L'11 novembre il borgo dell'Alta Valle del Sele celebra il patrono che gli ha dato il nome
A Santomenna, borgo di poco più di trecento abitanti arroccato a 540 metri di quota nell'Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, la festa patronale non è un appuntamento come gli altri: il santo festeggiato ha dato il nome al Comune stesso. Ogni 11 novembre la comunità si raccoglie in onore di San Menna d'Egitto, eremita venerato fin dall'antichità, in una giornata che intreccia fede, memoria collettiva e identità di paese.
Le fonti locali raccontano che Menna nacque in Egitto nel III secolo, si arruolò giovanissimo nella legione romana e, sconvolto dalla violenza delle persecuzioni, abbandonò le armi per ritirarsi nel deserto come eremita. Il suo culto arrivò in Campania per vie bizantine e la tradizione lega la nascita dell'abitato a una cella costruita nel punto più alto del territorio, attorno alla quale i monaci benedettini edificarono in seguito un monastero. Al martire egiziano si deve anche il legame con le sorgenti d'acqua, elemento ricorrente nella devozione: nei pressi della sua sepoltura, narra la leggenda, sgorgarono inspiegabilmente numerose polle. Alla stessa devozione erano collegate le piccole ampolle di terracotta a cui si attribuiva un potere taumaturgico e propiziatorio.
Dal IX secolo Santomenna compare come feudo ecclesiastico e nei secoli successivi diventa dimora degli Arcivescovi di Conza, tanto da fungere da secondo centro della diocesi accanto a Sant'Andrea di Conza, con il trasferimento del tribunale arcivescovile e la fondazione del seminario. Una storia lunga che spiega perché, ancora oggi, l'11 novembre sia la data attorno a cui ruota l'intero calendario del paese.
Il cuore della giornata è religioso: la messa solenne e la processione con la statua del patrono lungo le vie del centro abitato, accompagnate dalla partecipazione dei fedeli e delle realtà confraternali locali. Attorno alle celebrazioni liturgiche si sviluppano, secondo le fonti locali, i momenti di festa civile: musica, incontri in piazza e degustazioni di prodotti tipici, in una formula raccolta e familiare, molto lontana dalle grandi sagre di massa.
Trattandosi di una ricorrenza a data fissa, l'appuntamento non cambia di anno in anno: chi vuole partecipare sa che il riferimento è sempre l'11 novembre, con eventuali iniziative collaterali nei giorni immediatamente precedenti o nel fine settimana più vicino.
Il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980 distrusse quasi per intero Santomenna. Il paese è stato poi ricostruito e alla comunità è stata riconosciuta la Medaglia d'oro al merito civile per la dignità, lo spirito di sacrificio e l'impegno civico dimostrati. In questo contesto la festa di San Menna ha assunto un valore ulteriore: è il momento in cui i sammennesi emigrati tornano e in cui la continuità con il paese di un tempo viene riaffermata pubblicamente.
È un appuntamento adatto a chi cerca la Campania meno turistica: niente palchi imponenti né folla, ma una festa di comunità in un borgo interno della provincia di Salerno, da vivere insieme a una passeggiata tra i monti e a una sosta enogastronomica nell'entroterra. Chi arriva da fuori trova un contesto autentico e accogliente, dove la devozione al patrono è ancora un fatto quotidiano e non una messa in scena per i visitatori.
L'edizione 2026 della Festa Patronale di San Menna cade mercoledì 11 novembre, nel rispetto della data fissa che il borgo salernitano osserva da secoli. Come ogni anno, il baricentro della giornata è la chiesa madre di Santomenna, da cui muove la processione con la statua del patrono lungo le strade del centro abitato ricostruito dopo il terremoto del 1980.
Al momento non risulta ancora pubblicato un programma dettagliato dei festeggiamenti: le iniziative civili — musica, momenti conviviali in piazza, degustazioni di prodotti tipici della valle — vengono di norma annunciate dal Comune di Santomenna e dalla parrocchia nelle settimane immediatamente precedenti la ricorrenza. Chi intende partecipare può quindi mettere in calendario la data e verificare gli orari più vicino all'appuntamento.
La festa resta un'occasione preziosa per scoprire l'Alta Valle del Sele in autunno: il paesaggio tra il valico di Conza e i monti Eremita-Marzano, il Museo del Sacro allestito nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e l'ospitalità di una comunità di poche centinaia di abitanti che nella devozione a San Menna riconosce la propria identità più profonda.
In auto: dall'autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Contursi Terme, si prosegue lungo la SS691 Fondo Valle Sele in direzione Lioni e si seguono le indicazioni per Valva e Santomenna. Il paese dista una sessantina di chilometri da Salerno.
In treno: la stazione utile più vicina è Contursi Terme, sulla linea Salerno-Potenza; da lì è necessario proseguire in auto, perché il trasporto pubblico locale è limitato.
In aereo: aeroporti di riferimento Salerno-Costa d'Amalfi e Napoli Capodichino.
La partecipazione alle celebrazioni religiose e alla processione è libera e gratuita. Eventuali degustazioni o iniziative gastronomiche possono prevedere un contributo, comunicato di volta in volta dagli organizzatori.
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Centro abitato di Santomenna