Majo di San Michele
Edizione 2026 Musica sacra Escursionismo Montagna

Majo di San Michele

Il rito del fuoco e la salita all'eremo, nel cuore del Sannio

Frasso Telesino — Benevento (062)
Date 07 mag — 10 mag 2026
Località Frasso Telesino (062)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di Majo di San Michele

Il Majo di San Michele è il rito più identitario di Frasso Telesino, nel Sannio beneventano. La sera del 7 maggio, vigilia dell'apparizione dell'Arcangelo al Gargano, ogni rione accende un enorme falò costruito attorno al «metalo», il tronco spogliato dei rami e ornato di ginestra. Tra benedizione del fuoco, canti del Moifà, balli e tavolate, la comunità accompagna poi in processione la statua di San Michele fino all'eremo di Monte Sant'Angelo, dove resterà fino al 29 settembre. Una tradizione di origine longobarda che unisce fede, memoria contadina e festa di paese.

Un rito del fuoco tra i più antichi del Sannio

Nel Comune di Frasso Telesino, in Provincia di Benevento (Campania), il Majo di San Michele è molto più di una festa patronale: è un rito propiziatorio del fuoco che torna ogni anno ai primi di maggio, quando la primavera entra nel pieno e le antiche comunità pastorali celebravano la rigenerazione della natura. Il paese, affacciato sulla valle Telesina e incastonato nel Parco Regionale del Taburno-Camposauro, si accende letteralmente rione per rione, in una notte che appartiene a tutti gli abitanti.

Il «metalo», i Maji e il canto del Moifà

Nei giorni che precedono il 7 maggio i giovani di ogni rione scelgono nei boschi circostanti un albero dalla chioma folta, lo spogliano dei rami laterali e lo piantano al centro dello spiazzo: è il metalo, parola di origine greca che significa «al centro». Attorno al palo viene accatastata a forma di cono la legna raccolta per settimane, mentre la cima si adorna con i fiori di ginestra colti nella piana della Prata. All'imbrunire, dopo la benedizione cristiana, le fiaccole accese a un fuoco comune raggiungono ogni Majo: le pire si alzano nella notte e la comunità intona il Moifà, canto polifonico tramandato oralmente e proprio soltanto di Frasso Telesino. Si balla, si canta e si mangia fino all'alba, mentre i falò continuano a bruciare.

La salita all'eremo di Monte Sant'Angelo

Il secondo tempo della festa è la processione: la statua dell'Arcangelo lascia la chiesa di Santa Giuliana, nel centro storico, e viene portata a spalla lungo il sentiero che sale all'eremo di San Michele, in località Camposcuro, sulla vetta di Monte Sant'Angelo. Qui, accanto alla grotta sacra e alle grandi vasche che raccoglievano l'acqua di pioggia per gli animali dell'alpeggio, si celebra la messa all'aperto e si consuma il pranzo comunitario sull'erba. La statua non torna subito in paese: resta all'eremo per tutta l'estate e rientra in parrocchia solo il 29 settembre, giorno della festa liturgica di San Michele Arcangelo.

Radici longobarde e memoria contadina

Gli studi locali collocano il Majo nella cristianità altomedievale, come rilettura longobarda di culti più antichi legati al fuoco, alla fecondità dei campi e alla protezione dei viandanti e dei pastori: siamo in un territorio che fu dei Sanniti e poi dei Romani, a poca distanza da Benevento, capitale della Longobardia Minor, da dove il culto micaelico si diffuse a partire dalla grotta del Gargano. Le prime testimonianze scritte della devozione a San Michele in questo lembo di Sannio risalgono al 1361. Nella pratica agropastorale il fumo dei Maji aveva anche una funzione di purificazione: le greggi vi passavano attraverso prima della transumanza. Alla dimensione religiosa si affianca poi quella della incubatio, l'antica usanza di dormire nella grotta sacra per ottenere una grazia.

Cosa aspettarsi come visitatore

  • Un evento autentico e non turistico: si entra nei rioni, si sta con le famiglie, si assaggia quello che offrono i vicini.
  • Il Moifà, che da solo vale il viaggio: una polifonia popolare che non si ascolta in nessun altro paese d'Italia.
  • La vista dall'eremo sulla valle Telesina e sul massiccio del Taburno, per chi affronta la salita a piedi.
  • Scarpe da trekking, acqua e una giacca leggera: la montagna, anche a maggio, resta montagna.

Frasso Telesino, borgo del vino e delle tradizioni

Conosciuto anche come paese del vino, Frasso Telesino conserva un impianto medievale di vicoli e archi, e nel calendario locale il Majo convive con altre devozioni molto sentite, come la Festa del Crocifisso del Brancone. Chi arriva per il Majo trova quindi un borgo del Sannio che si racconta con la sua lingua, i suoi canti e i suoi prodotti, dentro un'area naturalistica protetta a poco più di un'ora da Napoli.

