A Giovi, sulle colline di Salerno, la festa della zuppa di trippa, piselli e pomodorini legata alla Madonna dei Campi
La Sagra del Catanazzo si svolge a Giovi, una delle frazioni collinari del Comune di Salerno, nel cuore della Campania. Il teatro della festa è il piazzale della Chiesa di Santa Maria dei Campi, dove per alcune sere di primavera si accendono le luci degli stand, si montano i tavoli all'aperto e la frazione si riempie di visitatori che salgono dal centro di Salerno e dai paesi vicini. Nel 2026 la manifestazione ha raggiunto la XXXIV edizione: un traguardo che dice bene quanto questo appuntamento sia radicato nella vita della comunità.
Il catanazzo è un piatto che non si trova quasi da nessun'altra parte. Si tratta di una zuppa di trippa cotta a lungo con piselli freschi, pomodorini e aromi, servita ben calda e accompagnata dal pane casereccio. È un piatto di cucina povera nel senso più autentico del termine: ingredienti umili, tempi di cottura lunghi, nessuna concessione al superfluo. Il nome stesso, nel dialetto locale, si usa per indicare qualcosa di difficile da definire, e ben si adatta a una preparazione che sta a metà fra l'inverno e la primavera.
La ricetta tramandata a Giovi prevede la trippa già pulita e tagliata a pezzi piccoli, sfumata con vino bianco e poi unita a un soffritto di carote, sedano, cipolla e aglio, con lardo e olio d'oliva; i piselli si aggiungono a metà delle circa due ore di cottura, insieme ai pomodorini maturi. È una preparazione che richiede pazienza e mani esperte: a custodirla, edizione dopo edizione, sono i volontari della frazione, e in particolare la signora Amelia Parisi, la cui versione è considerata quella originale.
La sagra non nasce da sola: è la costola gastronomica dei festeggiamenti in onore della Madonna dei Campi, la cui festa cade tradizionalmente il lunedì dopo Pentecoste. La devozione è quella tipica di una comunità agricola che chiede protezione per i raccolti e per le famiglie all'inizio della bella stagione. Da qui anche la logica del piatto: i piselli e i pomodorini sono fra i primi frutti che la primavera regala, e la loro presenza nella zuppa di trippa è il modo contadino di celebrare il ritorno della stagione produttiva. Chi arriva a Giovi trova quindi due dimensioni intrecciate, quella religiosa attorno alla piccola chiesa e quella conviviale degli stand.
Gli stand aprono in serata e propongono, accanto al catanazzo, un menù parallelo che allarga la scelta anche a chi non è amante della trippa. Nelle edizioni recenti si sono trovati:
Il servizio è quello classico delle sagre di paese, con tavolate all'aperto e ritmo informale: si fa la fila alla cassa, si ritira il piatto e si mangia insieme agli altri, spesso condividendo il tavolo con sconosciuti.
Ogni serata ha il suo appuntamento sul palco. Il programma alterna generi diversi per intercettare pubblici differenti: esibizioni di danza delle scuole del territorio, DJ set per i più giovani, tribute band dedicate ai grandi nomi della musica leggera italiana e, immancabile, una serata di musica popolare con tammurriate e canti della tradizione campana. È il momento in cui la sagra mostra il suo volto più identitario, perché la tammurriata è una delle espressioni musicali più forti dell'area vesuviana e salernitana.
Giovi si trova sulle alture a nord del centro di Salerno, in provincia di Salerno, e conserva un carattere rurale che il capoluogo ha ormai perso. Le case si distribuiscono lungo la strada collinare fra uliveti e orti, e dai punti panoramici si apre la vista sul golfo. Per il visitatore la sagra è anche l'occasione di scoprire questa parte poco battuta della città, a pochi minuti d'auto dal lungomare ma con un'atmosfera completamente diversa.
La manifestazione è organizzata dai volontari della frazione, che si occupano di tutto: acquisto delle materie prime, cucine, servizio ai tavoli, allestimento del palco. Non c'è una struttura professionale dietro la festa, e questo si sente nel clima familiare che la caratterizza. Il ricavato serve a sostenere le attività della comunità e a permettere il ritorno della sagra l'anno successivo, in una logica di autofinanziamento che è la regola nelle feste di paese della Campania interna.
La sagra si tiene tradizionalmente fra la seconda metà di maggio e i primi giorni di giugno, in corrispondenza dei festeggiamenti per la Madonna dei Campi. Le date cambiano quindi di anno in anno seguendo il calendario liturgico: nel 2025 l'appuntamento è caduto dal 6 al 9 giugno, nel 2026 dal 22 al 24 maggio. Conviene verificare le date ufficiali sui canali social della sagra prima di mettersi in viaggio.
L'edizione 2026 della Sagra del Catanazzo, la trentaquattresima, si è tenuta da venerdì 22 a domenica 24 maggio 2026 a Giovi, frazione del Comune di Salerno, presso la Chiesa di Santa Maria dei Campi. Gli stand hanno aperto ogni sera alle 20:30.
Al centro della festa, come sempre, il catanazzo: la zuppa di trippa con piselli, pomodorini e aromi servita calda con il pane casereccio, preparata secondo la ricetta tramandata dai volontari della frazione. Accanto al piatto simbolo, il menù ha proposto pasta e fagioli, panini con la salsiccia, pizze, dolci tipici, zeppole calde e vino di produzione locale. La domenica è stato aggiunto anche il pranzo, con un menù completo a 15 euro.
Il programma musicale ha cambiato registro ogni sera: danza il venerdì, tribute band il sabato, tammurriate e musica popolare la domenica, a chiudere il fine settimana nel modo più tradizionale.
Giovi è una frazione collinare del Comune di Salerno, raggiungibile in auto dal centro città salendo lungo le strade panoramiche che portano verso le alture a nord del capoluogo. In treno si arriva alla stazione di Salerno, collegata alle linee ad alta velocità e alle regionali della costiera; da lì si prosegue in auto o in taxi. In autostrada, l'uscita di riferimento è quella di Salerno sull'A2 del Mediterraneo. L'area della festa è il piazzale della Chiesa di Santa Maria dei Campi, lungo Viale degli Eucalipti.
Gli stand gastronomici aprono in serata, indicativamente dalle 20:30 nell'edizione 2026 e dalle 19:00 nelle edizioni con più giornate. L'ingresso alla sagra è libero e gratuito: si paga solo quello che si consuma agli stand.
Aggiornamenti su date e programma vengono pubblicati sui canali social della sagra (Instagram: @sagradelcatanazzo.giovi) e ripresi dalla stampa locale salernitana.
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