La patrona dell'Alta Irpinia fra processione solenne, devozione millenaria e serate in piazza
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'Alta Irpinia, il piccolo Comune di Rocca San Felice (Provincia di Avellino, Campania) celebra ogni anno la sua patrona con la Festa di Santa Felicita Martire e Sette Figli Martiri. L'appuntamento cade tradizionalmente l'8, il 9 e il 10 luglio: il 10 è il giorno che ricorda il martirio dei sette figli della Santa ed è il momento più intenso e più partecipato dell'intera festa.
Il borgo, arroccato a circa 750 metri di quota e abitato da poco più di ottocento persone, in questi giorni si riempie di fedeli e di visitatori che arrivano dai paesi vicini — Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Nusco, Villamaina, Torella dei Lombardi — e da tutta la Provincia di Avellino. È una di quelle feste patronali in cui la comunità intera si rimette in movimento: chi è emigrato torna a casa, le famiglie si ritrovano, il paese cambia ritmo per tre giorni.
La parte liturgica segue uno schema consolidato negli anni. Le prime due giornate si aprono nel tardo pomeriggio con la celebrazione eucaristica, mentre il 10 luglio le messe si susseguono per tutta la mattinata. Nel pomeriggio arriva il momento culminante: la processione solenne con il simulacro di Santa Felicita lungo le vie del centro storico, accompagnata dalla banda e da centinaia di devoti, seguita dalla messa presieduta dal Vescovo Mons. Pasquale Cascio.
Accanto alle funzioni religiose, ogni sera la piazza del paese ospita il programma civile: orchestre di liscio, gruppi musicali del territorio, spettacoli di ballo e, nella notte conclusiva, il dj set che accompagna i festeggiamenti fino a tardi. Non mancano le bancarelle e gli stand con i prodotti tipici: è l'atmosfera da festa di paese che in Irpinia resta uno dei modi migliori per conoscere davvero una comunità.
Ciò che rende particolare questa festa è la sua profondità storica. A pochi chilometri dal borgo si apre la Valle d'Ansanto, con il celebre geosito della Mefite: un laghetto sulfureo che ribolle per le esalazioni del sottosuolo, sacro agli Irpini già dal VI secolo a.C. e dedicato alla dea Mefite. Il santuario cristiano di Santa Felicita sorge proprio sul luogo dell'antico tempio italico e le date delle celebrazioni hanno progressivamente sostituito i pellegrinaggi pagani. È una continuità di culto lunga più di duemila anni, ancora leggibile nel paesaggio.
La chiesa, distrutta dai terremoti del 1688 e del 1694 e più volte ricostruita — con il portale voluto dall'arciprete Vincenzo Maria Santoli e un rifacimento completo dopo la Prima guerra mondiale — custodisce il culto della Santa. Felicita, venerata a Roma come protettrice delle vedove e dei bambini, è festeggiata a Rocca San Felice tre volte l'anno: la prima domenica di maggio, quando la statua torna al suo santuario; nei giorni di luglio, con la festa più grande; e il 23 novembre, quando rientra in paese.
Chi arriva per la festa trova uno dei centri storici medievali meglio conservati dell'Irpinia, tanto che Rocca San Felice viene chiamata «la piccola Assisi dell'Irpinia»: il castello sulla sommità del colle, la chiesa di Santa Maria Maggiore, i vicoli in pietra e il Museo Civico Don Nicola Gambino, che raccoglie i reperti degli scavi locali. La tavola, poi, racconta il territorio con il pecorino di Carmasciano, l'agnello di Carmasciano e il caciocavallo stagionato in grotta.
Non è una festa costruita per il turismo: è una devozione che il paese porta avanti da secoli e che accoglie chi arriva senza mettersi in posa. Per chi visita la Campania interna, la Festa di Santa Felicita è l'occasione giusta per scoprire l'Alta Irpinia in una delle sue giornate più autentiche, fra liturgia solenne, banda, fuochi di gioia collettiva e un paesaggio che unisce montagna, archeologia e geologia.
La Festa di Santa Felicita Martire e Sette Figli Martiri è un appuntamento a data fissa del calendario di Rocca San Felice, in Provincia di Avellino: le celebrazioni si tengono ogni anno l'8, il 9 e il 10 luglio, giorno in cui la comunità ricorda il martirio dei sette figli della Santa.
Per il 2026, però, non abbiamo trovato alcuna fonte che confermi date, orari o programma: né locandina ufficiale, né comunicato del Comune, né annuncio della parrocchia. Per questo la scheda riporta un periodo indicativo e non un calendario definitivo. Come ogni anno è lecito attendersi le consuete celebrazioni eucaristiche, la processione solenne con il simulacro della Santa e le serate musicali in piazza, ma preferiamo non anticipare informazioni non verificate.
Prima di mettersi in viaggio conviene contattare il Comune di Rocca San Felice o consultare i canali social della parrocchia e delle testate locali irpine, che di norma pubblicano il programma completo nei giorni immediatamente precedenti la festa.
Rocca San Felice si trova in Alta Irpinia, a circa 52 km da Avellino e a 750 metri di altitudine. In auto si arriva dall'autostrada A16 Napoli-Canosa, uscendo a Lioni-Grottaminarda a seconda della provenienza, e proseguendo poi sulle strade provinciali verso Villamaina e Torella dei Lombardi. Chi viaggia in treno può fare riferimento alle stazioni di Avellino o dell'area di Lioni, proseguendo in auto o con le autolinee locali.
Nei giorni della festa il centro storico è in buona parte pedonale: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta all'ingresso del paese e salire a piedi verso la piazza e la chiesa.
Le celebrazioni religiose, la processione e gli spettacoli serali in piazza sono a ingresso libero e gratuito.
Comune di Rocca San Felice — Via Don Vincenzo Maria Santoli 1, 83050 Rocca San Felice (AV). Telefono: +39 0827 45031.
Anche a luglio, di sera, in quota può fare fresco: meglio portare qualcosa di più pesante. Da abbinare alla visita: il geosito della Mefite nella Valle d'Ansanto, dove le esalazioni sulfuree impongono la massima prudenza, e il castello che domina il borgo.
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Chiesa di Santa Felicita Martire e centro storico