La fiera e la processione del patrono nel borgo del Vallo di Diano
Sant'Antero, papa e martire, è il patrono di Casalbuono, comune di poco più di mille abitanti arroccato a 661 metri di quota nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, in Campania. La sua memoria liturgica cade il 3 gennaio, ma il pieno inverno dell'Appennino lucano-campano non è mai stato il momento migliore per una fiera all'aperto: da tempo la comunità ha così spostato la fiera e i festeggiamenti esterni al primo sabato di luglio, quando le giornate sono lunghe, gli emigrati tornano al paese e le strade del borgo possono ospitare bancarelle e processioni.
Il risultato è una delle feste più sentite del comprensorio: due date che il Comune di Casalbuono regola ogni anno con un'apposita ordinanza sulla viabilità, segno concreto di quanto la manifestazione incida sulla vita del centro abitato.
Il cuore laico della festa è la fiera, che si distende lungo Via Roma, l'antico tracciato della strada provinciale 140, dalla località Carvallena fino al ponte sul torrente Bagnoli. Si comincia prestissimo, all'alba: è una fiera di paese di impianto tradizionale, dove accanto agli animali e al mercato zootecnico trovano posto attrezzature agricole, articoli per la casa, abbigliamento, dolciumi e prodotti tipici, non soltanto locali.
Per qualche ora la strada principale di Casalbuono torna a essere quello che era da generazioni: un luogo di scambio dove si contratta, ci si informa sui prezzi del bestiame, si incontrano allevatori e commercianti arrivati dai paesi vicini del Vallo di Diano e dalla confinante Basilicata. È l'aspetto che più distingue questa festa dalle tante sagre estive del Sud: qui la fiera non è un corollario folkloristico, ma un'attività economica che continua a essere praticata.
La parte religiosa culmina con la processione, uno dei momenti più riconoscibili della devozione casalbuonese. Il corteo è aperto dalla confraternita dei fratelli di Sant'Antero, che precede la statua del patrono: il santo è raffigurato con un bastone d'argento, dettaglio che lo rende immediatamente identificabile. A chiudere il corteo è la Madonna delle Grazie, che segue Sant'Antero lungo le vie del borgo.
La processione attraversa il centro storico e si sofferma nelle piazze principali — Carlo Pisacane, Cappelli-Germino, Giuseppe Garibaldi — accompagnata dalle preghiere e dai canti dei fedeli, con la banda e le luminarie a segnare il passaggio.
Al calare del sole la festa cambia registro. Le piazze Cappelli-Germino e M. Calabria vengono chiuse al traffico e alla sosta e si trasformano nel salotto all'aperto del paese: stand gastronomici, musica dal vivo, spettacoli e il rituale passeggio serale che tiene insieme residenti, villeggianti e famiglie rientrate per l'occasione. Le serate si protraggono fino a mezzanotte, in entrambe le giornate di festa.
Casalbuono nasce nel XIII secolo come dipendenza feudale dell'abbazia di Santa Maria di Cadossa e passa poi, con una bolla papale del 1514, alla Certosa di Padula; fino al 1862 si chiamava Casalnuovo. Il territorio comunale, poco meno di 35 chilometri quadrati, è racchiuso fra i rilievi del Gioncolo e del Monte Difesa e rientra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni oltre che nella Comunità Montana del Vallo di Diano.
Chi arriva per la festa trova quindi molto più di una manifestazione: un borgo di pietra affacciato sulla valle, sentieri e boschi a portata di mano, e la cucina del Vallo di Diano, fatta di caciocavallo podolico, carni, legumi e paste fresche fatte in casa.
La festa del patrono si è tenuta a Casalbuono sabato 4 e domenica 5 luglio 2026. L'ordinanza sindacale n. 07/2026, protocollo 1417 del 2 luglio, firmata dal sindaco Attilio Romano, ha disposto le modifiche alla viabilità e alla sosta per le pubbliche manifestazioni previste su Via Roma — l'ex strada provinciale 140, sede della fiera — e nelle piazze Carlo Pisacane, Cappelli-Germino e Giuseppe Garibaldi, oltre che in un tratto di Via Vittorio Veneto e di Via Municipio.
Il sabato è stato dedicato soprattutto alla fiera, con la chiusura di Via Roma dalle 6 del mattino fino alle 15, dalla località Carvallena fino al ponte sul torrente Bagnoli. Le due serate hanno visto invece protagoniste le piazze Cappelli-Germino e M. Calabria, mentre la domenica pomeriggio Piazza Carlo Pisacane è stata riservata ai festeggiamenti e al passaggio della processione.
Lo svolgimento della festa 2026 è documentato dall'ordinanza comunale n. 07/2026 del 2 luglio, che ha regolato viabilità e sosta per le manifestazioni pubbliche di sabato 4 e domenica 5 luglio 2026.
Il programma artistico dettagliato non è stato diffuso online: gli aggiornamenti vengono pubblicati di volta in volta dal Comune di Casalbuono e dal comitato festa.
Casalbuono (SA), CAP 84030, Vallo di Diano, Campania. La fiera occupa Via Roma (ex strada provinciale 140) dalla località Carvallena al ponte sul torrente Bagnoli; i festeggiamenti serali si concentrano nelle piazze Cappelli-Germino, M. Calabria, Carlo Pisacane e Giuseppe Garibaldi, oltre a un tratto di Via Vittorio Veneto e di Via Municipio.
In auto: il paese è servito dalla strada statale 19 delle Calabrie e dalla strada provinciale 140. Nei giorni della festa il transito e la sosta sono vietati lungo Via Roma e nelle piazze interessate: conviene lasciare l'auto nelle aree esterne al centro e proseguire a piedi.
In treno: Casalbuono ha una stazione sulla linea Sicignano degli Alburni-Lagonegro, il cui servizio è però effettuato con autobus sostitutivi; verificare orari e coincidenze prima di partire.
Ingresso libero e gratuito alla fiera, alle funzioni religiose e ai festeggiamenti in piazza. A pagamento soltanto gli acquisti presso i banchi della fiera e le consumazioni agli stand gastronomici.
Comune di Casalbuono, Via Municipio 1 — telefono 0975 862025 — sito ufficiale comune.casalbuono.sa.it, dove vengono pubblicate le ordinanze e gli avvisi relativi alla festa.
La fiera si anima molto presto al mattino: per vederla nel suo momento migliore conviene arrivare entro le 8. Scarpe comode per le vie in salita del borgo e contanti per gli acquisti ai banchi, dove il pagamento elettronico non è sempre disponibile.
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