La sacra rappresentazione dell'ultima domenica di agosto, sospesa fra il castello e il campanile di Gesualdo
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'Irpinia, il Comune di Gesualdo (provincia di Avellino, Campania) custodisce una delle sacre rappresentazioni più suggestive del Mezzogiorno. Ogni ultima domenica di agosto, durante i festeggiamenti in onore di San Vincenzo Ferreri, un bambino vestito da angelo viene assicurato a una fune d'acciaio tesa fra la torre del Castello di Gesualdo e il campanile della chiesa del SS. Rosario, e viene fatto scorrere con l'aiuto di carrucole fino al centro di Piazza Neviera, gremita di fedeli e di curiosi. Il momento in cui la piccola figura bianca si stacca dalla torre e resta sospesa sopra la folla è il segno che l'estate irpina è arrivata al suo culmine.
La prima datazione dei festeggiamenti è ascrivibile al 1822, ricavata da un manifesto celebrativo del centenario stampato nel 1922; il più antico documento esplicito conservato risale invece al 21 agosto 1841. La memoria collettiva del paese conserva anche l'episodio del 1876, quando la fune di canapa si spezzò e il bambino-angelo precipitò nella vegetazione attorno al castello, uscendone illeso. Dopo quel rischio, alcuni gesualdini emigrati e imbarcati su una nave mercantile americana ormeggiata a Napoli donarono al paese la fune d'acciaio che da allora sostiene il volo.
Il Volo dell'Angelo non è soltanto uno spettacolo. Cade alla fine dell'estate, quando i raccolti sono conclusi, ed è tradizionalmente l'appuntamento che richiama in paese gli emigranti e le famiglie gesualdine sparse in Italia e all'estero: per molti è l'unica data dell'anno in cui si torna con certezza al borgo. Il bambino sospeso sulla piazza incarna l'identità della comunità che affronta le forze avverse per conto di tutti, in un rito che tiene insieme il sacro e il popolare senza soluzione di continuità.
Accanto alla parte religiosa — settenario di preparazione, rosario, messe solenni e processione — si sviluppa un articolato programma civile: i gran concerti bandistici in Piazza Neviera e in Piazza Umberto I, le luminarie che vestono i vicoli del centro storico, gli spettacoli musicali serali e i fuochi pirotecnici che, a notte fonda, illuminano il profilo del castello. Negli ultimi anni si sono aggiunte iniziative conviviali come la tavolata "a volo" e la parata per le strade del paese.
La festa si innesta su un patrimonio storico di prim'ordine. Gesualdo deve la sua fama a Carlo Gesualdo, Principe di Venosa, compositore di madrigali fra i più arditi del tardo Rinascimento, che fece del castello la propria residenza. Proprio alla vicenda della famiglia principesca era legato il Palio dell'Alabarda, rievocazione della riconciliazione fra Carlo Gesualdo e il figlio Emanuele: una manifestazione della tradizione folkloristica locale che però non si ripete con regolarità ogni anno.
Nel 2026 la festa ha rischiato di saltare per un contrasto sull'organizzazione fra il Comune e la parrocchia. La questione è stata portata in consiglio comunale straordinario dal sindaco Domenico Forgione e si è chiusa con la firma di un protocollo d'intesa fra Comune, Parrocchia e Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia: l'angelo tornerà quindi a volare su Piazza Neviera a fine agosto. Al momento della redazione di questa scheda la data ufficiale e il calendario dettagliato non risultano ancora pubblicati: conviene verificare gli aggiornamenti sui canali della Pro Loco di Gesualdo e del Comune.
Il 2026 è stato un anno complicato per la festa più attesa di Gesualdo. Un contrasto fra l'amministrazione comunale e la parrocchia sulla gestione dei festeggiamenti aveva messo in dubbio lo svolgimento stesso del Volo dell'Angelo, al punto da rendere necessaria la convocazione di un consiglio comunale straordinario da parte del sindaco Domenico Forgione. La vertenza si è chiusa con un protocollo d'intesa siglato fra Comune, Parrocchia — guidata da don Enzo Gaudio — e Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, con l'arcivescovo Pasquale Cascio coinvolto direttamente nella mediazione.
L'intesa conferma che l'angelo tornerà a volare su Piazza Neviera nell'ultima domenica di agosto, secondo lo schema consolidato: il volo dalla torre del castello, la disputa con il diavolo sul palco, la processione con la statua di San Vincenzo Ferreri e il rito serale del Ritorno in cielo, accompagnati dai concerti bandistici e dai fuochi pirotecnici al castello.
Al momento della redazione di questa scheda né il Comune di Gesualdo né la Pro Loco hanno diffuso il calendario ufficiale dell'edizione 2026 con date e orari definitivi. Gli aggiornamenti verranno pubblicati sui canali della Pro Loco Gesualdo e sull'albo del Comune nelle settimane precedenti la festa.
La fune del volo collega la torre del Castello di Gesualdo (Via Scaletta 1, 83040 Gesualdo AV) al campanile della chiesa del SS. Rosario; la scena centrale si svolge in Piazza Neviera, nel centro storico. Processione, concerti bandistici e spettacoli serali interessano anche Piazza Umberto I e le vie del borgo.
L'ingresso è libero e gratuito per tutti i momenti della festa, compreso il Volo dell'Angelo. Non è prevista alcuna biglietteria.
Piazza Neviera si riempie con largo anticipo: chi vuole seguire da vicino la disputa fra l'angelo e il diavolo farà bene ad arrivare almeno un'ora prima. Il borgo è in pendenza e lastricato, quindi sono consigliate scarpe comode. La serata si chiude tardi, con i fuochi pirotecnici al castello: chi arriva da lontano può valutare un pernottamento in paese o nei comuni vicini, dove non mancano agriturismi e bed and breakfast.
Pro Loco Gesualdo — tel. +39 345 8041278, e-mail [email protected].
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Piazza Neviera e Castello di Gesualdo
Piazza Neviera, 83040 Gesualdo