Il carnevale-teatro dell'Irpinia, Patrimonio Immateriale della Regione Campania
Nel cuore della valle del Sabato, a pochi chilometri da Avellino, il Comune di Cesinali custodisce una delle tradizioni carnevalesche più vive della Campania: La Zeza, riconosciuta come Patrimonio Immateriale della Regione Campania. Non si tratta di una semplice sfilata in maschera, ma di una vera e propria commedia popolare recitata e cantata, che esce dalle case e occupa le piazze, i cortili e le strade del paese per tutta la durata del Carnevale.
La Zeza affonda le radici nel teatro napoletano del Seicento e nella commedia dell'arte. La trama racconta il contrasto familiare tra Pulcinella, padre geloso e diffidente, e la moglie Zeza, che invece favorisce il corteggiamento della figlia — nella versione cesinalese chiamata Porzia — da parte di Don Zenobbio, studente calabrese. Attorno ai protagonisti ruotano il capozeza, con la sua spada di legno e il suo francese maccheronico, Don Bartolo, la fioraia Cosetta e altre figure grottesche, tra battute salaci, canti, balli e quadriglie finali.
Nella seconda metà dell'Ottocento la rappresentazione fu proibita per le strade a causa delle allusioni giudicate troppo licenziose e trovò rifugio nei teatri popolari e nelle campagne: è così che la Zeza si radicò nei paesi dell'Irpinia. Una regola non è però mai cambiata e si conserva ancora oggi: tutti i ruoli, comprese le parti femminili, sono interpretati da uomini, come accadeva quando alle donne non era consentito recitare in pubblico.
La Zeza di Cesinali non resta chiusa nei confini comunali: la compagnia è itinerante e nel corso del Carnevale porta il proprio spettacolo nei paesi vicini della Provincia di Avellino, diventando un vero collante identitario tra comunità confinanti. Negli ultimi anni le tappe hanno toccato:
Il momento più atteso è lo Zezone, la rappresentazione conclusiva del martedì grasso in Piazza Enrico Cocchia, nel centro storico. Il paese si raduna attorno al focarone, il grande falò di Carnevale, e la compagnia dà vita all'ultima e più lunga esibizione della stagione, quella in cui il pubblico canta e balla insieme agli attori. Nel pomeriggio, prima dello Zezone, c'è spazio anche per i più piccoli, con il raduno della Zeza dei bambini in Piazza Saverio Urciuoli, l'animazione e le mascotte.
La festa è anche gastronomica, e cambia piatto di anno in anno secondo la tradizione contadina irpina: la Sagra degli Gnocchi e dei Cotechini al Sugo nel 2026, la Sagra del Maiale alla brace nel 2025. In entrambi i casi il vino locale è offerto ai presenti, in un clima conviviale che si prolunga fino a sera con la musica del dj.
L'evento è promosso dall'associazione La Zeza di Cesinali insieme alla Pro Loco Cesinali e al Comune di Cesinali, con il sostegno della Regione Campania. È un lavoro di trasmissione che coinvolge generazioni diverse: i più giovani imparano i versi e le movenze dagli anziani della compagnia, garantendo la continuità di un repertorio orale.
Le Zeze dell'Irpinia — a Cesinali, Mercogliano, Bellizzi e Montemiletto — sono uno dei rari casi in cui il Carnevale italiano ha conservato la sua forma teatrale originaria invece di trasformarsi in una parata di carri allegorici. Assistere allo Zezone di Cesinali significa vedere da vicino un pezzo di cultura popolare campana ancora praticato dalla comunità che l'ha creato: dialetto, musica, satira e cibo condiviso, senza filtri turistici.
L'edizione 2026 della Zeza di Cesinali ha aperto ufficialmente il Carnevale irpino domenica 8 febbraio, con la sfilata tradizionale e le prime esibizioni nel paese. Nei giorni successivi la compagnia si è spostata nei comuni vicini della Provincia di Avellino, portando la commedia di Pulcinella, Zeza e Porzia al Carnevale Atripaldese, lungo Corso Vittorio Emanuele ad Avellino e ad Altavilla Irpina.
Il martedì grasso, 17 febbraio, ha concentrato i momenti più intensi: la tappa al Carnevale Aiellese, il raduno della Zeza con i bambini in Piazza Saverio Urciuoli con animazione e mascotte dell'associazione Un Sorriso per la Vita, le esibizioni presso i locali del paese e infine lo Zezone finale in Piazza Enrico Cocchia, attorno al focarone. La serata si è chiusa con la Sagra degli Gnocchi e dei Cotechini al Sugo, il vino locale offerto e la musica di Vinyl Gianpy DJ.
L'iniziativa è stata promossa dall'associazione La Zeza di Cesinali con la Pro Loco Cesinali, il Comune di Cesinali e la Regione Campania, nel quadro del riconoscimento della Zeza come Patrimonio Immateriale della Regione Campania.
Il cuore della festa è il centro storico di Cesinali (AV), in particolare Piazza Enrico Cocchia per lo Zezone finale e Piazza Saverio Urciuoli per il raduno dei bambini. Le altre esibizioni si tengono ad Atripalda, Avellino, Altavilla Irpina e Aiello del Sabato.
In auto: uscita Avellino Est del raccordo autostradale Avellino–Salerno, poi SS 88 e strade provinciali verso la valle del Sabato; Cesinali dista circa 6 km da Avellino. In treno: stazione di Avellino, poi autobus di linea per la valle del Sabato. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 60 km.
Sfilate ed esibizioni sono a ingresso libero. Durante lo Zezone finale il vino locale è offerto ai presenti.
Le piazze del centro storico si riempiono rapidamente: conviene arrivare con un po' di anticipo e parcheggiare fuori dal centro. Il clima di febbraio in Irpinia è freddo e umido, soprattutto la sera all'aperto: abbigliamento pesante consigliato.
Comune di Cesinali, Piazza Municipio 1 — tel. +39 0825 666125. Aggiornamenti sulla pagina Facebook dell'associazione La Zeza di Cesinali.
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Piazza Enrico Cocchia e centro storico
Piazza Enrico Cocchia, 83020 Cesinali