Trenta metri di paglia e spighe di grano portati a spalla dall'intero paese, tra l'alzata dell'8 agosto e la tirata di Ferragosto
C'è un momento, ogni anno, in cui Flumeri smette di essere un paese di poco meno di tremila abitanti sulle colline della valle dell'Ufita e diventa il palcoscenico di uno dei riti collettivi più impressionanti dell'Italia meridionale. Al Campo del Giglio, lungo via Olivieri, prende forma un obelisco di legno rivestito interamente di paglia intrecciata e spighe di grano, alto circa trenta metri e articolato in sette registri decorativi. È il Giglio di San Rocco: non un monumento costruito da artigiani specializzati, ma un'offerta votiva che l'intera comunità di Flumeri realizza con le proprie mani.
Il culto di San Rocco è legato a Flumeri almeno dal XVI secolo, in un territorio della provincia di Avellino segnato da carestie, terremoti ed epidemie, dove il santo pellegrino era invocato come taumaturgo e protettore. La festa affonda però radici ancora più antiche, negli antichi riti agrari di ringraziamento per il raccolto: il grano non è un semplice materiale decorativo, ma la materia stessa del dono. Con il tempo gli ex voto individuali si sono fusi in un'unica grande offerta collettiva, quella che oggi prende la forma del Giglio trainato per le strade del paese.
Il cantiere si apre già a luglio. Le squadre delle diverse contrade si dividono i compiti e lavorano per settimane, spesso di sera dopo il lavoro, alla realizzazione dei pannelli di paglia che rivestiranno la struttura. I giovani imparano dagli anziani l'intreccio delle spighe, i colori, i disegni geometrici e le figure religiose che compongono ciascun registro. Non c'è un progetto scritto: la tecnica si tramanda per imitazione, gesto dopo gesto, ed è proprio questa trasmissione orale a fare del Giglio un patrimonio vivo e non una semplice attrazione turistica.
L'obelisco viene montato in orizzontale e resta disteso fino all'8 agosto, quando va in scena l'alzata. Centinaia di carristi provenienti da tutte le contrade si dispongono attorno alla struttura e la sollevano lentamente con funi, scale, pali e forconi: nessun mezzo meccanico, soltanto forza umana, esperienza e un coordinamento che si costruisce da generazioni. L'operazione richiede diverse ore ed è seguita in silenzio e poi con applausi liberatori da tutto il paese. Quando il Giglio si erge finalmente verticale, sfiorando il cielo sopra i tetti di Flumeri, si aprono ufficialmente i festeggiamenti religiosi e civili.
Il 15 agosto, giorno di Santa Maria Assunta, arriva la prova più dura. Dopo la benedizione, il Giglio viene sganciato e trainato dal Campo del Giglio fino al sagrato della chiesa di San Rocco, nel centro storico: è la tirata. Le funi sono strette da giovani uomini e, secondo la tradizione, dai buoi; il peso della struttura, la necessità di mantenerla in equilibrio lungo la salita e il caldo di Ferragosto rendono l'impresa faticosissima. Per molti ragazzi di Flumeri partecipare alla tirata è da sempre un rito di passaggio, la prova della maturità raggiunta. Chi è emigrato torna in paese proprio per questo giorno.
Il 16 agosto la comunità celebra San Rocco: sante messe fin dalle prime ore del mattino, celebrazione eucaristica solenne nel pomeriggio, processione con la statua del santo per le vie del paese accompagnata dal concerto bandistico e, a chiusura, i fuochi pirotecnici. Accanto al programma liturgico si sviluppa quello civile, curato dalla Pro Loco La Spiga e dal Comitato Festa: la Mensa di San Rocco del 14 agosto con i piatti della tradizione irpina, spettacoli comici, musica dal vivo e concerti in piazza.
Il Giglio di grano di Flumeri è inserito tra gli elementi del patrimonio culturale immateriale della Regione Campania e fa parte della rete delle Feste del grano, che accomuna diverse comunità dell'Italia centro-meridionale impegnate in un percorso di candidatura al riconoscimento UNESCO. Un riconoscimento che premia non un oggetto, ma un saper fare collettivo: quello di un paese che ogni estate ricostruisce da zero, e poi consegna al tempo, il proprio simbolo più alto.
La festa è anche un'occasione per conoscere un angolo meno battuto della Campania interna. Flumeri conserva la Dogana Aragonese, monumento quattrocentesco legato alla transumanza e alla via dei tratturi, oggi valorizzata dalla Pro Loco con iniziative culturali durante tutto l'anno. Intorno, la valle dell'Ufita offre paesaggi agricoli, borghi come Ariano Irpino e una cucina contadina di pane, formaggi e vini irpini.
