Il rito millenario della benedizione delle greggi nell'Appennino salernitano
Ogni 15 giugno, giorno di San Vito Martire, il Comune di San Gregorio Magno, in provincia di Salerno, al confine tra la Campania e la Basilicata, rivive uno dei riti pastorali più antichi e suggestivi dell'Italia contadina: la Turniata. Non si tratta di una rievocazione costruita per i visitatori, ma di una tradizione viva, praticata dalle famiglie di allevatori del paese e trasmessa di generazione in generazione in un borgo di poco meno di quattromila abitanti, adagiato a circa 475 metri di altitudine tra l'Alta Valle del Sele e il Tanagro.
Alle prime luci dell'alba i pastori scendono dai pascoli d'altura con le greggi. Pecore, capre, bovini, cavalli e asini vengono agghindati con nastri colorati, campanacci sonanti e disegni tracciati direttamente sul vello: è un corteo che attraversa le strade del centro fino alla cappella di San Vito Martire.
Il numero dispari dei giri non è casuale: nella cultura popolare garantisce immunità dal male e prosperità per il ciclo pastorale dell'anno che verrà. Chi assiste per la prima volta resta colpito dal contrasto fra il silenzio raccolto della preghiera e il fragore dei campanacci che avvolge la piazza.
Gli studiosi riconducono la Turniata alla circumambulatio, il giro rituale attorno a un centro sacro che i Romani praticavano durante i Lupercalia e i Parilia, feste pastorali dedicate alla purificazione delle greggi e alla fertilità dei campi. Con la cristianizzazione il gesto è rimasto identico, ma il destinatario è diventato San Vito, invocato come protettore degli animali. Lo stesso rito si ripete nello stesso giorno anche nel vicino comune di Ricigliano, segno di una koinè culturale che unisce i paesi pastorali di questo lembo di Campania.
La Turniata è inserita nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC), il registro con cui la Regione tutela le espressioni identitarie del proprio territorio. Il riconoscimento certifica il valore storico e antropologico del rito e lo colloca fra le manifestazioni immateriali più significative di tutto l'entroterra salernitano, accanto alle grandi feste pastorali dell'Appennino meridionale.
Terminata la benedizione, lo spazio antistante la cappella si trasforma in un grande punto di incontro: si degustano formaggi freschi e cagliata appena prodotta, salumi, pane locale e vino del territorio, condivisi dagli allevatori e dalle associazioni del paese. Nel tardo pomeriggio la festa prosegue con la processione religiosa, accompagnata dai canti tradizionali delle donne gregoriane, e si chiude in serata con l'intrattenimento in piazza.
La Festa di San Vito apre ufficialmente il calendario dell'Estate Gregoriana, la rassegna che anima San Gregorio Magno da giugno a settembre con il Torneo di San Vito, l'Angiolillo Folk Festival, il Festival Bacco e soprattutto Baccanalia, la manifestazione che ad agosto apre le oltre seicento cantine secolari scavate nella roccia lungo via Bacco. Chi arriva per la Turniata trova quindi un paese già proiettato verso la stagione delle feste.
La Turniata è una di quelle esperienze che non si trovano nei circuiti turistici: dura poche ore, comincia quando il resto del mondo dorme ancora e non ha nulla di costruito. Per chi viaggia in Campania alla ricerca dell'identità profonda dei borghi interni, questa mattinata di giugno a San Gregorio Magno vale da sola la deviazione dalla costa cilentana o dall'autostrada del Mediterraneo.
La Festa di San Vito e Turniata è tornata a San Gregorio Magno lunedì 15 giugno 2026, fedele alla data del calendario liturgico. La manifestazione ha aperto ufficialmente il programma dell'Estate Gregoriana 2026, presentato l'11 giugno a Palazzo Sant'Agostino, sede della Provincia di Salerno, dal sindaco Nicola Padula insieme alla Pro Loco, al Forum dei Giovani e alle associazioni del paese.
La giornata è cominciata prima dell'alba con la discesa dei pastori dai pascoli d'altura: pecore, capre, bovini, cavalli e asini adornati di nastri colorati, campanacci e disegni tracciati sul vello hanno attraversato il centro fino alla Chiesa di San Vito Martire, dove hanno compiuto i tre giri propiziatori in senso antiorario prima della benedizione degli animali. In tarda mattinata la piazza si è animata con le degustazioni di formaggi freschi, cagliata, salumi, pane e vino del territorio; nel pomeriggio è seguita la processione con i canti tradizionali, mentre la sera ha chiuso la festa con l'intrattenimento musicale in piazza.
Nella stessa settimana si è disputata la 25ª edizione del Torneo di San Vito, curata dalla Scuola Calcio Leoncini Gregoriani, che ha coinvolto centinaia di giovani atleti e le loro famiglie.
San Gregorio Magno si raggiunge comodamente in auto: dall'autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Sicignano degli Alburni e si prosegue sul raccordo Sicignano-Potenza, seguendo poi le indicazioni per il paese. Il borgo si trova a circa 475 metri di altitudine, a poco più di un'ora di strada da Salerno e da Potenza. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Sicignano degli Alburni.
Il rito si svolge di prima mattina: conviene essere in paese entro le 7:30 per seguire la messa e trovare posto nei pressi della Chiesa di San Vito Martire prima dell'arrivo delle greggi. L'accesso è libero e gratuito, senza biglietto né prenotazione.
Pro Loco San Gregorio Magno — tel. +39 377 3852296, [email protected].
Comune di San Gregorio Magno, Piazza Municipio 1 — tel. +39 0828 955244.
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Chiesa di San Vito Martire