Fede, carri e tammurriate sulla via che sale a Mamma Schiavona
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Ogni anno, a settembre, il piccolo borgo di Ospedaletto d'Alpinolo, in provincia di Avellino, diventa il punto di partenza di uno dei riti popolari più sentiti della Campania: la juta a Montevergine, la salita al santuario che custodisce l'icona della Madonna nera, conosciuta da tutti come Mamma Schiavona. Non è uno spettacolo costruito per i turisti, ma una devozione viva, che le famiglie irpine e napoletane tramandano di generazione in generazione.
Il cuore della manifestazione è il pellegrinaggio del 12 settembre: i devoti si radunano in Piazza Demanio nelle prime ore del mattino e affrontano l'antica mulattiera che risale il massiccio del Partenio. La salita — la sagliuta — si compie in buona parte in silenzio, fino alla scala santa del santuario, dove il raccoglimento si scioglie nei canti della tradizione e nel suono delle tammorre. Chi non se la sente di percorrere il sentiero può raggiungere l'abbazia lungo la strada carrozzabile o con la funicolare che parte da Mercogliano.
Accanto alla dimensione religiosa, il paese mette in scena la rievocazione storica dell'antico festone: il corteo dei carri addobbati e dei cavalli bardati attraversa le strade del centro storico e ripropone il modo in cui un tempo i pellegrini arrivavano a Ospedaletto dai paesi vicini. Nelle edizioni più recenti alla sfilata si è affiancata anche la spettacolare scalata della torre campanaria, con il dispiegamento dell'immagine della Madonna lungo la facciata.
Le sere della juta appartengono alla musica popolare campana. Le paranze — i gruppi di suonatori e cantori che si spostano di piazza in piazza — si alternano ai concerti allestiti in Piazza Umberto I e in Piazza Demanio. Negli anni si sono esibiti interpreti di primo piano del repertorio devozionale e della tradizione vesuviana, dai gruppi di canto popolare ai bottari, e la festa si chiude regolarmente con lunghe tammurriate collettive che vanno avanti fino a notte fonda.
Per tutta la durata dell'evento il centro storico si riempie di stand enogastronomici e le botteghe storiche restano aperte fino a tarda sera. Ospedaletto d'Alpinolo è celebre per le sue caramelle e i confetti artigianali, che i pellegrini comprano da sempre come ricordo della salita, mentre la tavola locale propone i piatti della montagna irpina accompagnati dai grandi vini del territorio, dal Fiano di Avellino al Greco di Tufo fino al Taurasi.
Fondato da San Guglielmo da Vercelli nel XII secolo a circa 1.270 metri di quota, il santuario è uno dei luoghi mariani più frequentati del Mezzogiorno. L'icona di Mamma Schiavona è anche un simbolo di accoglienza: la juta è da decenni un appuntamento identitario per la comunità LGBTQ+ e per i femminielli napoletani, che vi partecipano soprattutto in occasione della Candelora di febbraio.
Con poco più di duemila abitanti, adagiato a 725 metri di altitudine sul versante del Parco Regionale del Partenio, il Comune di Ospedaletto d'Alpinolo vive da sempre questa vocazione di soglia fra la pianura e la montagna sacra. La manifestazione è promossa dall'Amministrazione comunale insieme alle associazioni e ai commercianti del paese, e nel 2025 ha raggiunto la ventisettesima edizione.
Al momento le date e il programma dell'edizione 2026 non sono ancora stati diffusi. La juta resta però legata alla ricorrenza del 12 settembre e negli ultimi anni la festa si è sempre articolata su tre giornate attorno a questa data. Conviene perciò verificare gli aggiornamenti pubblicati dal Comune e dagli organizzatori prima di programmare il viaggio in Irpinia.
Alla data di redazione di questa scheda non risultano ancora pubblicate né le date né il programma della prossima 'A Juta a Montevergine a Ospedaletto d'Alpinolo, in provincia di Avellino. La manifestazione è però un appuntamento fisso del calendario campano: il pellegrinaggio verso il santuario di Mamma Schiavona si celebra tradizionalmente il 12 settembre, con le giornate di festa nel borgo distribuite intorno a questa ricorrenza.
Il programma dettagliato — cortei, concerti, orari della salita e stand enogastronomici — viene di norma diffuso poche settimane prima dell'evento attraverso i canali dell'Amministrazione comunale, la pagina Facebook della manifestazione e la stampa locale irpina. Finché queste informazioni non saranno confermate, le date indicate su questa pagina restano puramente indicative.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Avellino Ovest, poi strade locali in direzione Mercogliano e Ospedaletto d'Alpinolo (una decina di chilometri). Da Napoli si percorrono all'incirca 50 km. In treno: stazione di Avellino, collegata da autolinee locali con Mercogliano e Ospedaletto. L'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino, a circa un'ora di strada.
Il sentiero storico dei pellegrini parte da Piazza Demanio: mulattiera con forte dislivello, scarpe da trekking indispensabili e acqua al seguito. In alternativa si può salire con la funicolare di Montevergine da Mercogliano oppure lungo la strada carrozzabile.
Nelle serate della festa il centro storico è chiuso al traffico: conviene lasciare l'auto nei parcheggi all'ingresso del paese e proseguire a piedi. Anche a settembre le temperature notturne in quota si abbassano parecchio, perciò è utile una giacca leggera. Per pernottare, l'offerta si concentra fra Ospedaletto d'Alpinolo, Mercogliano e Avellino.
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Piazza Demanio e centro storico
Piazza Demanio, 83014 Ospedaletto d'Alpinolo