La sacra rappresentazione del duello fra l'Angelo e il Diavolo nel cielo della piazza, ogni seconda domenica di maggio
Ogni seconda domenica di maggio il Comune di Rutino, borgo di poco più di settecento abitanti arroccato a 371 metri nel Cilento interno, in provincia di Salerno (Campania), si ferma per la festa più sentita dell'anno: i solenni festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo, patrono del paese. È l'appuntamento che riporta in piazza residenti, emigrati tornati per l'occasione e visitatori arrivati da tutto il Cilento, tutti con lo sguardo rivolto verso l'alto.
Il cuore della giornata è la Sacra Rappresentazione detta "Volo dell'Angelo", che va in scena nella piazza antistante la chiesa madre, tradizionalmente intorno alle ore 13. Un bambino del paese, scelto ogni anno e assicurato a una carrucola, scivola nel cielo della piazza sospeso a una robusta fune tesa fra due strutture, mentre sul palco allestito sotto di lui compaiono i Diavoli.
La rappresentazione si sviluppa in due atti. Nel primo l'Angelo ammonisce le figure demoniache e accetta la sfida al duello; nel secondo San Michele, armato di spada, affronta e sconfigge il Diavolo in singolar tenzone, poi risale verso il cielo intonando un inno a Dio, accompagnato dal canto, dal suono delle campane, dalla banda e dall'applauso della folla. Il ritorno dell'Angelo all'Onnipotente chiude la scena e la processione può riprendere il suo cammino.
Secondo la tradizione locale il dialogo fra l'Angelo e il Diavolo fu scritto secoli fa da un rutinese e non ha mai subito variazioni: le copie originali del testo sono custodite come un piccolo tesoro della comunità e i versi vengono recitati ancora oggi nella loro forma antica. La rappresentazione, che affonda le radici in un immaginario vicino a quello del Paradiso perduto, è documentata a Rutino almeno dalla seconda metà dell'Ottocento ed è considerata una delle sacre rappresentazioni più note del Cilento.
La continuità è anche una questione di famiglie: i ruoli si tramandano di generazione in generazione, e non è raro che nonni che hanno interpretato il Diavolo per decenni si ritrovino in scena accanto ai nipoti che debuttano nei panni dell'Angelo.
La Chiesa di San Michele Arcangelo, in Piazza Vittorio Veneto, fu eretta in tempi assai remoti, certamente prima dell'anno Mille, e venne radicalmente trasformata nel 1885, quando fu allungata e rialzata assumendo l'attuale impianto a tre navate. All'interno si conservano gli altari in marmo delle navate laterali, le vetrate policrome dedicate ai sacramenti e la nicchia con la statua del santo protettore, modellata nei primi anni dell'Ottocento: è la stessa effigie che ogni maggio esce in processione.
Il culto di San Michele Arcangelo attraversa tutta la Campania e il Cilento, dove le grotte e i santuari micaelici punteggiano i rilievi interni. A Rutino la devozione ha però assunto una forma teatrale unica, che unisce liturgia, teatro popolare e acrobazia: per questo il Volo dell'Angelo è entrato negli itinerari tematici del Cilento ed è oggi uno dei riti identitari più riconoscibili del territorio, insieme a quello del vicino borgo di Lustra.
Chi arriva a Rutino la seconda domenica di maggio trova un paese in festa, la piazza gremita, le bancarelle lungo le vie del centro storico e un rito che dura pochi minuti ma che si prepara tutto l'anno. È un'occasione autentica per capire come, nel Cilento interno, fede e tradizione popolare continuino a intrecciarsi senza soluzione di continuità, lontano dalle rotte turistiche della costa.
I solenni festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo si sono svolti domenica 10 maggio 2026, rinnovando l'appuntamento della seconda domenica di maggio che tiene insieme l'identità di Rutino in un intreccio indissolubile di fede e tradizione.
Dopo il canto dell'Inno a San Michele e le celebrazioni del mattino, con la messa solenne e la processione dell'effigie del patrono per le vie del paese, è arrivato il momento più atteso: la Sacra Rappresentazione dell'eterna lotta fra il Bene e il Male, interpretata dall'Angelo e dal Diavolo nella piazza antistante la chiesa madre. Il protagonista dell'edizione 2026 è stato il piccolo Pasquale Marino, figlio di Vincenzo e Adele Di Luccio, sospeso alla fune e alla carrucola per recitare i versi secolari del dialogo, immutati da generazioni.
La comunità, guidata dal parroco don Antonio De Marco e sostenuta dall'amministrazione comunale e dal comitato festa, ha seguito con emozione il duello e la vittoria dell'Arcangelo. In serata, in Piazza Vittorio Veneto, il concerto de I Cugini di Campagna ha chiuso in grande stile la giornata: lo storico gruppo italiano ha proposto i suoi successi più noti, con i costumi iconici e le sonorità che ne hanno fatto la fortuna, davanti a un pubblico di tutte le età.
Piazza Vittorio Veneto, davanti alla Chiesa Madre di San Michele Arcangelo, nel centro storico di Rutino (84070, provincia di Salerno).
In auto: dall'Autostrada del Mediterraneo A2 si prosegue verso la SS18 Tirrena Inferiore e la variante Cilentana in direzione Agropoli/Vallo della Lucania, uscendo per Prignano Cilento-Rutino; l'ultimo tratto è una strada di collina, con parcheggi limitati nel borgo nei giorni di festa (conviene lasciare l'auto all'ingresso del paese e proseguire a piedi).
In treno: le stazioni più comode sono Agropoli-Castellabate e Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea tirrenica Salerno-Reggio Calabria, da cui si prosegue in auto o con i servizi di bus locali.
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Piazza Vittorio Veneto e Chiesa Madre di San Michele Arcangelo
Piazza Vittorio Veneto, 84070 Rutino