La grande festa patronale dei Grottesi, tra fede, luminarie e fuochi d'artificio
A Grottaminarda, in provincia di Avellino, il Festone non è soltanto una festa patronale: è il momento dell'anno in cui l'intera comunità si riconosce. Per cinque giorni, alla fine di agosto, il centro della cittadina irpina si riempie di luminarie, bande musicali, processioni e migliaia di persone arrivate da tutta la Valle Ufita e dai paesi vicini. Chi è emigrato torna apposta per queste giornate: il Festone è, prima di tutto, la festa dei Grottesi.
La manifestazione è dedicata ai tre patroni del paese: San Tommaso d'Aquino, Sant'Antonio da Padova e San Rocco da Montpellier. L'accostamento delle tre figure nasce nel 1891 quasi per caso: il maltempo costrinse a spostare i festeggiamenti ad agosto e le tre statue vennero portate insieme nella Chiesa Madre. Da quel momento le devozioni si sono fuse in un'unica grande celebrazione, che pochi anni dopo i Grottesi istituzionalizzarono con solenni processioni. Il nome «Festone», con il suo accrescitivo, si diffuse nella prima metà del Novecento proprio per sottolineare la portata dell'evento rispetto alle altre feste del calendario locale.
Il rito che apre il tempo della festa è la discesa dei Santi: le statue lasciano le rispettive chiese per essere accolte nella Chiesa Madre. Seguono la benedizione dei portatori, la consegna simbolica delle chiavi della città a San Tommaso d'Aquino, la Messa solenne e la processione lungo le vie del centro storico, con i confratelli e i portatori che si alternano sotto il peso delle statue tra ali di folla. Il ciclo si chiude con la traslazione dei Santi, quando ogni simulacro torna alla propria chiesa.
Accanto alla dimensione devozionale, il Festone conserva tutti gli ingredienti della grande festa meridionale:
Il finale è affidato alla gara pirotecnica, uno dei momenti più attesi dell'estate irpina: più ditte si sfidano a colpi di batterie e giochi di luce sul cielo di Grottaminarda, mentre il pubblico giudica dal basso, seduto sui muretti o in piedi lungo le strade. È il segnale che il Festone si è concluso e che l'estate volge al termine.
Durante i giorni di festa il centro si riempie di stand gastronomici, banchi di prodotti tipici e giostre. La tradizione dolciaria grottese, con i torroni, gli spumoni e le granite, resta uno dei ricordi più vivi legati al Festone e continua ad accompagnare le serate insieme alla cena comunitaria organizzata sotto le arcate del corso, ormai diventata uno degli appuntamenti simbolo della manifestazione.
Grottaminarda si trova nel cuore della Valle Ufita, in una posizione strategica tra Avellino, Benevento e la Puglia, dominata dai resti del Castello d'Aquino. È un territorio di colline coltivate, vigneti e borghi che nel mese di agosto moltiplica sagre e feste patronali. Il Festone ne è l'appuntamento più grande e più identitario: chi visita la Campania interna in questo periodo trova qui una delle occasioni migliori per capire come fede popolare, musica e convivialità continuino a intrecciarsi nei paesi dell'Irpinia.
La 135ª edizione del Festone si svolge dal 20 al 24 agosto 2026 a Grottaminarda, in provincia di Avellino, all'interno del cartellone dell'Estate Grottese varato dall'amministrazione comunale insieme a undici associazioni del territorio.
Il programma alterna, come da tradizione, la parte religiosa e quella civile. Le celebrazioni in onore dei Santi Patroni prendono il via già il 16 agosto con la discesa dei Santi, mentre il fine settimana centrale è dedicato alla Messa solenne, alla benedizione dei portatori e alla grande processione per le vie del paese. Sul versante spettacolo, il Comitato Festone ha puntato su un trittico musicale di richiamo: Clementino, Dj Fargetta e Le-One, affiancati dai concerti bandistici e dalla gara pirotecnica finale.
Completano il cartellone la «Questua del grano» con la Pacchiana in costume tradizionale, la mostra fotografica «Scatti dal Passato» dedicata alla storia del Festone, l'animazione con dj set, le luminarie artistiche lungo il centro, gli stand gastronomici e le giostre.
In auto: uscita Grottaminarda dell'autostrada A16 Napoli-Canosa, a pochi minuti dal centro abitato. Da Napoli il viaggio dura circa un'ora, da Avellino una trentina di minuti. In treno la stazione di riferimento è Avellino o Benevento, con proseguimento in autobus. Durante le serate del Festone il centro storico è chiuso al traffico: conviene lasciare l'auto nei parcheggi periferici e raggiungere le piazze a piedi.
Gli eventi si concentrano nel centro di Grottaminarda: Piazzale Padre Pio per i grandi concerti, Piazza XVI Marzo per le serate musicali e i dj set, Corso Vittorio Veneto per la cena sotto le arcate, la Chiesa Madre e le vie del centro per le celebrazioni religiose e la processione.
Le serate di fine agosto in Irpinia possono essere fresche: è utile una felpa leggera. Per la gara pirotecnica conviene arrivare con largo anticipo per trovare posto lungo il percorso panoramico. Per pernottare ci si può orientare su Grottaminarda e sui comuni vicini della Valle Ufita, come Ariano Irpino e Mirabella Eclano.
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Centro storico, Piazza XVI Marzo e Piazzale Padre Pio