Il grande falò di Sant'Antonio Abate nel Vallo di Lauro, tra fede, folklore e convivialità
Nel cuore del Vallo di Lauro, all'estremo confine occidentale dell'Irpinia, il Comune di Quindici (Provincia di Avellino, Campania) dedica la seconda metà di gennaio ai suoi due santi più amati: Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e signore del fuoco, e San Sebastiano Martire. I solenni festeggiamenti si concentrano tra il 17 e il 20 gennaio e culminano nell'accensione della Focara, il grande falò rituale che in paese viene chiamato anche focarone e che dà il nome popolare all'intera festa: i Focaroni.
La catasta non è un semplice mucchio di legna. A Quindici viene progettata e costruita nei giorni precedenti dai volontari del Comitato Festa La Focara, che negli anni hanno riprodotto veri e propri monumenti in legno: nell'edizione del 2024, per esempio, la struttura si ispirava al Maschio Angioino di Napoli. Quell'anno il forte vento danneggiò la costruzione a pochi giorni dall'accensione e il comitato guidato da Pietro Rubinaccio la rimise in piedi, rinviando il rogo al 21 gennaio: un episodio che in paese si racconta ancora come prova di tenacia collettiva. Quando la Focara si accende, le fiamme illuminano la notte accompagnate dai fuochi d'artificio, e la comunità si stringe attorno al fuoco fino a tarda sera.
Il programma religioso è scandito da appuntamenti antichi e molto sentiti. La novena precede la festa nei giorni che portano al 17 gennaio; all'alba risuona lo sparo della Diana, che sveglia il paese; segue la benedizione degli animali, cuore del culto di Sant'Antonio Abate in tutto il Mezzogiorno. Presso la Chiesa di Sant'Antonio vengono distribuiti i morzetti benedetti, piccoli pani della tradizione locale che i fedeli conservano in casa come segno di protezione. Nel pomeriggio la statua del santo percorre in processione le vie e le contrade del paese, tra cui via Forno, Piediquindici e via Rama, per poi raggiungere la chiesa parrocchiale dove viene celebrata la Santa Messa.
Accanto alla parte liturgica corre un programma civile altrettanto atteso. La schiattiglia, spettacolo pirotecnico tradizionale, viene sparata in Piazza Municipio; non mancano gli spettacoli musicali davanti alla chiesa patronale, i gonfiabili per i bambini e i tradizionali sorteggi che chiudono la festa, con premi molto locali: un maialino di Nero Casertano, le statue dei due santi realizzate da un maestro presepiale di San Gregorio Armeno, i quadri raffiguranti Sant'Antonio e San Sebastiano.
La festa è anche un'occasione gastronomica. Oltre ai morzetti, autentici custodi del patrimonio alimentare quindicese, negli anni hanno accompagnato i festeggiamenti lo stand della porchetta e il caciocavallo impiccato, il formaggio appeso sopra la brace che si scioglie lentamente sul pane: un classico della convivialità campana attorno al fuoco.
Quindici non è un caso isolato: in decine di comuni della provincia di Avellino il mese di gennaio è il tempo dei falò. Le grandi cataste che bruciano nella notte del 17 gennaio simboleggiano l'abbandono dell'anno vecchio e l'augurio di un nuovo inizio; secondo la lettura contadina tramandata di generazione in generazione, il fuoco serve a scaldare la terra e ad affrettare il ritorno della primavera. La Focara di Quindici è oggi uno degli appuntamenti più riconoscibili di questo calendario irpino del fuoco, capace di richiamare in paese anche i visitatori dell'agro nolano e dell'area vesuviana, a pochi chilometri di distanza.
Chi arriva a Quindici in questi giorni trova una festa che non è stata costruita per il turismo, ma per la comunità: piazze piene, campane, fuoco, odore di legna e di brace, famiglie intere che attendono l'accensione. È l'occasione ideale per scoprire un angolo poco battuto della Campania interna e per capire quanto profondamente, in Irpinia, la devozione popolare e l'identità di paese restino intrecciate.
Anche nel 2026 il Comune di Quindici, in provincia di Avellino, ha aperto il proprio calendario di eventi con i solenni festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate e San Sebastiano Martire, in programma dal 17 al 20 gennaio. La Pro Loco Quindici ha indicato l'appuntamento come prima tappa del suo percorso storico-artistico annuale, in collaborazione con il Comitato Festa e la parrocchia.
Il 17 gennaio, giorno liturgico di Sant'Antonio Abate, è tornata ad ardere la Focara, il grande falò rituale che dà il nome popolare alla festa e che resta l'immagine simbolo di Quindici in un gennaio irpino segnato ovunque dai fuochi devozionali. Attorno al rogo si sono ritrovate, come da tradizione secolare, la comunità quindicese e i visitatori arrivati dal Vallo di Lauro e dall'agro nolano.
La struttura del programma resta quella consolidata: riti religiosi con novena, messe, benedizione degli animali e processioni, affiancati da un programma civile con spettacoli pirotecnici, musica e i tradizionali sorteggi finali.
Quindici (AV), Campania. Il cuore dei festeggiamenti è Piazza Municipio, con la Chiesa di Sant'Antonio Abate e la chiesa parrocchiale. Il falò e le processioni si svolgono all'aperto, nelle vie del centro e delle contrade.
In auto: uscita autostradale di Nola sull'A16 Napoli-Canosa, poi SP verso il Vallo di Lauro; Quindici dista una quarantina di chilometri da Napoli e circa 50 km da Avellino. In treno: stazione di Nola sulla linea Circumvesuviana o stazione di Sarno, quindi collegamento su gomma. Aeroporto più vicino: Napoli-Capodichino.
Ingresso libero e gratuito a tutti gli appuntamenti religiosi e civili.
Le serate di gennaio in Irpinia sono fredde e umide: abbigliamento pesante e scarpe comode. Il parcheggio in centro è limitato nelle ore dell'accensione, conviene arrivare in anticipo. Per gli orari aggiornati fanno fede gli avvisi della parrocchia, del Comitato Festa e della Pro Loco Quindici.
Comitato Festa Sant'Antonio e San Sebastiano Martire — Pro Loco Quindici, tel. 081 5102499 / 081 5128405, e-mail [email protected].
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