La festa patronale di Roccasecca dei Volsci, tra messa solenne, processione e banda musicale nei vicoli del borgo
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
La Festa del Patrono San Massimo Martire è la ricorrenza più attesa dell'anno a Roccasecca dei Volsci, piccolo Comune della provincia di Latina, nel Lazio, arroccato su uno sperone del Monte Curio a poco più di cento chilometri da Roma. Il borgo, adagiato tra i Monti Lepini e i Monti Ausoni e affacciato sulla Valle del fiume Amaseno, per qualche giorno di agosto si riempie di luminarie, di musica e di chi torna al paese d'origine per l'occasione: la festa patronale è, come spesso accade nei piccoli centri del Lazio meridionale, il momento in cui la comunità si ricompone al completo.
San Massimo è ricordato come martire dei primi secoli cristiani, ucciso durante le persecuzioni romane per aver rifiutato di abiurare la propria fede e di sacrificare agli dèi pagani. Le sue reliquie furono traslate a Roccasecca dei Volsci verso la fine del Seicento per volontà del cardinale Carlo Camillo Massimo, la cui famiglia era legata al feudo, e sono oggi conservate sotto l'altare maggiore della Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo, che si affaccia su Piazza Umberto I di fronte al seicentesco Palazzo Massimo. Il santo viene festeggiato due volte l'anno: la ricorrenza estiva, che è la festa grande del paese, e la memoria del 20 ottobre.
Il cuore della festa resta rigorosamente religioso. La Santa Messa solenne in onore del Santo Patrono viene celebrata nella Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo; a seguire, la processione percorre le vie e i vicoli del centro storico portando in spalla il simulacro del santo, accompagnata dalla banda musicale — negli anni scorsi è intervenuta la Banda Musicale «Ponchielli» di Latina — che scandisce il cammino con le marce tradizionali. Il passaggio del corteo tra le case in pietra, con i balconi addobbati e gli abitanti sull'uscio, è l'immagine più caratteristica della festa.
Attorno al momento liturgico si sviluppa, come da tradizione, la parte civile dei festeggiamenti: serate musicali in piazza, stand gastronomici con i prodotti del territorio e, a chiusura, lo spettacolo pirotecnico. La cucina locale merita attenzione: Roccasecca dei Volsci è terra di olio extravergine d'oliva, di allevamento caprino e ovino, di formaggi freschi — le celebri caciottelle — e di piatti a base di capra, protagonisti di altre due sagre paesane molto seguite, la Sagra della Capra e la Sagra delle Caciottelle.
Chi sale al borgo per la festa patronale può abbinare la visita a un patrimonio sorprendente per un centro di queste dimensioni:
La data della festa è fissata su base tradizionale nella seconda metà di agosto: le fonti locali la indicano alla terza domenica di agosto, altre alla penultima domenica del mese — indicazioni che coincidono negli anni in cui agosto conta quattro domeniche. I festeggiamenti si concentrano in genere nel fine settimana, con l'apertura il venerdì sera. Conviene sempre verificare il calendario definitivo sui canali della Pro Loco di Roccasecca dei Volsci e della parrocchia nelle settimane che precedono l'evento.
Anche nel 2026 il borgo di Roccasecca dei Volsci, in provincia di Latina, rende omaggio al suo patrono San Massimo Martire. Come da tradizione, il programma ruota attorno alla Santa Messa solenne nella Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo e alla processione lungo le vie del centro storico, accompagnata dalla banda musicale, cui si affiancano le serate di intrattenimento in piazza.
Al momento il programma dettagliato dell'edizione 2026 — orari delle celebrazioni, ospiti musicali e appuntamenti gastronomici — non risulta ancora pubblicato, così come non è confermata in via ufficiale la data esatta: le fonti disponibili oscillano fra la terza e la penultima domenica di agosto. Si consiglia di seguire i canali della Pro Loco di Roccasecca dei Volsci e gli avvisi parrocchiali nelle settimane precedenti.
In auto: da Roma si percorre la SS7 Appia oppure l'autostrada A1 con uscita Frosinone, proseguendo poi verso la Valle dell'Amaseno; da Latina si raggiunge il borgo in circa un'ora attraverso Priverno. La stazione ferroviaria più vicina è Priverno-Fossanova, sulla linea Roma-Napoli via Formia, da cui si prosegue in auto o con i bus di linea.
Il centro storico è fatto di vicoli stretti e scalinate: si consiglia di lasciare l'auto nei parcheggi a valle del borgo e salire a piedi, soprattutto nelle serate della festa quando le vie principali sono chiuse al traffico per la processione.
Le celebrazioni religiose, la processione e gli spettacoli in piazza sono a ingresso libero e gratuito. Eventuali consumazioni agli stand gastronomici sono a pagamento.
Scarpe comode per i vicoli in pietra e in salita. Per il pernottamento ci si appoggia in genere alle strutture di Priverno, Sonnino o della costa pontina. Da abbinare: la visita all'Abbazia di Fossanova, a pochi chilometri.
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Centro storico e Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo
Piazza Umberto I, 04010 Roccasecca dei Volsci