Le barche votive e il Volo dell'Angelo nel borgo di Eredita, nel cuore del Cilento
Ogni anno, il 24 giugno, la piccola frazione di Eredita, nel comune di Ogliastro Cilento (provincia di Salerno, Campania), celebra il proprio patrono San Giovanni Battista con una festa che intreccia liturgia, memoria collettiva e artigianato devozionale. Il borgo, adagiato tra gli uliveti delle colline cilentane a pochi chilometri dal mare, in quei giorni si riempie di famiglie che tornano da fuori proprio per la ricorrenza: è il momento dell'anno in cui l'intera comunità si riconosce e si racconta.
Il tratto che rende unica questa festa sono le Cente, considerate una delle più antiche espressioni della religiosità popolare cilentana. Si tratta di strutture votive dalla caratteristica forma a barca, riccamente decorate, offerte al patrono come ex voto in segno di devozione, di ringraziamento oppure per chiedere protezione. Il giorno della festa le Cente sfilano in processione accanto alla statua di San Giovanni Battista, dando vita a un rito che unisce spiritualità, tradizione e identità collettiva.
La loro realizzazione è affidata soprattutto alle donne del borgo, custodi di un sapere tramandato di generazione in generazione: tra loro Luigia Esposito, Luisa Marzocchi, Giovanna Abbruzzese e Giovanna Ricci, impegnate da anni a mantenere viva questa pratica artigianale. Secondo la tradizione locale l'origine delle Cente risalirebbe alla presenza dei monaci basiliani, insediatisi nel Cilento intorno all'anno Mille, la cui spiritualità orientale si intrecciò con le consuetudini contadine del territorio: un patrimonio culturale immateriale che oggi è riconosciuto come parte dell'identità cilentana.
Il momento più atteso della giornata è il Volo dell'Angelo, sacra rappresentazione di antichissima tradizione. Un bambino del paese, vestito da angelo con abito bianco e ali, scende sospeso in aria agganciato a una fune, per una trentina di metri, in direzione della chiesa. Durante la discesa effettua nove soste e a ogni fermata canta una quartina dedicata alla vita del santo e al suo ruolo di precursore di Cristo; al termine depone un mazzolino di fiori ai piedi della statua. I fedeli assistono in un silenzio profondo e rispettoso, interrotto soltanto dagli applausi che accolgono la fine di ogni strofa. Il rito viene riproposto anche il 29 agosto, ricorrenza del Martirio di San Giovanni Battista.
Eredita sarebbe nata tra il X e l'XI secolo, quando le incursioni saracene lungo la costa spinsero le popolazioni a cercare rifugio nell'entroterra collinare; la tradizione vuole che il vescovo di Paestum fuggisse portando con sé il Tabernacolo, dando origine all'insediamento. Una leggenda molto radicata racconta poi di un'incursione saracena e dell'incontro fra il capo dei predoni e un pastore, identificato con San Giovanni Battista: in segno di rispetto e di riconoscenza, il comandante avrebbe deposto il proprio cinto d'oro sulla statua del santo. Le versioni tramandate variano nei dettagli, ma tutte confermano quanto la figura del Battista sia intrecciata all'identità del borgo.
A Eredita la memoria della festa è custodita anche dal Museo Diffuso Kòmai, che valorizza il patrimonio storico, artistico e antropologico del territorio proponendo una lettura contemporanea delle tradizioni antiche. Attorno al borgo si estende un Cilento meno battuto dal turismo balneare: uliveti, chiese rurali, piccoli centri storici e una gastronomia di olio extravergine, fichi bianchi e pasta fatta in casa. La festa è l'occasione migliore per scoprire questa dimensione più intima della provincia di Salerno.
Non è un evento costruito per il pubblico: la partecipazione dei residenti resta il vero motore. Chi arriva da fuori trova una comunità accogliente e un rito raro, fortemente identitario, che restituisce il senso profondo del Cilento interno.
Anche nel 2026 la comunità di Eredita, frazione di Ogliastro Cilento (Salerno), si è ritrovata attorno al proprio patrono San Giovanni Battista. Le Cente, strutture votive a forma di barca riccamente decorate, hanno sfilato in processione accanto alla statua del santo, in un rito che unisce spiritualità, tradizione e identità collettiva.
La cronaca dell'edizione ha messo in primo piano le custodi della tradizione — Luigia Esposito, Luisa Marzocchi, Giovanna Abbruzzese e Giovanna Ricci — impegnate a tramandare una pratica artigianale che la tradizione locale fa risalire ai monaci basiliani insediatisi nel Cilento intorno all'anno Mille. Accanto al momento liturgico, la festa si è confermata un'importante occasione di aggregazione sociale, capace di richiamare le famiglie emigrate e i visitatori interessati alle tradizioni cilentane, con il contributo del Museo Diffuso Kòmai nella valorizzazione di questo patrimonio immateriale.
Gli orari puntuali dell'edizione 2026 non sono stati diffusi online; il programma ha seguito la scansione tramandata da generazioni.
Le celebrazioni si tengono nella frazione di Eredita, nel comune di Ogliastro Cilento (CAP 84061), provincia di Salerno. Processione e Volo dell'Angelo si sviluppano attorno alla chiesa e lungo le vie del borgo.
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Eredita, frazione di Ogliastro Cilento