Il carnevale di una volta nel Cilento: maschkarata, tofa e Ballata di Zeza
Cosentini è una piccola frazione del Comune di Montecorice, in provincia di Salerno, affacciata sulla costa cilentana e compresa nel territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Qui, ogni anno fra febbraio e marzo, la comunità rimette in scena il proprio Carnevale tradizionale: «Carnuluvaro mio», una festa che gli anziani del borgo ricordano almeno dagli anni Quaranta del Novecento e che l'Associazione Euphòria ha riportato in vita raccogliendo testimonianze, canti e memorie porta a porta.
Il risultato non assomiglia ai grandi carnevali turistici della Campania: niente carri allegorici, niente costumi comprati, niente palco. È un carnevale povero e partecipato, in cui il paese intero — bambini, giovani e anziani insieme — diventa contemporaneamente attore e pubblico.
Il cuore della manifestazione è la maschkarata, il corteo mascherato che parte da piazza Assunta e attraversa le strade del centro storico. Le maschere si costruiscono in casa con materiali umili — carta, farina e acqua — secondo la tecnica tramandata dalle famiglie del borgo.
Arrivato nel centro storico, il corteo si ferma e la comunità recita «La Ballata di Zeza», il teatro popolare in versi che è l'anima del Carnevale cilentano. In scena Zeza, il marito Prucenella e la figlia Vicenzella, protagonisti della storia di un matrimonio ostacolato, raccontata fra battute dialettali, canti e balli popolari. Non è uno spettacolo professionale ma un'azione collettiva: chi recita è lo stesso vicino di casa che il giorno prima ha cucito il costume.
La giornata conclusiva è il Martedì Grasso. La maschkarata esce una seconda volta, la Ballata di Zeza torna in piazza e poi arriva il rito che chiude tutto: la morte di Carnuluvaro. La comunità intona la lamentazione funebre e il fantoccio che rappresenta il Carnevale viene bruciato sulla piazza del paese. Subito dopo si allestisce la Quarajesema, la vecchia con le sette penne di gallina, una per ciascuna settimana che separa dalla Pasqua: il tempo della festa finisce, comincia la Quaresima.
Nel 2023 «Carnuluvaro mio — La Ballata di Zeza» è stato inserito nell'Inventario del Patrimonio culturale immateriale della Campania (IPIC), nella sezione dedicata alle espressioni culturali tradizionali. Il Carnevale di Cosentini partecipa inoltre agli Stati Generali della Zeza, l'incontro annuale che riunisce i carnevali tradizionali campani che condividono questa forma di teatro popolare.
Nel luglio 2026 l'Associazione Euphòria ha presentato a Cosentini un museo diffuso a cielo aperto dedicato al Carnevale, realizzato con il sostegno dell'Ente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dieci pannelli in maiolica dell'artista Mariana Gonzales, disseminati nel centro storico e dotati di QR code, danno accesso a video delle edizioni recenti e alle testimonianze raccolte fra gli abitanti; due tavole nelle piazze del borgo indicano la mappa dell'itinerario, con un percorso virtuale alternativo pensato per chi ha difficoltà motorie. Il museo permette di incontrare il Carnevale di Cosentini tutto l'anno, anche fuori stagione.
La manifestazione si svolge in due giornate, la domenica di Carnevale e il Martedì Grasso, con partenza del corteo nel primo pomeriggio da piazza Assunta. Tutto si svolge all'aperto, lungo le strade e nelle piazze della frazione, con il patrocinio del Comune di Montecorice e della Provincia di Salerno. È una delle occasioni migliori per visitare il Cilento interno in bassa stagione, quando i borghi collinari sopra la costa sono restituiti ai loro abitanti.
Due giornate, come vuole la tradizione: la domenica di Carnevale e il Martedì Grasso. Il 15 febbraio 2026 la maschkarata è partita alle 14:30 da piazza Assunta, attraversando le strade di Cosentini al suono della tofa fino al centro storico, dove è andata in scena La Ballata di Zeza con Zeza, Prucenella e la figlia Vicenzella, insieme al Diavolo, alla Morte, al Cardalana, al Confessastelle, all'Abate e al Monaco.
Il 17 febbraio, Martedì Grasso, il corteo è uscito una seconda volta e la giornata si è conclusa con il rito della morte di Carnuluvaro: lamentazione funebre della comunità e rogo del fantoccio sulla piazza del paese, a segnare l'inizio della Quaresima.
L'edizione 2026 è stata seguita, nell'estate successiva, dalla presentazione del museo diffuso «Maschkari e suoni pe sta via», dieci pannelli in maiolica con QR code lungo le vie del borgo, realizzati dall'artista Mariana Gonzales con il sostegno dell'Ente Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Manifestazione a cura dell'Associazione Euphòria, con il patrocinio del Comune di Montecorice e della Provincia di Salerno.
Cosentini è una frazione di Montecorice (SA), sulla costa cilentana. In auto: A2 del Mediterraneo, uscita Battipaglia, poi SS18 in direzione Agropoli e strade provinciali verso Montecorice; in alternativa, dalla costa, seguire le indicazioni per Ortodonico e Cosentini. In treno: stazione di Agropoli-Castellabate o di Vallo della Lucania-Castelnuovo sulla linea tirrenica, poi autobus o taxi. Aeroporto più vicino: Salerno-Costa d'Amalfi.
Il centro storico è a traffico limitato durante il corteo: conviene lasciare l'auto negli slarghi all'ingresso del borgo e proseguire a piedi.
Associazione Euphòria, Via Scipione Landulfo 23, Cosentini di Montecorice — [email protected], tel. +39 338 1021203.
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Centro storico di Cosentini
Piazza Assunta, frazione Cosentini, 84060 Montecorice