La Madonna Nera di Moiano, dodici ore di processione e il rito dello «strascino»
A Moiano, piccolo Comune della Provincia di Benevento affacciato sulle pendici sud-occidentali del Monte Taburno, la Festa della Madonna della Libera non è soltanto una ricorrenza del calendario: è l'identità stessa del paese. Le fonti documentano il culto della «Santa Maria de Mojano» già intorno al 1500, mentre la procedura della festa risulta codificata in forma fissa dal 1514. Papa Innocenzo XII concesse nel 1700 l'indulgenza plenaria ai pellegrini che visitavano il santuario l'8 settembre; nel 1914 la statua ricevette la solenne incoronazione e nel 1991 fu benedetta da Giovanni Paolo II dopo il restauro eseguito a Firenze.
La statua venerata a Moiano è una Madonna Nera, una delle circa 150 censite in Italia. Gli studiosi ricollegano il colore scuro a un'icona di origine orientale trasformata in scultura nel Rinascimento: nei pressi dell'antica chiesa sono state rinvenute monete bizantine con l'iscrizione di Costantino VII (905-959). Il titolo «della Libera» è legato alla tradizione secondo cui la Vergine liberò Benevento dall'assedio dell'imperatore bizantino Costante II nel 663, ma la devozione popolare lo lega soprattutto all'idea che «Maria libera dai mali», come ha ricordato il vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.
La festa non comincia il 7 settembre. Tradizionalmente è il 15 agosto a dare il via ai preparativi, quando nel centro del paese viene issata la bandiera con l'immagine della Madonna. Seguono i giorni del novenario, sempre molto frequentato: ogni sera rosario, benedizione eucaristica e supplica alla Madonna Nera, con serate dedicate ai bambini, alle famiglie, ai malati, ai giovani, alle persone consacrate e ai defunti. Il 7 settembre la statua viene rivestita con il manto azzurro, gli ori e gli ex voto dei fedeli: bella «come una regina», si dice a Moiano.
Il cuore della festa è l'8 settembre, giorno in cui la Chiesa celebra la Natività di Maria. Alle 9 del mattino la messa solenne apre la giornata; al termine la statua esce dalla chiesa di San Pietro Apostolo e attraversa le strade di Moiano in una processione che si conclude soltanto verso le 21, al tramonto. È una delle processioni più lunghe della Campania: migliaia di pellegrini arrivano dai comuni della Valle Caudina e del Sannio per accompagnare il percorso a piedi, molti a mani giunte, alcuni in ginocchio.
Due gesti rendono la festa di Moiano davvero unica. Il primo è l'arriffa, la contesa fra i gruppi di uomini del paese per stabilire a chi spetti l'onore di portare a spalla la statua durante la giornata. Il secondo, il più impressionante, è il rito dello «strascino»: al rientro in chiesa la statua entra all'indietro e i devoti l'accompagnano fino all'altare strisciando la lingua sul pavimento, per adempiere un voto o chiedere una grazia. Un gesto penitenziale antichissimo, ancora oggi praticato da decine di persone e sopravvissuto quasi soltanto qui e a Ripacandida, in Basilicata.
Accanto al programma religioso corre quello civile, curato dal Comune di Moiano insieme al comitato festa. Nelle giornate del 7, 8 e 9 settembre le vie principali sono decorate da luminarie artistiche, la piazza ospita concerti bandistici e spettacoli musicali, mentre lungo il percorso si allestiscono gli stand con i prodotti tipici del Sannio. A chiudere i festeggiamenti arriva puntualmente il grande spettacolo pirotecnico.
Moiano conta poco meno di 4.000 abitanti e si trova a 271 metri di altitudine, lungo il fiume Isclero, all'interno del Parco Regionale del Taburno-Camposauro. Il paese è chiamato il «Giardino di Maria» e il suo santuario è uno dei poli devozionali più importanti fra le province di Benevento, Caserta e Napoli. Per chi visita la Campania interna, la festa di settembre è l'occasione migliore per capire quanto la religiosità popolare sia ancora oggi il tessuto vivo di questi borghi: un patrimonio immateriale che la Regione Campania conserva in decine di appuntamenti simili, ma che a Moiano assume un'intensità difficile da dimenticare.
Anche nel 2026 Moiano rinnova l'appuntamento più atteso dell'anno. Il sito del Comune conferma i festeggiamenti in onore della Madonna della Libera dal 7 al 9 settembre 2026, con il culmine di martedì 8 settembre, giorno della Natività di Maria.
Come da tradizione, la giornata dell'8 si apre con la messa solenne alle 9:00 nella chiesa di San Pietro Apostolo; subito dopo la statua della Madonna Nera esce per la processione, che percorre le vie di Moiano e rientra soltanto verso le 21. Al ritorno in chiesa si ripete il rito dello «strascino», con i devoti che accompagnano la statua all'altare strisciando la lingua sul pavimento per sciogliere un voto.
Il programma civile, curato dal Comune di Moiano con il comitato festa, prevede luminarie artistiche nelle vie principali, concerti bandistici e spettacoli musicali in piazza, stand con i prodotti tipici del Sannio e, a chiudere, il grande spettacolo pirotecnico. La partecipazione è libera e gratuita.
In auto: Moiano si raggiunge dall'autostrada A1 (uscita Caserta Nord) oppure dalla A16, proseguendo lungo le strade della Valle Caudina; il paese si trova a circa 30 km da Benevento, 25 km da Caserta e 40 km da Napoli. L'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino. Nei giorni della festa il centro è interessato da chiusure al traffico: conviene lasciare l'auto nelle aree di parcheggio periferiche e proseguire a piedi.
Ingresso libero e gratuito a tutti gli appuntamenti, religiosi e civili. L'8 settembre la messa solenne è alle 9:00 e la processione occupa l'intera giornata fino a sera. Nel santuario le messe ordinarie sono alle 19:00 nei giorni feriali e nelle vigilie, alle 8:30 e alle 10:30 la domenica; i sacerdoti sono disponibili per le confessioni circa mezz'ora prima di ogni messa.
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Santuario della Madonna della Libera (chiesa di San Pietro Apostolo) e centro di Moiano