Il 15 giugno la processione degli otto chilometri e i taralli del patrono, nel cuore del Cilento interno
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel Comune di Felitto, in provincia di Salerno, la solennità di San Vito Martire cade il 15 giugno ed è da secoli l'appuntamento più sentito dell'anno. Il paese, arroccato a circa 270 metri sul livello del mare sopra le Gole del Calore, si ritrova attorno al proprio patrono in una festa che intreccia liturgia, cammino e gastronomia rituale. Il culto di San Vito è diffuso in tutta l'area cilentana — da Capaccio a Pisciotta, da Sanza a Stio — ma a Felitto ha una forma particolare, legata al luogo che la tradizione locale indica come teatro del martirio del giovane santo.
L'elemento che rende unica la festa felittese è il lungo pellegrinaggio a piedi. Nella Chiesa dell'Assunta, la chiesa madre del borgo, è custodito un busto del santo; nella cappella campestre presso il torrente Pietra, che segna il confine fra il territorio di Felitto e quello di Bellosguardo, si conserva invece una statua a figura intera. Tra i due luoghi corrono circa otto chilometri, che vengono percorsi in processione: il simulacro viene accompagnato alla cappella e, la mattina della festa, i fedeli si mettono in cammino di buon'ora per riportarlo in paese.
Si parte quando l'aria è ancora fresca, spesso all'alba, perché il tragitto è lungo e il caldo di metà giugno può farsi pesante. Il percorso attraversa campagne, uliveti e sentieri di collina, e la fatica condivisa è parte integrante del voto: portare il santo, alternandosi sulle spalle, è considerato un onore che si tramanda di generazione in generazione.
Lungo la via del ritorno le famiglie felittesi attendono il corteo per offrire ai portatori e ai pellegrini i taralli di San Vito e un bicchiere di vino. Sono pani rituali poverissimi negli ingredienti — farina, acqua, sale, olio extravergine di oliva, lievito naturale — lessati in acqua bollente, passati in acqua fredda e poi infornati, come vuole la tecnica tradizionale del tarallo cilentano. Si preparano nei giorni che precedono la festa, in un rito domestico che coinvolge tutta la famiglia.
San Vito, vissuto tra il III secolo e il 303 d.C., fu un giovanissimo cristiano martirizzato durante le persecuzioni. La devozione popolare lo venera come protettore dei danzatori e lo invoca contro le malattie nervose, tanto che il suo nome è rimasto legato al cosiddetto «ballo di San Vito». Nel Cilento il suo culto è documentato da secoli: nella Piana del Sele una chiesa a lui intitolata è attestata già dal 1042, mentre a Pisciotta si conserva un'ampolla con il sangue del santo.
Felitto è uno dei borghi più suggestivi del Cilento interno, in Campania: poco più di mille abitanti, un centro storico medievale, il celebre ponte ad arco sul fiume Calore e le gole scavate nella roccia, metà estiva di escursionisti e canoisti. Il paese è conosciuto anche per il fusillo felittese, la pasta fresca lavorata a mano che ha reso famosa la sua sagra d'agosto. La festa di San Vito rappresenta invece il volto più intimo e religioso della comunità, quello che il paese riserva a sé stesso e ai felittesi emigrati che tornano per l'occasione.
Alla processione si affiancano la novena nei nove giorni che precedono la solennità, le celebrazioni eucaristiche alla cappella rupestre e in paese, e momenti di festa civile in serata. È un evento a partecipazione libera, aperto a tutti: ai visitatori si chiede soprattutto rispetto per la dimensione devozionale del cammino. Chi vuole seguire l'intero pellegrinaggio deve mettere in conto diverse ore a piedi, scarpe adatte e acqua a sufficienza.
La festa patronale di San Vito Martire a Felitto, in provincia di Salerno, ricorre tradizionalmente il 15 giugno, giorno della solennità liturgica del santo. Per l'anno 2026 non è stato finora reperito online un programma ufficiale dei festeggiamenti: la scheda verrà aggiornata non appena la parrocchia o il Comune diffonderanno gli orari e il calendario delle celebrazioni.
Restano nel frattempo i riferimenti della tradizione, che si ripete pressoché immutata da generazioni: la novena nei nove giorni precedenti, il trasporto del simulacro dalla Chiesa dell'Assunta alla cappella campestre presso il torrente Pietra, al confine con Bellosguardo, e il pellegrinaggio di ritorno di circa otto chilometri, durante il quale i fedeli offrono ai portatori i taralli di San Vito e il vino. Chi desidera partecipare può contattare direttamente il Comune di Felitto per verificare date e orari.
Felitto si trova nella Valle del Calore, nel Cilento interno, e si raggiunge comodamente in auto attraverso le strade provinciali che risalgono la valle a partire dalla piana del Sele. Le stazioni ferroviarie di riferimento sono quelle della linea tirrenica (area di Vallo della Lucania e Agropoli), da cui si prosegue in auto. L'aeroporto più vicino è Salerno-Costa d'Amalfi.
Il centro storico è raccolto e in parte pedonale: conviene lasciare l'auto negli spazi a margine del paese e proseguire a piedi.
Partecipazione libera e gratuita a tutte le celebrazioni e alla processione.
Comune di Felitto, Piazza Mercato 1, 84055 Felitto (SA) — tel. +39 0828 945028 — www.comune.felitto.sa.it
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Chiesa dell'Assunta e Cappella di San Vito (torrente Pietra)