La festa patronale di Buonalbergo: novenario, fuochi nelle contrade, rito della vestizione e processione nel Sannio beneventano
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel Comune di Buonalbergo, borgo di poco più di milleseicento abitanti a 555 metri di quota sulle pendici del Monte San Silvestro, in provincia di Benevento (Campania), il calendario dell'anno ha un solo vero centro di gravità: il 12 settembre, giorno della Santissima Madonna della Macchia, protettrice del paese. Attorno a quella data si stringono il novenario di preparazione, i fuochi accesi nelle contrade, il rito della vestizione e la processione che attraversa i tre quartieri storici del borgo, Terravecchia, Casale e Santjanni.
Al centro della devozione c'è una statua lignea bizantina del XII secolo che raffigura la Vergine seduta con il Bambino in braccio: il Bambino benedice alla maniera greca e stringe una pergamena con il versetto «Ego sum lux mundi». La tradizione racconta che l'immagine sia stata portata a Buonalbergo dai crociati di Boemondo d'Altavilla al ritorno dalla Terra Santa e nascosta in una «macchia» di alberi, da cui il nome, per sottrarla alle incursioni. Sarebbe stata poi ritrovata da una pastorella muta che, alla vista della sacra immagine, riacquistò la parola: nel luogo del ritrovamento il popolo eresse il santuario. La memoria del sito è più antica: una Ecclesiam Sanctae Mariae compare già nel Chronicon Sanctae Sophiae, donata nel 1078 da Gerardo di Buonalbergo al monastero di Santa Sofia di Benevento.
È il momento che rende unica questa festa patronale. Per tutto l'anno un manto ricopre interamente la statua, lasciando visibili soltanto i volti della Madre e del Bambino. Solo il 12 settembre, in chiesa e davanti al popolo riunito, durante il rito della vestizione con il manto di cerimonia ricoperto di ori ed ex voto, è possibile ammirare la scultura nelle sue sembianze originali. Quegli ori raccontano generazioni di grazie chieste e ricevute: la devozione è viva anche tra gli emigrati buonalberghesi, che celebrano una festa parallela a Tapiales, in Argentina.
I festeggiamenti si aprono con il solenne novenario, tradizionalmente dal 3 all'11 settembre: ogni sera il Santo Rosario e la Santa Messa, celebrata a turno da sacerdoti invitati dalle parrocchie del Sannio e dell'Irpinia, tra la Chiesa Madre di San Nicola di Bari e il santuario. La serata più caratteristica è quella del 7 settembre, quando al santuario, al termine della messa, si procede all'accensione del fuoco e alla benedizione delle candele che i fedeli portano poi nelle contrade per accendere i falò: un gesto antico che nel linguaggio della festa richiama Cristo «luce del mondo». Negli anni più recenti il cammino di preparazione ha compreso anche l'adorazione eucaristica notturna «sotto le stelle».
Il giorno della festa, che nel calendario liturgico coincide con il Santissimo Nome di Maria, prevede le messe del mattino tra la Chiesa Madre e il santuario e, nel pomeriggio, la solenne processione della sacra immagine per le vie del paese: è il cuore emotivo della giornata. Al termine si celebra la Messa solenne, negli anni presieduta dall'Arcivescovo Metropolita di Benevento mons. Felice Accrocca, spesso in Piazza Michele De Juliis, la stessa piazza in cui l'8 settembre 1968 si svolse l'incoronazione della Madonna della Macchia.
Accanto al programma religioso, il Comitato festa cura il programma civile: concerti, spettacoli di danza, serate di cabaret e lo spettacolo pirotecnico che chiude i festeggiamenti a notte fonda, con il palco allestito in Piazza Michele De Juliis. Nelle edizioni passate si sono alternate cover band, orchestre e nomi noti della musica leggera e della comicità napoletana, sempre a ingresso libero.
Il Santuario SS. Madonna della Macchia sorge su un poggio all'ombra di olmi secolari, tra le campagne a sud dell'abitato: un edificio a navata unica con volta a botte, costruito da maestranze locali tra il 1650 e il 1660, con annessi il campanile e l'antico eremo. Danneggiato dal terremoto del 1980 e restaurato nel 1982, il 2 settembre 2023 è stato proclamato santuario diocesano dall'arcivescovo di Benevento. Accanto si trova la «casa del pellegrino», struttura parrocchiale di accoglienza aperta tutto l'anno sulla Via Francigena del Sud. Chi arriva per la festa può abbinare la visita al celebre Ponte delle Chianche della Via Traiana e al sito sannita di Monte Chiodo.
Alla data di redazione di questa scheda la Parrocchia San Nicola di Bari e il Comitato festa non hanno ancora pubblicato il programma dei festeggiamenti 2026 in onore della Santissima Madonna della Macchia: sul sito del Santuario e sui canali diocesani non risultano annunci per l'anno in corso.
La ricorrenza è però fissa nel calendario di Buonalbergo: il Comune indica il 12 settembre come giorno della festa patronale, data in cui si svolge il rito della vestizione della statua bizantina con il manto ricoperto di ori ed ex voto. Negli anni documentati lo schema si ripete con regolarità: novenario serale con Santo Rosario e Santa Messa nei giorni precedenti, celebrazione al santuario intorno al 7 settembre con l'accensione del fuoco e la benedizione delle candele per i falò nelle contrade, messe del mattino il giorno della festa, solenne processione nel pomeriggio, Messa solenne conclusiva e spettacoli serali in Piazza Michele De Juliis.
Chi intende partecipare farà bene a verificare date e orari presso la parrocchia (telefono +39 340 1118006) o sul sito del Santuario SS. Madonna della Macchia prima di mettersi in viaggio. Questa scheda verrà aggiornata appena il programma ufficiale sarà diffuso.
In auto da Benevento si segue la S.S. 90 bis delle Puglie. Il santuario si raggiunge partendo dalla Casa Comunale di Buonalbergo lungo Via della Madonna, sulla Via Francigena in direzione Roma, seguendo dopo circa 1,5 km le indicazioni per il Santuario SS. Madonna della Macchia; c'è un parcheggio nelle immediate vicinanze. Le celebrazioni in paese si svolgono invece tra la Chiesa Madre di San Nicola di Bari e Piazza Michele De Juliis, entrambe nel centro.
L'accesso al santuario è gratuito. Celebrazioni religiose, processione e spettacoli serali in piazza sono a ingresso libero.
Adiacente al santuario, la «casa del pellegrino» è una casa di accoglienza parrocchiale aperta tutto l'anno: otto posti letto, cucina attrezzata, spazio per biciclette e bagagli. Pernottamento e pasti sono gratuiti, è gradita un'offerta libera; la prenotazione va fatta tramite la parrocchia. Nei giorni di festa il borgo propone i sapori del Sannio, a partire da «lo ciammarruchiello», la lumaca protagonista della sagra di agosto.
Parrocchia San Nicola di Bari e Santuario SS. Madonna della Macchia, rettore don Pino Mottola: telefono +39 340 1118006, e-mail [email protected]. Il programma aggiornato viene pubblicato sul sito santuariomadonnadellamacchia.it e diffuso dalla parrocchia a inizio settembre.
A 555 metri di quota le serate di settembre possono essere fresche: meglio portare una giacca leggera. Per la processione del 12 settembre conviene arrivare in paese con un po' di anticipo, perché le vie del centro storico sono strette e i posti auto limitati.
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Santuario SS. Madonna della Macchia, Chiesa Madre di San Nicola di Bari e Piazza Michele De Juliis