Anche nel 2026 il Giglio di grano di Flumeri torna a segnare il mese di agosto nella valle dell'Ufita, in provincia di Avellino. Le date sono quelle di sempre, legate al calendario liturgico: 8 agosto per l'alzata, 15 agosto per la tirata nel giorno di Santa Maria Assunta e 16 agosto per la festa del patrono San Rocco.
Come ogni anno il lavoro comincia molto prima: dal mese di luglio le squadre delle contrade si ritrovano al Campo del Giglio per intrecciare le spighe e comporre i sette registri decorativi che rivestiranno l'obelisco alto circa trenta metri. È una costruzione interamente manuale, senza progetto scritto, affidata alla memoria e all'esperienza dei carristi più anziani.
L'appuntamento del sabato 8 agosto 2026 è quello dell'alzata: centinaia di persone sollevano la struttura da orizzontale a verticale con funi, scale, pali e forconi, in un'operazione che richiede diverse ore e la partecipazione di tutto il paese. Da quel momento il Giglio resta visibile per una settimana, fino alla tirata di Ferragosto.
Al Campo del Giglio, in via Olivieri 1, i carristi delle contrade sollevano l'obelisco di paglia e spighe di grano alto circa trenta metri, portandolo dalla posizione orizzontale a quella verticale con l'uso di funi, scale, pali e forconi. L'alzata occupa il pomeriggio e si conclude in serata; è tradizionalmente seguita da spettacoli e musica dal vivo organizzati dalla Pro Loco La Spiga.
Giornata di vigilia con Santo Rosario, celebrazione eucaristica e processione con la statua dell'Assunta accompagnata dal concerto bandistico, a chiusura fuochi pirotecnici. In serata si tiene la Mensa di San Rocco, momento conviviale con i piatti della tradizione irpina curato dalla Pro Loco La Spiga con il sostegno del Comune di Flumeri.
Sante messe in mattinata e celebrazione eucaristica solenne nel pomeriggio, seguita dalla benedizione e dalla tirata del Giglio: la struttura viene trainata con le funi dal Campo del Giglio fino al sagrato della chiesa di San Rocco, nel centro storico. È il momento più atteso e più faticoso dell'intera festa.
Sante messe dalle prime ore del mattino, celebrazione eucaristica solenne nel pomeriggio in onore del patrono, processione con la statua di San Rocco per le vie del paese accompagnata dal concerto bandistico e fuochi pirotecnici finali. In serata spettacoli e musica in Piazza San Rocco.
Nota: alla data di pubblicazione di questa scheda il programma dettagliato 2026 con gli orari definitivi, i nomi degli artisti e degli ospiti non è ancora stato diffuso. Le locandine ufficiali vengono pubblicate dalla Pro Loco La Spiga, dal Comitato Festa e dalla Parrocchia nelle settimane immediatamente precedenti la festa.
Flumeri si trova nella valle dell'Ufita, in provincia di Avellino. In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Grottaminarda, poi SS90 delle Puglie in direzione Ariano Irpino (circa 15 km). Da Napoli si percorrono circa 100 km, da Avellino circa 45 km. In treno: la stazione di riferimento è Grottaminarda-Ariano Irpino, collegata poi con autolinee locali; in alternativa, autobus di linea da Avellino e da Napoli verso l'Irpinia orientale.
L'alzata e la costruzione del Giglio si svolgono al Campo del Giglio, in via Olivieri 1. La tirata di Ferragosto parte dal Campo del Giglio e arriva al sagrato della chiesa di San Rocco, nel centro del paese: conviene posizionarsi lungo il percorso con largo anticipo. Processioni, concerti e spettacoli si tengono in Piazza San Rocco e nelle vie del centro storico.
La partecipazione all'alzata, alla tirata, alle processioni e agli spettacoli in piazza è gratuita. Sono a pagamento soltanto le consumazioni degli stand gastronomici e la Mensa di San Rocco.
Ad agosto il caldo può essere intenso: portare acqua, cappello e scarpe comode, indispensabili per seguire la tirata a piedi lungo la salita. Il paese è piccolo e i parcheggi limitati, meglio arrivare presto e lasciare l'auto fuori dal centro. Per pernottare si può scegliere tra agriturismi della valle dell'Ufita e strutture ad Ariano Irpino e Grottaminarda. Informazioni aggiornate presso la Pro Loco La Spiga ([email protected], tel. +39 339 8104962).
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Campo del Giglio
Via Olivieri 1, 83040 Flumeri