Il 14 febbraio a Mercogliano: la Lumanera di Capocastello e il grande falò ai piedi della funicolare
A Mercogliano, in provincia di Avellino, il 14 febbraio non è soltanto una data del calendario liturgico: è il giorno in cui l'intera comunità si ritrova attorno al fuoco. La Festa di San Modestino, patrono del paese, unisce le celebrazioni religiose alla più antica delle tradizioni irpine, quella del Focarone, il grande falò che arde nella notte d'inverno come segno di vittoria del bene sul male. È una delle feste patronali più sentite dell'Irpinia, capace di richiamare in poche ore residenti, emigrati di ritorno e visitatori dai comuni vicini.
Mercogliano non venera un solo santo patrono, ma tre: Modestino, Fiorentino e Flaviano, martiri dei primi secoli cristiani che, secondo la tradizione, trovarono la morte proprio nel territorio mercoglianese durante la cristianizzazione dell'Irpinia. Le loro reliquie, ritrovate nel XII secolo, hanno reso San Modestino patrono anche della città di Avellino: da qui il legame — e la simpatica rivalità — che ogni anno accomuna i due centri nello stesso giorno di festa. A Mercogliano la devozione resta però profondamente popolare, radicata nei vicoli e nelle contrade più che nelle grandi piazze.
Il cuore più autentico della giornata batte a Capocastello, il borgo antico arroccato sopra il paese. Qui l'Associazione A' Lumanera - Capocastello custodisce e tramanda il rito della Lumanera: la Santa Messa in onore dei Santi Patroni nella chiesa dell'Immacolata Concezione, poi la benedizione e l'accensione della catasta di legna. Le famiglie del borgo portano fascine, si canta, si offrono vino e prodotti locali, e la piazzetta si riempie di gente fino a tarda sera. Un tempo le ceneri del fuoco venivano sparse sui campi: si credeva che portassero fortuna al raccolto delle nocciole e dell'uva, le due grandi coltivazioni di questa parte del Partenio. La Lumanera è così, allo stesso tempo, rito cristiano e sopravvivenza di un gesto agrario antichissimo.
Poche ore più tardi, il fuoco scende a valle. Nel piazzale della Funicolare di Montevergine, lungo viale San Modestino, viene acceso il Focarone: la fiamma illumina il piazzale e la statua bronzea di San Modestino, restaurata e ricollocata nei giardini adiacenti. È il momento più fotografato della festa, con la sagoma del Partenio alle spalle e la comunità raccolta attorno alle fiamme. Anche ad Avellino, nello stesso giorno, si accende un focarone davanti alla cattedrale, dopo la benedizione dei tronchetti di legno: due fuochi gemelli per lo stesso santo.
Con poco più di 12.000 abitanti, il Comune di Mercogliano è la porta d'accesso al Santuario di Montevergine, uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati della Campania, raggiungibile con la storica funicolare che in circa sette minuti risale il fianco della montagna. Il paese fa parte del Parco Regionale del Partenio e conserva un patrimonio notevole: il Palazzo Abbaziale del Loreto, l'antiquarium di Capocastello, i vicoli medievali del borgo alto. Venire qui il 14 febbraio significa vedere la Regione Campania nella sua dimensione più intima e meno turistica, quella dei riti di paese che resistono al tempo.
Non è una festa costruita per il pubblico: è una festa che il paese fa per sé, e proprio per questo è preziosa. Chi arriva trova un'accoglienza semplice, il calore del fuoco, il profumo della legna e delle castagne, e la sensazione di partecipare a qualcosa che si ripete identico da secoli. Un appuntamento gratuito, all'aperto e serale, ideale per chi cerca l'Irpinia autentica in pieno inverno.
Sabato 14 febbraio 2026 Mercogliano ha rinnovato l'appuntamento con i suoi santi patroni. La giornata si è aperta con le celebrazioni religiose nelle parrocchie del Comune e con la benedizione della statua di San Modestino nel piazzale della funicolare, alla presenza dell'Abate di Montevergine padre Riccardo Guariglia e dei sacerdoti delle parrocchie cittadine.
Nel tardo pomeriggio il fuoco si è acceso a Capocastello, dove l'Associazione A' Lumanera custodisce il rito della Lumanera: benedizione e accensione della catasta di legna, canti popolari, vino e prodotti tipici condivisi dalle famiglie del borgo. In serata è stata la volta del Focarone nel piazzale della funicolare di Montevergine, in viale San Modestino, il momento più partecipato della festa.
Lo stesso giorno anche Avellino, che con Mercogliano condivide il patrono, ha celebrato San Modestino con le messe in cattedrale, la benedizione dei tronchetti di legno e l'accensione del proprio focarone: due fuochi gemelli, a pochi chilometri di distanza, per la stessa devozione irpina.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Avellino Ovest, poi SS 374 verso Mercogliano (circa 5 km). Da Napoli il viaggio dura circa un'ora. In treno: stazione di Avellino, poi autobus AIR Campania per Mercogliano. La funicolare di Montevergine parte da viale San Modestino, dove si accende il Focarone.
Aree di sosta nel piazzale della funicolare e lungo viale San Modestino. Per la Lumanera di Capocastello conviene lasciare l'auto in basso e salire a piedi: il borgo antico ha vicoli stretti e poco spazio di manovra.
Partecipazione libera e gratuita a tutti i momenti della festa, sia religiosi sia civili. Degustazioni di vino e prodotti tipici generalmente offerte dall'associazione e dai residenti.
Si sta all'aperto in febbraio, in collina: abbigliamento pesante, scarpe comode e antiscivolo per i vicoli in pietra di Capocastello. Arrivare con anticipo per trovare posto attorno al fuoco. Chi resta più giorni può abbinare la visita al Santuario di Montevergine e al Palazzo Abbaziale del Loreto.
Pro Loco Mercogliano e Associazione A' Lumanera - Capocastello: tel. +39 0825 454592, [email protected].
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Piazzale della Funicolare di Montevergine e borgo antico di Capocastello
Viale San Modestino, 83013 Mercogliano