Il grande falò dell'alba, la processione dei Patroni e la cucina contadina irpina ad Aiello del Sabato
Ad Aiello del Sabato, comune di poco più di quattromila abitanti in provincia di Avellino, gennaio è da sempre il mese della festa grande. La comunità onora i suoi santi patroni, San Sebastiano martire e San Fabiano papa, con un calendario che si distende su due settimane e che intreccia, come vuole la tradizione dell'Irpinia, il programma religioso curato dalla Parrocchia di Santa Maria della Natività e quello civile animato dalle associazioni del paese e dal Comune.
Il borgo, adagiato sulle colline che degradano verso il fiume Sabato a pochi chilometri dal capoluogo, cambia volto per l'occasione: le vie si illuminano, le statue dei Santi vengono portate in processione fino alla Chiesa Madre e la piazza diventa il punto di ritrovo di famiglie, emigrati tornati apposta e visitatori arrivati dai comuni vicini della valle.
Il momento più atteso è il Focarone, il grande falò acceso all'alba del 20 gennaio, giorno della solennità di San Sebastiano. La catasta di legna, preparata nei giorni precedenti dai giovani del paese, viene benedetta e accesa alle prime luci del mattino: attorno al fuoco ci si scalda, si brinda e si condividono i primi assaggi della giornata. È un rito civile e insieme devozionale, che in Irpinia ritorna in decine di paesi tra sant'Antonio Abate e san Sebastiano e che qui conserva una funzione identitaria fortissima, come segno di appartenenza al territorio.
La giornata prosegue con il Gran Concerto bandistico, la Messa solenne della mattina e la processione dei Santi Patroni per le strade del centro. Al calare della sera la comunità si ritrova ancora una volta attorno al Focarone, che continua ad ardere, e il cielo si accende con lo spettacolo pirotecnico che chiude simbolicamente il giorno di festa.
Il giorno successivo la festa si sposta a tavola. Al Centro Sociale Madre Teresa di Calcutta, in via Pasquale Stanislao Mancini, va in scena la Sagra del Maiale, Cecatielli e Fagioli, appuntamento gastronomico che racconta la cucina contadina irpina dell'inverno, quella legata al maiale e ai legumi conservati:
Il tutto accompagnato dalla musica: balli di gruppo e liscio nella prima parte della serata, poi selezioni Dance anni '70, '80 e '90 che tengono la sala piena fino a notte fonda. La formula al coperto è pensata proprio per il gennaio irpino, quando le temperature in collina possono restare rigide anche di giorno.
La parte liturgica è il filo conduttore dell'intero periodo. Si comincia con la traslazione delle statue dei Santi Sebastiano e Fabiano, portate in processione fino alla Chiesa Madre di Santa Maria della Natività, e si prosegue con la novena e le Messe serali dei giorni successivi. Il 20 gennaio la celebrazione solenne del mattino, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Avellino, e la processione di mezzogiorno rappresentano il cuore devozionale della festa; la Messa vespertina chiude poi la giornata prima dei fuochi.
Chi visita l'Irpinia in gennaio scopre che il Focarone di Aiello del Sabato non è un caso isolato: la provincia di Avellino vive in questo periodo una vera stagione del fuoco, con falò accesi in onore di sant'Antonio Abate, san Sebastiano, san Felice e altri patroni. Le cataste di legna, i canti, il vino caldo e i piatti condivisi compongono un patrimonio immateriale che in Campania resiste con particolare vitalità proprio nell'entroterra appenninico, lontano dalle rotte turistiche del golfo.
La Festa Patronale dei Santi Sebastiano e Fabiano è l'occasione migliore per conoscere Aiello del Sabato fuori stagione: niente scenografie costruite per il turismo, ma una comunità che si ritrova davvero, tra alba gelida attorno al fuoco, banda in piazza e tavolate al Centro Sociale. Per chi soggiorna ad Avellino o esplora la valle del Sabato, sono due giornate che raccontano l'Irpinia più autentica, quella della devozione popolare e della cucina di casa.
Il calendario dei festeggiamenti si è aperto l'11 gennaio e si è chiuso il 25, ma il cuore della festa è stato il blocco tra venerdì 16 e mercoledì 21 gennaio 2026. Venerdì 16, nel tardo pomeriggio, le statue dei Santi Sebastiano e Fabiano sono state portate in processione fino alla Chiesa Madre di Santa Maria della Natività, dando avvio alla novena; nei giorni successivi si sono susseguite le Messe serali di preparazione.
Martedì 20 gennaio, giorno della solennità, il Focarone è stato benedetto e acceso alle prime luci del mattino, seguito dal Gran Concerto bandistico e dalla Messa solenne presieduta dal Vescovo di Avellino. A mezzogiorno la tradizionale processione dei Santi Patroni ha attraversato il centro; in serata la comunità si è ritrovata attorno al fuoco per lo spettacolo pirotecnico.
Mercoledì 21 gennaio la Sagra del Maiale, Cecatielli e Fagioli ha animato il Centro Sociale Madre Teresa di Calcutta con le specialità della cucina contadina irpina, balli di gruppo e liscio con Dj Rico e, a chiudere, la selezione Dance anni '70, '80 e '90 di Dj Max.
Aiello del Sabato dista circa 6 km da Avellino. In auto si percorre il raccordo autostradale Avellino-Salerno (uscite Avellino Est o Atripalda) e si prosegue per pochi minuti verso la valle del Sabato; il casello dell'autostrada A16 Napoli-Canosa di Avellino Est è a una quindicina di minuti. Chi viaggia in treno può arrivare ad Avellino e proseguire con le autolinee provinciali; da Napoli il tragitto in auto richiede circa un'ora.
Il programma religioso si concentra nella Chiesa Madre di Santa Maria della Natività (Piazza Garibaldi) e nelle vie del centro storico; il Focarone si accende all'aperto, mentre la sagra si tiene al coperto presso il Centro Sociale Madre Teresa di Calcutta, in via Pasquale Stanislao Mancini 30, indicato come spazio totalmente accessibile.
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Chiesa Madre di Santa Maria della Natività, centro storico e Centro Sociale Madre Teresa di Calcutta
Piazza Garibaldi, 83020 Aiello del Sabato