Il 17 febbraio il borgo di Castellabate onora San Costabile Gentilcore, dalla Basilica al Belvedere sul mare
Il 17 febbraio è la data che scandisce da secoli la vita di Castellabate, borgo affacciato sulla costa cilentana in provincia di Salerno, in Campania. È il giorno in cui la comunità onora il suo patrono, San Costabile Gentilcore, con una giornata di celebrazioni che uniscono devozione popolare, memoria storica e un paesaggio che resta il vero protagonista: il golfo, Punta Licosa, Punta Tresino.
Non è una sagra e non è uno spettacolo costruito per i visitatori: è la festa che il paese fa per sé, e proprio per questo conserva un'autenticità che colpisce chi arriva da fuori. Chi sale al borgo alto in questa giornata di fine inverno trova le vie in pietra percorse dai fedeli, i canti religiosi, gli stendardi delle confraternite e un raccoglimento che poche altre feste della costa sanno restituire.
Nato nella zona di Tresino tra il 1069 e il 1070, Costabile Gentilcore fu monaco benedettino e quarto abate della Badia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni. A lui si deve l'avvio della costruzione del Castello dell'Abate, la fortificazione sul promontorio che divenne il nucleo originario dell'attuale Castellabate e da cui il paese prende il nome.
Costabile morì il 17 febbraio 1124: da qui la data della festa patronale. In occasione dei 900 anni dal suo transito al cielo la comunità ha vissuto un Anno Santo Costabiliano, istituito nell'ottobre precedente, che ha arricchito il calendario delle celebrazioni con giornate di evangelizzazione, rassegne corali e momenti diocesani straordinari.
Il cuore della giornata è la processione. La statua e il busto del santo attraversano i vicoli del borgo medievale accompagnati dai canti e dalle insegne delle parrocchie, in un percorso che sale e scende lungo le stradine in pietra fino ad arrivare al punto più scenografico dell'intero paese: il Belvedere di San Costabile.
Qui il busto viene esposto verso il panorama, e la benedizione viene impartita sul mare, sulle marine e sull'intero territorio che il santo, secondo la tradizione, fondò e continua a proteggere. È il momento più fotografato e più partecipato della festa, con il sole che cala sul golfo alle spalle della folla.
Alla figura di San Costabile la memoria popolare lega un episodio tramandato dal 1623. Cinque navi corsare si sarebbero presentate davanti alla costa per assaltare il paese, costringendo gli abitanti a rifugiarsi nel castello. Quella sera, secondo il racconto, un lungo corteo di settecento capre con fiaccole legate alle corna scese verso la marina: i pirati, credendo di trovarsi davanti a un'intera popolazione in armi guidata dal santo, rinunciarono all'assalto.
Non è l'unico prodigio attribuito al patrono: la devozione locale lo invoca da sempre come protettore contro la peste, il colera e le incursioni saracene, cioè contro le tre grandi paure che hanno segnato la storia di questo tratto di costa.
Le celebrazioni non si esauriscono nel solo 17 febbraio. Nei giorni della novena il calendario si arricchisce di appuntamenti che coinvolgono tutte le frazioni del Comune:
La festa è anche l'occasione migliore per scoprire Castellabate fuori stagione, quando il borgo non è affollato dai turisti dell'estate. Il Castello dell'Abate, la Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia, i vicoli, gli archi e i piccoli slarghi panoramici raccontano una storia che comincia proprio con l'abate benedettino festeggiato in questi giorni.
Il paese, che si estende dal borgo alto fino alle marine di Santa Maria e San Marco, è uno dei luoghi simbolo del Cilento e la giornata patronale ne restituisce il volto più vero: quello di una comunità che si ritrova, nel pieno dell'inverno, attorno alla propria identità.
Il 17 febbraio 2026 Castellabate ha rinnovato l'appuntamento più sentito del suo calendario, la festa in onore di San Costabile Gentilcore, monaco benedettino e quarto abate della Badia di Cava de' Tirreni, fondatore del Castello dell'Abate.
La Santa Messa solenne è stata presieduta da mons. Vincenzo Calvosa, vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania. Nel pomeriggio la celebrazione è stata guidata da don Michele Petruzzelli, abate della Badia di Cava de' Tirreni, a sottolineare il legame profondo tra il borgo cilentano e l'abbazia benedettina di cui Costabile fu guida.
Al termine, la statua del patrono è stata portata a spalla dai fedeli lungo le vie principali del centro storico, accompagnata da canti religiosi e dagli stendardi delle parrocchie. La processione si è conclusa, come vuole la tradizione, al Belvedere di San Costabile, il punto panoramico da cui la benedizione è stata impartita sul mare e sull'intero territorio comunale.
Martedì 17 febbraio 2026 — giorno della festa patronale
Gli orari delle singole celebrazioni sono resi noti dalla Parrocchia Santa Maria Assunta nei giorni precedenti la festa.
In auto: si raggiunge Castellabate dalla SS18 Tirrena Inferiore, uscita di Agropoli, proseguendo poi lungo la strada costiera del Cilento. In treno: la stazione di riferimento è Agropoli-Castellabate, sulla linea tirrenica, collegata al borgo con autobus di linea e taxi. In aereo: aeroporti di Salerno Costa d'Amalfi e di Napoli Capodichino.
Tutte le celebrazioni religiose, la processione e la benedizione al Belvedere sono a ingresso libero e gratuito.
Parrocchia Santa Maria Assunta di Castellabate e Comune di Castellabate (SA), CAP 84048.
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Centro storico di Castellabate — Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia e Belvedere di San Costabile