Il 15 giugno Campora onora il suo patrono tra messa solenne, processione e musica in piazza
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Campora, piccolo Comune della provincia di Salerno adagiato tra i boschi dell'alta valle del Calore, il 15 giugno non è una data qualunque: è il giorno di San Vito Martire, patrono venerato da generazioni dalla comunità camporese. La festa patronale è uno dei momenti più sentiti dell'anno, quando le famiglie si ritrovano, le case del centro storico si riaprono e molti emigrati tornano in paese proprio per non mancare all'appuntamento. È una celebrazione che unisce la dimensione religiosa a quella civile, senza clamore ma con una partecipazione che coinvolge davvero tutti.
San Vito Martire è una delle figure più popolari della devozione meridionale: invocato contro le malattie e considerato protettore dei giovani e degli animali, il suo culto è diffuso in tutto il Cilento e in numerosi centri della Campania. A Campora la devozione si è radicata nei secoli e si esprime nelle funzioni solenni, nei riti tramandati di famiglia in famiglia e nei momenti di raccoglimento che precedono la processione.
Il cuore della giornata è la processione, quando la statua lignea del santo viene portata a spalla per le vie del borgo. L'immagine, che risale alla prima metà dell'Ottocento, raffigura San Vito con il vangelo, la croce e la palma, simboli del martirio. Il corteo attraversa lentamente le stradine del paese accompagnato dalla banda musicale, tra le case addobbate e la partecipazione dei fedeli: è il momento più emozionante e più fotografato dell'intera giornata.
La festa è anche un'occasione per scoprire un borgo che resta fuori dai circuiti turistici di massa. Campora si trova all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto patrimonio mondiale dall'UNESCO, a un'altitudine compresa tra i 380 e i 900 metri, tra i torrenti Torno e Trenico. Il territorio è coperto da faggete, castagneti e boschi di querce e cerri ed è celebre per le sue numerose sorgenti d'acqua. Nel centro abitato meritano una visita la chiesa di San Nicola di Mira (1660), la chiesa della Madonna della Neve (1779) e la chiesa dell'Annunziata, mentre nei dintorni la valle del Trenico e i boschi comunali offrono itinerari di trekking e passeggiate a cavallo.
Gli stand della festa sono l'occasione migliore per assaggiare la cucina di montagna del Cilento interno: fusilli fatti a mano conditi con il ragù, la minestra maritata di verdure e carne di maiale, i salumi artigianali, i formaggi locali e, in autunno, le castagne dei boschi che circondano il paese. Una gastronomia povera e sostanziosa, molto lontana dagli stereotipi della cucina di mare che si associano di solito al Cilento.
Chi cerca un grande festival con palchi e cartelloni internazionali qui non lo troverà: la Festa Patronale di San Vito Martire è un evento di paese, autentico e raccolto, dove il valore sta nella partecipazione della comunità e nella continuità di un rito antico. Per un viaggiatore che percorre la Campania interna è un'occasione rara per vedere da vicino come si vive ancora oggi una festa patronale nei borghi del Cilento, lontano dalle località costiere più affollate di giugno.
Per l'edizione 2026 della Festa Patronale di San Vito Martire a Campora, in provincia di Salerno, non è stato finora reperito alcun annuncio ufficiale con date e programma. La festa è però un appuntamento fisso del calendario locale, legato alla ricorrenza liturgica del 15 giugno, e la comunità camporese la celebra ogni anno con la messa solenne, la processione della statua lignea del patrono accompagnata dalla banda musicale e i momenti conviviali serali.
Non appena il comitato festa o la parrocchia diffonderanno il programma, questa scheda sarà aggiornata con orari, luoghi e dettagli degli appuntamenti. Nel frattempo consigliamo di rivolgersi direttamente al Comune di Campora o alle parrocchie del paese per informazioni aggiornate.
In auto: dall'autostrada A2/A3 uscita Battipaglia, poi SS18, SS166 e SS488 in direzione dell'alto Cilento interno; Campora dista circa 88 km da Salerno. In treno: stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo (Vallo Scalo) sulla linea tirrenica Roma-Reggio Calabria, poi autobus o taxi. In autobus: collegamenti di linea con Salerno e Vallo della Lucania.
La festa si svolge nelle strade e negli spazi pubblici del paese: la partecipazione alle funzioni religiose, alla processione e agli intrattenimenti serali è tradizionalmente libera e gratuita. Sono a pagamento soltanto le consumazioni presso gli stand gastronomici.
Il centro storico è in parte a traffico limitato durante la processione: conviene lasciare l'auto negli spiazzi all'ingresso del paese e proseguire a piedi. Scarpe comode per le stradine in salita e una felpa per la sera, perché anche a giugno in quota le temperature si abbassano rapidamente. Per gli orari aggiornati conviene verificare presso la parrocchia o il Comune di Campora nei giorni precedenti la festa.
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Centro storico di Campora