Il caciocavallo «impiccato» alla brace nell'unico borgo arbëreshë della Campania
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Ogni estate il piccolo borgo di Greci, nell'Irpinia orientale in provincia di Avellino, dedica una serata al caciocavallo, il formaggio a pasta filata che da secoli accompagna la vita delle famiglie di questo angolo di Campania. La Sagra del Caciocavallo è una festa di paese nel senso più autentico del termine: banchi allestiti nelle piazze, tavolate all'aperto, musica dal vivo e una comunità che si ritrova per raccontarsi attraverso il cibo.
Il piatto simbolo della manifestazione è il caciocavallo cosiddetto «impiccato». La forma intera viene appesa con lo spago di stagionatura e avvicinata alla brace ardente, senza mai toccarla: il calore fa sciogliere lentamente la pasta, che cola densa e profumata e viene raccolta su fette di pane. È un gesto semplice e spettacolare allo stesso tempo, che si può gustare in più varianti.
Nelle edizioni più recenti al menù si è aggiunto anche il panuozzo farcito con caciocavallo e mortadella. Il latte utilizzato è quello degli allevamenti irpini, in un territorio dove il Caciocavallo Silano DOP, formaggio semiduro a pasta filata di latte vaccino, resta uno dei prodotti identitari.
La sagra ha un valore che va ben oltre la gastronomia, perché si svolge in un paese davvero particolare. Greci — Katundi nella lingua locale — è l'unico comune arbëreshë della Campania: una comunità di origine albanese insediatasi qui a partire dagli anni Sessanta del Quattrocento, ai tempi di Skanderbeg, e che ha conservato lingua, canti e usanze proprie. Il borgo, poco più di seicento abitanti, si trova a oltre 800 metri di altitudine sui rilievi che segnano il confine con la Puglia, e custodisce ancora le tipiche kalive, le case in pietra con tetto in legno e coppi.
Chi arriva per la sagra scopre così anche una cucina di tradizione albanese, con dolci come la muxhela, a base di farina di grano, uvetta, pinoli e zucchero, e il çiç kuet di grano e granturco.
La serata non è fatta soltanto di stand gastronomici: nelle edizioni recenti la festa è stata accompagnata da musica dal vivo in piazza e da momenti di ballo popolare, mentre il pomeriggio è stato riservato alle attività per i bambini alla Villa Comunale e agli incontri culturali, come la presentazione di volumi legati alla storia e alla devozione locale nella cornice di Palazzo Caccese. L'ingresso alla festa è libero e si pagano le singole degustazioni ai banchi.
La Sagra del Caciocavallo si tiene tradizionalmente nella seconda metà di agosto, all'interno del cartellone estivo promosso dal Comune di Greci e a pochi giorni dalla festa patronale di San Bartolomeo Apostolo, che ricorre il 25 agosto. La 19ª edizione si è svolta mercoledì 20 agosto 2025, con inizio alle ore 21:00, mentre la 18ª si era tenuta mercoledì 21 agosto 2024 tra Piazza Caroseno e la Villa Comunale «Breggo».
Una visita al paese merita qualche ora in più: la Chiesa di San Bartolomeo, il settecentesco Palazzo Caccese e la Mnemoteca dedicata alla memoria arbëreshë raccontano l'identità di questa piccola isola linguistica. Nel calendario locale si segnala anche la Festa della Madonna del Caroseno, che si celebra la prima domenica di giugno.
Al momento della verifica non risulta pubblicata alcuna data ufficiale per l'edizione 2026 della Sagra del Caciocavallo di Greci, in provincia di Avellino. Il Comune ha avviato nella primavera 2026 la ricerca di sponsor per il cartellone estivo «Ghusti Katundit — Agosto Grecese 2026», ma il calendario dettagliato delle singole serate non è ancora stato reso noto.
Nelle ultime edizioni la sagra si è svolta in un giorno infrasettimanale della seconda metà di agosto, con apertura degli stand in serata. Chi desidera partecipare può seguire i canali del Comune di Greci e della Pro Loco Arbëreshë, oppure telefonare al numero +39 0825 861196 per conoscere la data non appena verrà comunicata.
Greci si raggiunge in auto dall'autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Grottaminarda, proseguendo verso Ariano Irpino e poi in direzione del confine con la Puglia; da Foggia si risale invece lungo le strade provinciali del Subappennino Dauno. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Ariano Irpino, sulla linea Benevento-Foggia; gli aeroporti più vicini sono Napoli-Capodichino e Bari-Palese. L'ultimo tratto è di montagna, con curve: meglio calcolare qualche minuto in più.
Il borgo è molto piccolo: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta all'ingresso del paese e proseguire a piedi verso le piazze della festa. L'evento è indicato come accessibile.
L'ingresso alla manifestazione è libero. Le degustazioni di caciocavallo e gli altri piatti si pagano direttamente ai banchi gastronomici.
A oltre 800 metri di quota anche le sere d'agosto possono essere fresche: una felpa è sempre utile. Conviene arrivare presto per trovare posto ai tavoli e telefonare al Comune di Greci (+39 0825 861196) o contattare la Pro Loco Arbëreshë per la conferma della data prima di mettersi in viaggio.
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Piazza Caroseno e Villa Comunale Breggo