Majo di San Michele — edizione 2026

L'edizione 2026 del Majo di San Michele si è svolta a Frasso Telesino dal 7 al 10 maggio, con il momento centrale la sera di giovedì 7: messa a Santa Giuliana, benedizione del fuoco in Piazza IV Novembre e accensione dei Maji nei rioni del paese. Domenica 10 maggio la statua dell'Arcangelo è salita in processione fino all'eremo di Monte Sant'Angelo, dove è stata celebrata la messa in località Camposcuro. Il Comune ha disposto chiusure al traffico e servizi di sicurezza per tutta la durata delle manifestazioni.

Majo di San Michele 2026: fede, fuoco e comunità

Il Comune di Frasso Telesino ha presentato l'edizione 2026 come «un appuntamento che unisce fede, storia e il calore della nostra comunità attorno ai tradizionali MAJI». Le giornate individuate sono state quelle dal 7 al 10 maggio, con il cuore del rito fissato — come da tradizione — alla vigilia dell'apparizione dell'Arcangelo al Gargano.

Giovedì 7 maggio la chiesa di Santa Giuliana ha aperto la festa con la messa serale; è seguita la benedizione del fuoco in Piazza IV Novembre e, subito dopo, l'accensione dei Maji nei diversi rioni, dove i giovani avevano già eretto il metalo e accatastato la legna raccolta nei boschi del Taburno-Camposauro. Attorno alle pire si è cantato il Moifà, la polifonia orale tipica di Frasso.

Domenica 10 maggio la messa del mattino a Santa Giuliana ha preceduto la processione con la statua di San Michele verso la montagna; a mezzogiorno la celebrazione si è tenuta all'eremo di Monte Sant'Angelo, in località Camposcuro, per i fedeli che avevano affrontato la salita. Da quel momento la statua è rimasta all'eremo, come ogni anno, in attesa del rientro in paese del 29 settembre.

Programma Majo di San Michele 2026

Giovedì 7 maggio 2026

  • 19:00 — Santa Messa nella chiesa di Santa Giuliana
  • 20:00 — Benedizione del fuoco in Piazza IV Novembre
  • 20:30 — Accensione dei Maji nei vari rioni del paese, con canto del Moifà, balli e tavolate

Domenica 10 maggio 2026

  • 10:00 — Santa Messa nella chiesa di Santa Giuliana, seguita dalla processione con la statua di San Michele Arcangelo
  • 12:00 — Santa Messa all'eremo di Monte Sant'Angelo, località Camposcuro, per i fedeli presenti

Nelle giornate del 7 e dell'8 maggio il Comune ha adottato provvedimenti di chiusura al traffico e di sicurezza nelle zone interessate dai Maji e dalla processione.

In evidenza Majo di San Michele 2026

  • La benedizione del fuoco in Piazza IV Novembre e la corsa delle fiaccole verso i rioni
  • L'accensione simultanea dei Maji attorno al metalo, il tronco piantato al centro della pira
  • Il canto polifonico del Moifà, tramandato oralmente e proprio soltanto di Frasso Telesino
  • La processione della statua di San Michele dalla chiesa di Santa Giuliana all'eremo di montagna
  • La messa a mezzogiorno all'eremo di Monte Sant'Angelo, in località Camposcuro

Prezzi Majo di San Michele 2026

<p>Partecipazione <strong>libera e gratuita</strong> a tutti i momenti del Majo di San Michele: messe, benedizione del fuoco, accensione dei Maji nei rioni e processione all'eremo. Nessun biglietto previsto.</p>

Informazioni pratiche — Majo di San Michele

Come arrivare

In auto: A1 uscita Caserta Nord oppure A16 uscita Benevento, poi SS 372 Telesina, uscita Frasso Telesino - Dugenta. Da Napoli circa 1 ora e 15 minuti.

In treno: linea Caserta-Benevento, stazione di Frasso Telesino - Dugenta (nel fondovalle), poi collegamento locale o taxi verso il centro abitato.

Orari e luoghi

Il rito del fuoco si svolge la sera, dopo il tramonto, nei rioni del paese; la partenza della processione è dalla chiesa di Santa Giuliana, in Via Piano dei Santi. La messa all'eremo si celebra in quota, in località Camposcuro, e si raggiunge a piedi lungo il sentiero di montagna.

Costi

Partecipazione libera e gratuita a tutti i momenti religiosi e alle accensioni dei Maji nei rioni.

Consigli

  • Parcheggiare fuori dal centro storico: durante le manifestazioni sono previste chiusure al traffico.
  • Per la salita all'eremo servono calzature adeguate, acqua e protezione solare.
  • Rispettare le distanze di sicurezza dai falò e le indicazioni della Polizia Municipale.

Contatti

Comune di Frasso Telesino, tel. +39 0824 973024.

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Dove si svolge — Majo di San Michele

Chiesa di Santa Giuliana, rioni del paese ed Eremo di San Michele a Monte Sant'Angelo

Via Piano dei Santi, 82030 Frasso Telesino

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Tel
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