La pasta fatta a mano con il ferro, cuore della tradizione giulianese
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Ci sono sagre che nascono attorno a un prodotto e sagre che nascono attorno a un gesto. La Sagra dei Maccaruni cu gli Feri di Giuliano di Roma, piccolo comune della provincia di Frosinone affacciato sulla valle del Sacco, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il protagonista non è un ingrediente raro né una ricetta elaborata: è il movimento delle mani delle donne del paese che, da generazioni, arrotolano piccoli pezzi di impasto attorno a un sottile ferro metallico. Un gesto povero, ripetuto migliaia di volte, che nel Lazio meridionale è diventato identità collettiva.
L'impasto è di una semplicità disarmante: acqua e farina, nulla di più. La particolarità sta nella lavorazione, chiamata localmente sferramento. Ogni pezzetto di pasta viene fatto rotolare sul tagliere attorno a un ferro sottile — gli stessi ferri che un tempo componevano la struttura degli ombrelli, da cui il nome del piatto — fino a ottenere una sorta di bucatino irregolare, ruvido, capace di trattenere il sugo come pochi altri formati. È un lavoro che richiede passione, pazienza e meticolosità, e che nelle case giulianesi si è trasmesso di madre in figlia senza mai passare per un ricettario scritto.
Nel febbraio 2026 questa tradizione ha ottenuto il riconoscimento che il paese attendeva da tempo: la Regione Lazio ha iscritto i maccaruni cu gli feri nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), dopo un sopralluogo dei tecnici regionali presso i locali della Pro Loco, dove le donne del posto hanno mostrato dal vivo l'antica tecnica di lavorazione.
Dietro la sagra c'è la Pro Loco di Giuliano di Roma, associazione che nel 2025 ha festeggiato i suoi cinquant'anni di attività tra tradizioni, rievocazioni storiche e iniziative culturali. La sagra è il suo appuntamento più conosciuto: già nel 2017 si contava la ventunesima edizione, e da oltre trent'anni la manifestazione scandisce il finale dell'estate giulianese. Il presidente Carlo Coccarelli ha più volte ricordato il ruolo delle «instancabili donne che ogni anno collaborano», vere protagoniste della riuscita della serata.
La sagra si svolge tradizionalmente il mercoledì che precede la festa patronale, cioè il mercoledì prima dell'ultima domenica di agosto. La cornice è Piazza Borgo Vittorio Emanuele, nel centro del paese, dove dalle ore 20:00 vengono allestiti gli stand gastronomici e le lunghe tavolate all'aperto. La formula è quella classica delle feste ciociare: distribuzione del piatto tipico, contorni e dolci della tradizione, vino locale e accompagnamento musicale dal vivo fino a tarda sera.
Chi arriva a Giuliano di Roma per la sagra trova molto più di una cena all'aperto. Trova un borgo collinare che si anima, una comunità che si riconosce nella propria lingua dialettale — «Sagra dugli Maccaruni cugli Feri» è la grafia che il paese usa da sempre — e una gastronomia che accanto ai maccaruni conserva altri piatti identitari come la minestra du panu. Negli ultimi anni la sagra ha ampliato l'accoglienza, introducendo tra le novità del 2025 anche uno stand senza glutine, segno di una manifestazione che sa restare fedele alla tradizione senza chiudersi.
Al momento della verifica la Pro Loco di Giuliano di Roma non ha ancora diffuso la data ufficiale né il programma della sagra 2026. Secondo la consuetudine consolidata, l'appuntamento cade il mercoledì che precede l'ultima domenica di agosto, alla vigilia della festa patronale, con inizio della serata intorno alle 20:00 in Piazza Borgo Vittorio Emanuele.
L'edizione 2026 arriva pochi mesi dopo l'iscrizione dei maccaruni cu gli feri nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Lazio, avvenuta nel febbraio 2026: un riconoscimento che premia il lavoro delle volontarie che ogni anno preparano a mano la pasta e che rafforza il richiamo della manifestazione in tutta la provincia di Frosinone.
Consigliamo di seguire i canali della Pro Loco per conoscere data definitiva, orari e dettagli del programma non appena verranno pubblicati.
Giuliano di Roma si raggiunge in auto dall'autostrada A1 (uscita Frosinone), proseguendo poi in direzione dei Monti Lepini: circa 20 km dal capoluogo. In treno, la stazione utile è quella di Frosinone sulla linea Roma-Cassino, con proseguimento in autobus o taxi. Da Roma il viaggio in auto dura circa un'ora e mezza.
L'accesso all'area della sagra è libero; si pagano soltanto i piatti e le bevande consumati, a prezzi popolari secondo la formula tradizionale delle sagre ciociare.
La serata inizia intorno alle 20:00: conviene arrivare presto per trovare posto alle tavolate e parcheggiare nelle aree ai margini del centro storico. Le informazioni aggiornate su data e programma vengono diffuse dalla Pro Loco di Giuliano di Roma, principalmente attraverso i propri canali social.
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Piazza Borgo Vittorio Emanuele