Caldarroste, funghi e tartufi nel cuore dei Monti Picentini
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Ad Acerno, piccolo comune della provincia di Salerno arroccato a 727 metri di quota nel cuore dei Monti Picentini, l'autunno ha un profumo preciso: quello delle caldarroste che sale dalle piazze del centro storico. Ogni anno, nel secondo fine settimana di novembre, la Pro Loco Acerno — associazione nata nel 1971 — organizza la Sagra della Castagna e dei Prodotti del Sottobosco, una delle rassegne enogastronomiche più longeve della Campania interna: nel 2025 è arrivata alla 48ª edizione, segno di una continuità che pochi eventi di paese possono rivendicare.
Qui la castagna non è un pretesto gastronomico costruito a tavolino: è stata per secoli una delle basi dell'economia locale, insieme alla pastorizia e all'allevamento. I castagneti che circondano il borgo hanno sfamato generazioni di acernesi e continuano a scandire il calendario del paese, dalla raccolta autunnale alla lavorazione. La sagra nasce proprio da questo legame e serve, ancora oggi, a raccontare un'identità di montagna che vive di bosco, acqua e lavoro contadino.
Il cuore della manifestazione è il percorso di stand allestito tra Piazza d'Aste, via Duomo e Piazza V. Freda, dove i produttori locali e i volontari della Pro Loco propongono le specialità della stagione. Fra ciò che si trova più spesso lungo il percorso:
Accanto alla gastronomia, la sagra conserva un forte impianto folkloristico. Nelle edizioni recenti il programma ha previsto l'accensione dei falò nel tardo pomeriggio, le esibizioni di gruppi popolari del territorio come la Paranza Madonna di Bagni, la performance dei Trombonieri «Filangieri», serate di musica popolare e il concorso per la castagna più grande di Acerno, premiato l'ultima sera. Sono aggiunte anche passeggiate guidate nel borgo e attività dimostrative legate alla raccolta delle castagne e alla ricerca del tartufo.
Chi arriva per la sagra trova molto più di una tavola imbandita. Acerno si presenta come «la città dalle cento acque»: sorgenti, torrenti e fontane accompagnano i sentieri che salgono verso i boschi del Parco Regionale dei Monti Picentini, uno degli ambienti naturali più ricchi della Campania. Il centro storico, raccolto e percorribile a piedi in poco tempo, conserva il Duomo e le piazze che nei giorni di festa diventano il palcoscenico dell'evento. È un'occasione utile anche per chi vuole abbinare la sagra a un'escursione autunnale fra castagneti e faggete.
La Sagra della Castagna di Acerno resta una festa costruita dai volontari, con prezzi popolari e un pubblico che mescola famiglie del posto, escursionisti e visitatori dalla piana del Sele e dal capoluogo. È il modello classico della sagra campana: nessuna scenografia spettacolare, ma un paese intero che apre le proprie piazze e mette in tavola ciò che il suo bosco produce.
La tradizione fissa l'appuntamento nel secondo fine settimana di novembre, ma alla data di aggiornamento di questa scheda la Pro Loco Acerno non ha ancora diffuso le date ufficiali né il programma dell'edizione 2026. Conviene quindi verificare gli aggiornamenti sui canali dell'associazione prima di mettersi in viaggio.
Alla data di aggiornamento di questa scheda non risultano comunicati della Pro Loco Acerno né articoli di stampa locale con le date dell'edizione 2026 della Sagra della Castagna e dei Prodotti del Sottobosco. Alcuni portali di settore indicano un possibile fine settimana di novembre, ma la segnalano espressamente come «da confermare»: non la consideriamo quindi una data valida.
Il riferimento storico resta il secondo fine settimana di novembre, periodo in cui la sagra si è svolta nelle ultime edizioni ad Acerno, in provincia di Salerno (Campania). Chi intende programmare la visita è invitato a verificare gli aggiornamenti sulla pagina Facebook della sagra o a contattare direttamente la Pro Loco prima di partire.
In auto: Acerno si raggiunge risalendo la valle del Tusciano, attraverso Olevano sul Tusciano e Montecorvino Rovella, a una quarantina di chilometri da Salerno; l'accesso più comodo dalla costa è tramite l'autostrada A2 e le strade provinciali che salgono verso i Monti Picentini. In caso di pioggia o nebbia si tenga conto della quota (727 m) e delle strade di montagna.
Nel centro storico del paese: gli stand sono allestiti tra Piazza d'Aste, via Duomo e Piazza V. Freda. Il borgo è piccolo e interamente percorribile a piedi; conviene parcheggiare lungo le vie d'accesso e proseguire a piedi, perché nei giorni della sagra il centro è molto frequentato.
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Centro storico — Piazza d'Aste, via Duomo, Piazza V. Freda