Il menù nuziale della tradizione contadina nel borgo di Serradarce
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nella valle del Sele la carne di castrato era il lusso possibile delle famiglie contadine: l'animale veniva allevato per mesi dai genitori degli sposi ed era destinato al pranzo di matrimonio. Da quella memoria è nata, oltre trent'anni fa, la Sagra del Castrato al Ragù cù Maccarun r' Zit di Serradarce, piccola frazione del Comune di Campagna, in provincia di Salerno, in Campania. Il nome dialettale dice già tutto: i «maccarun r' zit» sono letteralmente i maccheroni degli sposi, gli ziti lunghi che si spezzano a mano prima di essere calati nell'acqua bollente.
Il ragù è il cuore della manifestazione. La carne di castrato viene fatta sobbollire per ore, fino a diventare talmente tenera da sfaldarsi, cedendo al sugo un sapore intenso e riconoscibile che difficilmente si ritrova altrove. Gli ziti spezzati arrivano nel piatto conditi con quel sugo denso, con una generosa grattugiata di pecorino e una macinata di pepe. È una ricetta povera soltanto all'apparenza: richiede tempo, pazienza e quantità che solo una cucina di comunità può permettersi.
Serradarce si trova a circa 380 metri di quota, sul versante orientale del territorio comunale di Campagna, lungo la strada che collega Eboli a Contursi Terme. È un borgo di poche centinaia di abitanti, cresciuto attorno alla chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio e all'antica stazione ferroviaria. Per sei sere d'agosto le sue stradine e le sue piazzette si trasformano in una grande sala da pranzo all'aperto, tra tavolate, cucine da campo e luminarie.
La formula non cambia da decenni: si cena tardi, all'aperto, e poi si balla. Musica popolare, gruppi dal vivo e serate danzanti accompagnano ogni giornata, in un clima familiare e alla mano che è parte integrante del richiamo della sagra. La collocazione collinare regala inoltre serate più fresche rispetto alla piana del Sele, motivo per cui l'appuntamento è frequentato anche da chi arriva da Eboli, da Battipaglia e dal capoluogo salernitano.
Dietro la manifestazione c'è l'Associazione O.P.E.R.A.R.E., un gruppo di volontari attivo da oltre vent'anni nella valorizzazione di Serradarce. La sagra è autofinanziata: la cucina, il servizio ai tavoli e l'allestimento sono affidati interamente ai volontari del paese, e i proventi vengono reinvestiti in opere e iniziative a beneficio della frazione.
L'appuntamento cade tradizionalmente nella prima metà di agosto, storicamente dall'8 al 13 agosto, a ridosso di Ferragosto. Le date dell'edizione 2026 non risultano ancora annunciate ufficialmente: conviene verificare i canali dell'associazione organizzatrice e la stampa locale prima di mettersi in viaggio.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sulle date e sul programma dell'edizione 2026 della sagra di Serradarce, nel Comune di Campagna (provincia di Salerno). Negli anni scorsi la manifestazione si è svolta con regolarità nella prima metà di agosto, nei giorni che precedono Ferragosto, ma finché l'associazione organizzatrice non pubblica la locandina è bene considerare qualsiasi data come indicativa.
La struttura della sagra è consolidata da decenni: cucine gestite dai volontari nel borgo, ziti spezzati a mano conditi con il ragù di castrato cotto a fuoco lento, braciole di vitello paesano, ciambotta di ortaggi locali e vino rosso della zona. Le serate proseguono con musica dal vivo e balli, in un'atmosfera di paese e in un contesto collinare più fresco rispetto alla piana del Sele.
Per conoscere le date esatte e l'eventuale programma serale conviene seguire i canali social dell'associazione O.P.E.R.A.R.E. e la stampa locale salernitana, che ogni anno rilancia l'annuncio con qualche settimana di anticipo.
Serradarce dista pochi chilometri dal centro di Campagna e si raggiunge dall'uscita Campagna dell'autostrada A2 del Mediterraneo, oppure da Eboli lungo la strada per Contursi Terme. In treno, la stazione più comoda è quella di Eboli, sulla linea Salerno-Battipaglia-Potenza, da cui si prosegue in auto. Nel borgo il parcheggio è limitato: conviene arrivare presto.
L'ingresso alla sagra è libero. Si paga alla cassa soltanto ciò che si consuma, con prezzi da sagra di paese; il pagamento avviene di norma in contanti.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Borgo di Serradarce