Due giorni fra transumanza, canti di devozione e musica popolare nel Cilento interno
Ci sono eventi che non nascono da un ufficio marketing ma da un calendario contadino vecchio di secoli. L'Antica Fiera della Maddalena di Laurito è uno di questi: gli archivi storici ne documentano l'esistenza già dalla fine del '600, quando la fiera scandiva i giorni dedicati al culto della Madonna del Carmine e riuniva pastori, allevatori e mercanti del Cilento interno in un unico appuntamento dell'anno. Dopo un lungo silenzio, il Comune di Laurito l'ha riproposta per rilanciare le attività agricole del territorio e sostenere un'economia di montagna che rischiava di scomparire. Oggi la manifestazione si chiama L'Antica Fiera della Maddalena incontra gli Antichi Suoni, perché alla parte fieristica si è affiancata una serata dedicata alla musica popolare e ai canti di devozione.
La struttura dell'evento è netta e riconoscibile. La prima giornata appartiene al paese: Piazza San Giovanni Battista si riempie di stand di artigianato e gastronomia, e la sera diventa il palcoscenico degli "Antichi Suoni", fra canti devozionali e gruppi folkloristici. La seconda giornata appartiene invece alla campagna: si comincia prima dell'alba, quando gli armenti lauritani vengono trasferiti verso la località Maddalena, l'altura fuori dal centro abitato dove la fiera si svolge da sempre. Alle otto del mattino la fiera apre ufficialmente, e la mattinata si chiude con la premiazione degli animali e un pranzo conviviale accompagnato da musica tradizionale.
La sezione musicale non è un contorno. I canti di devozione eseguiti dalle Signore di Novi Velia — con il patrocinio del Comune di Novi Velia — appartengono a un repertorio orale legato al pellegrinaggio al Sacro Monte, una delle devozioni più radicate del Cilento, praticata anche dalle comunità di Laurito. Accanto a loro trovano spazio i gruppi folkloristici del comprensorio, come I Valcalore, che portano in piazza tammorre, organetti e balli della tradizione. È musica che nasce nei campi e nelle processioni, non nei conservatori: ascoltarla in una piazza di montagna a settecento chilometri dalle capitali della world music è un'esperienza che vale il viaggio.
Il cuore identitario della fiera resta però zootecnico. Il trasferimento degli armenti all'alba richiama i gesti della transumanza, la pratica pastorale riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, che nel Cilento ha lasciato tracce profonde in toponimi, sentieri e cucina. La fiera punta esplicitamente alla conservazione delle specie animali del territorio: la capra cilentana e la mucca podolica, razze rustiche adattate ai pascoli poveri dell'Appennino meridionale e alla base di formaggi che non si trovano altrove. La premiazione degli animali di metà mattina è il momento in cui gli allevatori misurano pubblicamente il lavoro di un anno intero.
Laurito conta poche centinaia di abitanti e sorge a circa 475 metri di quota, nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno (Campania). La sua storia affonda nel medioevo, quando il nucleo abitato nacque come presidio difensivo, e conserva tracce evidenti della colonizzazione greco-bizantina nel dialetto e nella toponomastica. Il patrono è San Filippo d'Agira, festeggiato il 12 maggio, ma il calendario locale è fitto: Madonna del Carmine, Madonna del Cielo, carnevale intercomunale, falò e mercatini invernali.
Chi arriva alla fiera trova negli stand e nelle case la cucina povera e testarda di questa parte di Campania. Fra le specialità del paese si segnalano i cauzuni, pasta ripiena di ricotta, prezzemolo e uovo; i minghiarieddi e i cavateddi a base di farina di castagne; le mozzarelle ind'à murtidda, conservate nel mirto; e i mastacciuoli, dolce legato ai matrimoni.
Non è un festival costruito per i turisti: è una fiera vera, con animali veri, che accetta visitatori. Chi ha voglia di alzarsi alle cinque del mattino per seguire gli armenti lungo la salita verso la Maddalena porterà a casa il ricordo più forte di tutta l'estate cilentana.
Promossa dal Comune di Laurito, l'edizione 2026 ha confermato l'impianto a due tempi che caratterizza la manifestazione: una serata in paese dedicata agli "Antichi Suoni" e una mattinata di fiera vera e propria in località Maddalena.
Mercoledì 15 luglio Piazza San Giovanni Battista ha ospitato dalle 20:00 gli stand di artigianato e gastronomia. Alle 20:30 sono arrivati i canti di devozione eseguiti dalle Signore di Novi Velia, con il patrocinio del Comune di Novi Velia, un repertorio orale legato alla devozione del Sacro Monte. Alle 22:00 la serata si è chiusa con il gruppo folkloristico I Valcalore.
Giovedì 16 luglio la scena si è spostata all'aperto: alle 5:00 il trasferimento degli armenti lauritani verso l'area fieristica, alle 8:00 l'apertura ufficiale della fiera, alle 11:30 la premiazione degli animali — capra cilentana e mucca podolica in primo piano — e alle 13:00 la chiusura. A seguire, dalle 13:30, il pranzo conviviale accompagnato da musica tradizionale a cura di Marta Guida.
Le serate si tengono in Piazza San Giovanni Battista, nel centro di Laurito (SA). La giornata fieristica si svolge in località Maddalena, poco fuori dal paese: seguire le indicazioni locali e i mezzi degli allevatori.
Comune di Laurito, Piazza Guglielmo Marconi 2 — tel. +39 0974 954114. Aggiornamenti sulla pagina Facebook dell'Antica Fiera della Maddalena.
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Piazza San Giovanni Battista e località Maddalena
Piazza San Giovanni Battista, 84050 Laurito