Il falò che arde giorno e notte e la devozione alla «Regina Bruna», dal 1137
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'inverno irpino il piccolo Comune di Castel Baronia, in provincia di Avellino, in Campania, si raccoglie attorno alla sua devozione più antica: la Festa della Madonna delle Fratte, che in paese tutti chiamano semplicemente «la Calderola». Si celebra il 1° e il 2 febbraio, giorno in cui la comunità ricorda il ritrovamento dell'immagine della Vergine, tradizionalmente datato al 2 febbraio 1137. È una festa patronale nel senso più pieno del termine — religiosa, popolare e collettiva — capace di richiamare pellegrini e visitatori dai paesi vicini della Baronia e della valle dell'Ufita.
L'elemento che rende unica questa ricorrenza è il grande falò acceso nel piazzale antistante il santuario. La catasta di legna, benedetta e accesa alla vigilia della festa, continua ad ardere fino alla conclusione dei festeggiamenti: non viene mai lasciata sola, perché gruppi di fedeli si danno il cambio accanto al fuoco giorno e notte. Da questo enorme braciere deriva il nome dialettale della festa, «la Calderola», e nel fuoco la comunità legge il simbolo della propria unità e del legame profondo dei castellesi con la Madonna delle Fratte, chiamata affettuosamente «Regina Bruna».
La tradizione racconta che l'immagine della Vergine fu rinvenuta in una grotta lungo il vallone di San Rocco, dove un monaco proveniente da Montevergine l'avrebbe collocata per la propria preghiera. Poiché ogni tentativo di spostarla si rivelò vano, i fedeli conclusero che quella fosse la volontà divina e che la sacra effigie dovesse essere venerata proprio nel luogo del ritrovamento. Il titolo «delle Fratte» deriva dal terreno incolto — ricoperto di rovi, sterpi e piante selvatiche — in cui l'immagine era stata trovata.
Il santuario si affaccia su Piazza Pasquale Stanislao Mancini, nel centro del borgo. La sua storia è segnata dai terremoti che hanno più volte colpito l'Irpinia: i sismi del 1694 e del 1702 ne risparmiarono ben poco, la chiesa fu quasi interamente ricostruita nel 1856 e consacrata il 28 ottobre 1867, mentre il terremoto del 1930 la distrusse nuovamente. Ricostruita già nel 1933, ha subito danni anche nel 1962 e nel 1980, poi riparati con interventi di consolidamento. All'esterno si conserva l'antico portale in pietra; all'interno si custodiscono un'icona mariana medievale, il dipinto della Madonna delle Fratte e le sculture di padre Andrea Martini, artista nativo del paese.
Accanto al momento devozionale, la festa ha un'anima popolare molto forte. La sera della vigilia Piazza Mancini si anima con la musica e i balli della tradizione irpina e con le degustazioni di prodotti tipici servite attorno al fuoco: nell'edizione del 2025 l'animazione è stata affidata al gruppo folk «Zompa Cardillo» di Montemarano, portatore della celebre tarantella montemaranese. Il giorno della festa il ritmo si fa più raccolto: nel pomeriggio si snoda per le vie del paese la processione con l'immagine della Madonna, seguita dalla celebrazione solenne nel santuario.
Adagiato a circa 640 metri di altitudine e affacciato sulla valle dell'Ufita, Castel Baronia deve il proprio nome al castello di età normanna che presidiava il territorio della Baronia di Vico. È il paese natale del giurista e statista Pasquale Stanislao Mancini (1817), a cui è intitolata la piazza principale. La festa di febbraio e quella di Sant'Anna, il 26 luglio, scandiscono da sempre il calendario della comunità e restano l'occasione migliore per scoprire questo angolo poco battuto della Campania interna.
Per il 2026 non è stato trovato alcun annuncio ufficiale relativo alla Festa della Madonna delle Fratte di Castel Baronia, in provincia di Avellino. La festa è però una ricorrenza radicata nel calendario del paese e viene celebrata per tradizione il 1° e il 2 febbraio, data che ricorda il ritrovamento dell'immagine della Vergine nel 1137.
Se l'appuntamento sarà riproposto secondo la consuetudine, tornerà il grande falò della Calderola davanti al santuario, vegliato a turno dai fedeli, insieme alla processione e alla celebrazione solenne. Le informazioni su date, orari e programma vengono di norma diffuse dal Comune di Castel Baronia e dalla Parrocchia Santa Maria delle Fratte a ridosso dell'evento: è quindi consigliabile una verifica diretta.
In auto: dall'autostrada A16 Napoli–Canosa si esce a Grottaminarda e si prosegue lungo le strade statali e provinciali che risalgono la valle dell'Ufita verso la Baronia. In treno: la stazione utile più vicina è quella di Ariano Irpino, sulla linea Benevento–Foggia, da cui si prosegue con autolinee locali o taxi. Gli aeroporti di riferimento sono Napoli Capodichino e Bari Palese.
La partecipazione è libera e gratuita, sia per i momenti religiosi sia per la serata in piazza. Il piazzale del santuario e Piazza Mancini sono indicati come accessibili.
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Santuario di Maria SS. delle Fratte e Piazza Pasquale Stanislao Mancini
Piazza Pasquale Stanislao Mancini, 83040 Castel Baronia