La pasta strappata a mano e i funghi porcini sulle rive del lago del Turano
Paganico Sabino è uno dei comuni più piccoli del Lazio: poco più di duecento residenti, arroccati su uno sperone che guarda il lago del Turano, nella parte orientale della provincia di Rieti. Eppure, l'ultima domenica di luglio, questo borgo raccoglie ogni anno alcune migliaia di visitatori grazie a un piatto semplicissimo e a una Pro Loco che ha fatto della sagra il proprio appuntamento identitario. La Sagra delle Sagne Strasciate è nata all'inizio degli anni Novanta ed è oggi una delle feste gastronomiche più conosciute della Valle del Turano.
Le sagne sono una pasta povera della tradizione sabina: si impasta a mano una sfoglia di acqua, farina e uova, che non viene tagliata con il coltello ma strappata — «strasciata» in dialetto — in piccoli lembi irregolari. La cottura è breve e il condimento è quello che ha reso celebre il paese: un sugo di funghi porcini raccolti nei boschi dei monti circostanti. La forma irregolare della pasta trattiene il sugo, e proprio questa imperfezione voluta è il segreto del piatto. Le volontarie della Pro Loco lavorano per giorni alla preparazione, in quantità che si contano in quintali.
Il pranzo viene servito al Centro Diurno, sotto ampie strutture coperte che garantiscono ombra e posti a sedere anche nelle giornate più calde. Oltre alle sagne, la tavola prevede:
Il servizio comincia intorno alle 12.30 e prosegue senza interruzioni; nel pomeriggio i banchi restano aperti e la cucina riprende all'ora di cena.
Dalla mattina il borgo si anima con visite guidate curate insieme al gruppo cultura del Comune di Paganico Sabino. Si visitano le tre chiese storiche del paese — la chiesa di San Nicola, di origine trecentesca, la chiesa di Santa Maria dell'Annunziata con i suoi affreschi cinquecenteschi e la chiesa di San Giovanni Battista — insieme al piccolo museo della memoria. Le mostre allestite per l'occasione raccontano la storia della scuola del paese, gli arredi sacri e gli attrezzi della civiltà contadina.
Lungo le vie del centro si aprono i banchi dei prodotti tipici della Sabina: olio extravergine, formaggi, salumi, miele, conserve, oltre all'artigianato locale. La giornata è accompagnata da animazione musicale e da spettacoli dal vivo che proseguono fino a tarda sera.
Da diverse edizioni la Pro Loco ha scelto di organizzare l'evento in modalità plastic free, con stoviglie compostabili e raccolta differenziata: una scelta coerente con il contesto naturale del lago del Turano e della Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia, all'interno della quale ricade il territorio comunale.
La sagra è anche l'occasione per scoprire un angolo del Lazio poco battuto dal turismo di massa. A pochi passi dal borgo si trova la Pietra Scritta, monumento funerario romano di età imperiale scavato nella roccia, mentre il Belvedere della Rocca offre una vista d'insieme sul bacino artificiale del Turano. Il lago, con le sue acque verdi e i paesi sospesi sulle rive — Castel di Tora, Colle di Tora, Ascrea — è una delle mete estive più amate del reatino.
In una regione dove le sagre si contano a centinaia, quella di Paganico Sabino resta un esempio di festa autentica: nessun palco commerciale, nessuna catena di ristorazione, ma una comunità intera che cucina per chi arriva. È la ragione per cui, da oltre trent'anni, la sagra continua a riempire un paese di duecento abitanti.
L'appuntamento con la sagra più attesa della Valle del Turano è confermato per domenica 26 luglio 2026, giornata unica come da tradizione. La Pro Loco di Paganico Sabino annuncia la trentunesima edizione con la formula ormai collaudata: apertura in mattinata con il percorso culturale nel borgo, pranzo sotto le strutture coperte del Centro Diurno e proseguimento fino a sera con musica e cucina alla brace.
Le sagne sono preparate a mano dalle volontarie nei giorni precedenti e condite con il sugo di funghi porcini che ha reso celebre la festa. L'evento si conferma plastic free ed è accompagnato da un servizio navetta gratuito dai parcheggi a valle.
In auto: dall'autostrada A24 Roma–L'Aquila, uscita Carsoli, poi Tiburtina Valeria e strada provinciale Turanense in direzione Rieti; Paganico Sabino si trova circa 15 km oltre il bivio per il lago. Da Rieti si scende lungo la Valle del Turano in circa 45 minuti.
Il centro storico è pedonale durante la sagra. Sono allestite aree di sosta a valle del paese con servizio navetta gratuito verso il centro e il Centro Diurno.
Ingresso libero al paese, alle mostre e alle visite guidate. Si paga solo ciò che si consuma, con prezzi da sagra di paese; il servizio al Centro Diurno è a tavolo coperto.
Arrivare in mattinata per approfittare delle visite guidate e trovare posto a sedere per il pranzo. Scarpe comode: il borgo è in salita e lastricato.
Pro Loco di Paganico Sabino — [email protected] — tel. +39 0765 723032.
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Centro Diurno e centro storico