Il 23 gennaio a Frigento, tra Messa solenne e confetti benedetti
Il 23 gennaio, quando l'altopiano irpino è ancora nel pieno dell'inverno, il borgo di Frigento — Comune della Provincia di Avellino, in Campania — si ritrova nella Chiesa di San Pietro per la Festa dello Sposalizio di Maria Santissima e San Giuseppe. Non è una sagra, né una festa patronale con luminarie e bancarelle: è una celebrazione devozionale, raccolta, che appartiene alla memoria religiosa del paese e che ogni anno riporta in chiesa famiglie, fidanzati e sposi.
La ricorrenza del 23 gennaio ricorda, secondo un'antica tradizione, le nozze della Vergine Maria con il patriarca San Giuseppe. La festa cominciò a diffondersi in Europa a partire dal XV secolo e fu poi accolta nel calendario di diversi ordini religiosi — francescani, serviti, domenicani — e promossa da vari pontefici. In molti centri del Mezzogiorno la data è rimasta un appuntamento sentito, perché unisce la dimensione liturgica a quella familiare: lo Sposalizio è la festa degli sposi, dei fidanzati e di chi si prepara al matrimonio.
Il segno più caratteristico della giornata arriva al termine della Santa Messa, quando ai presenti vengono distribuiti i confetti bianchi benedetti, racchiusi in piccoli sacchetti di tulle. La tradizione vuole che i confetti siano sette, uno per ciascuno dei sette mercoledì che precedono la solennità di San Giuseppe del 19 marzo: un piccolo calendario devozionale che accompagna i fedeli fino alla primavera. Il gesto richiama volutamente la bomboniera che gli sposi offrono agli invitati alla fine del matrimonio, e ne fa un segno di augurio per le coppie e per le famiglie del paese.
La celebrazione si svolge nella Chiesa di San Pietro, citata in alcuni documenti cinquecenteschi con il nome di «San Pietro ab Arco» e di origini medievali, come hanno confermato gli scavi condotti durante i restauri seguiti al terremoto del 1980. Tra il 1794 e il 1830 l'edificio subì diverse modifiche strutturali, ricordate da un'epigrafe sull'architrave del portale; l'aspetto attuale deriva dalla ricostruzione dei primi del Novecento, con la cantoria sorretta da colonne di pietra locale e la facciata ridisegnata. Il campanile, danneggiato dal terremoto del 1962, fu poi demolito. All'interno si conservano il coro ligneo e il pulpito voluti dall'Arciconfraternita del SS. Rosario, decorati con motivi floreali, statue lignee attribuite alla scuola napoletana di Giuseppe Picano e dipinti riferiti alla bottega settecentesca di Francesco De Mura.
Frigento sorge a circa 911 metri di altitudine e conta poco più di 3.400 abitanti. Dopo l'adesione all'associazione nel 2019, nel novembre 2023 il paese ha ottenuto il riconoscimento di Borgo più bello d'Italia. La passeggiata lungo via Limiti regala uno dei panorami più ampi dell'Appennino meridionale: nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia zone di cinque regioni diverse, dal Vesuvio alla Maiella, passando per il Matese e il Vulture. Il centro storico allinea una dozzina di palazzi settecenteschi, tra cui Palazzo De Leo, oggi Casa della cultura e sede del FriMact, museo che affianca la sezione archeologica a una delle raccolte d'arte contemporanea più importanti del Mezzogiorno. Ai piedi del borgo si trova il Santuario della Madonna del Buon Consiglio, cuore della devozione mariana frigentina.
Lo Sposalizio apre di fatto l'anno devozionale del paese, che poi si sviluppa lungo tutti i mesi successivi:
Lo Sposalizio non richiede biglietti né prenotazioni: è una festa di paese nel senso più autentico del termine, con la comunità che si trattiene sul sagrato a scambiarsi gli auguri. Per il visitatore è un'occasione rara di vedere l'Irpinia interna fuori dalla stagione turistica. A quasi mille metri di quota, però, a gennaio il freddo è pungente: un abbigliamento adeguato è più che consigliato.
Venerdì 23 gennaio 2026 la Chiesa di San Pietro di Frigento ha ospitato la Festa dello Sposalizio di Maria Santissima e San Giuseppe, appuntamento fisso del calendario devozionale del borgo dell'Alta Irpinia. La celebrazione è documentata da riprese video girate in chiesa quel giorno, che mostrano l'assemblea riunita per la liturgia e il momento conclusivo della distribuzione dei confetti benedetti.
Il rito ha seguito la forma tramandata da generazioni: la Santa Messa dedicata alle nozze della Vergine con il patriarca San Giuseppe e, al termine, la consegna ai presenti dei sacchetti di tulle con i confetti bianchi, da consumare lungo i sette mercoledì che preparano alla solennità del 19 marzo. Nessun programma orario dettagliato è stato diffuso pubblicamente: come per la maggior parte delle celebrazioni parrocchiali frigentine, gli orari sono stati comunicati direttamente in paese nei giorni precedenti.
La festa si inserisce nel fitto calendario di appuntamenti del Comune di Frigento, che prosegue con il Falò di San Giuseppe del 18 marzo, le celebrazioni mariane di maggio al Santuario della Madonna del Buon Consiglio e, in estate, la Tirata dei Carri dei Covoni del 15 agosto.
Chiesa di San Pietro, centro storico di Frigento (83040), Provincia di Avellino, Campania.
In auto: l'uscita autostradale più vicina è Grottaminarda sull'A16 Napoli-Bari, a una decina di chilometri dal borgo; da lì si sale verso Frigento lungo le strade provinciali dell'Ufita. In treno: le stazioni di riferimento sono Avellino e Benevento, entrambe collegate a Frigento con autolinee su gomma. In aereo: Napoli Capodichino è l'aeroporto più vicino, a circa un'ora e mezza di auto.
Il 23 gennaio di ogni anno. Gli orari precisi della Santa Messa vengono comunicati dalla parrocchia nei giorni immediatamente precedenti.
Libero e gratuito, come per tutte le celebrazioni liturgiche.
Frigento si trova a oltre 900 metri di quota: in gennaio servono abbigliamento caldo e scarpe comode per le stradine in pendenza del centro storico. Vale la pena arrivare con qualche ora di anticipo per la passeggiata panoramica di via Limiti e per una sosta al FriMact di Palazzo De Leo.
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Chiesa di San Pietro