Zampaglione e Riti di Sant'Antonio Abate
Edizione 2026 Patrimonio Storia Tradizioni popolari

Zampaglione e Riti di Sant'Antonio Abate

Il falò di Sant'Antonio e lo spirito dei boschi tra Ariano e Monticelli

Olevano sul Tusciano — Salerno (065)
Date 17 gen — 18 gen 2026
Località Olevano sul Tusciano (065)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di Zampaglione di Olevano

Ogni 17 gennaio Olevano sul Tusciano, nel cuore dei Monti Picentini, accende 'o Catuozzo, il grande falò dedicato a Sant'Antonio Abate: uomini in abiti di montagna trascinano i tronchi fino al rione Ariano per alimentare il fuoco. Il giorno seguente il Borgo Antico di Monticelli è attraversato dallo Zampaglione, lo spirito dei boschi che avanza tra il fragore delle catene, evocando antichi simbolismi di purificazione. Un rito ancestrale iscritto nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano.

Lo Zampaglione e i riti di Sant'Antonio Abate

Nel cuore dei Monti Picentini, il Comune di Olevano sul Tusciano (Provincia di Salerno, Campania) custodisce uno dei riti invernali più intensi del Mezzogiorno. Tra il 17 e il 18 gennaio, nella ricorrenza di Sant'Antonio Abate, il paese si divide fra il fuoco e la maschera: da una parte il grande falò acceso nel rione Ariano, dall'altra la comparsa dello Zampaglione, lo spirito dei boschi che attraversa il Borgo Antico di Monticelli fra il fragore delle catene.

'O Catuozzo, il falò del 17 gennaio

La giornata del 17 gennaio è dedicata al fuoco. Uomini vestiti con gli abiti di montagna trascinano grandi tronchi d'albero lungo le strade del rione Ariano per alimentare 'o Catuozzo, il grande falò acceso in onore del Santo. È un gesto collettivo, faticoso e rumoroso, che rinnova ogni anno il legame fra la comunità e il bosco: il legname viene trascinato in corteo fino allo spiazzo del rione e consegnato alle fiamme mentre il paese si raduna attorno al braciere, nella sera più fredda dell'inverno.

Il fuoco di Sant'Antonio, in tutto il Sud Italia, ha un valore purificatore: brucia ciò che è vecchio, scalda la comunità e apre simbolicamente la stagione di Carnevale. A Olevano sul Tusciano questo significato non è mai diventato folclore da cartolina, perché la preparazione del falò resta un lavoro di paese, fatto con le mani e con la fatica di chi conosce ancora la montagna.

Lo Zampaglione, la maschera degli spiriti dei boschi

Il giorno successivo la scena si sposta nel Borgo Antico di Monticelli. Nel pomeriggio compare lo Zampaglione: una figura selvatica, spirito dei boschi, che percorre i vicoli del borgo antico fra il fragore delle catene, richiamo di antichi simbolismi di purificazione. Accanto a lui la tradizione olevanese conserva la figura dello 'Strascicone, l'altro protagonista dei riti ancestrali legati alla ricorrenza del Santo.

Chi assiste per la prima volta resta colpito soprattutto dal suono: prima ancora di vedere la maschera si sente il metallo strisciare sul selciato, e il borgo si riempie di un rumore che non somiglia a nessuna festa moderna. È una delle ragioni per cui questi riti sono considerati fra i più autentici delle aree interne della Provincia di Salerno.

Laboratori, questua e soglia del Carnevale

La giornata di Monticelli non è però soltanto rito: il borgo ospita laboratori dedicati ai bambini e le questue di Carnevale, il momento in cui i gruppi mascherati riprendono possesso delle strade. Questi due giorni funzionano infatti da soglia verso il Carnevale dei Poveri, l'altra grande tradizione di Olevano sul Tusciano, con la sfilata dei dodici mesi a dorso d'asino e il funerale di Re Carnevale.

Un patrimonio immateriale riconosciuto dalla Regione Campania

La Regione Campania ha riconosciuto il valore culturale de «Lo Zampaglione e i riti di Sant'Antonio Abate», iscrivendoli — insieme al Carnevale dei Poveri — nell'IPIC, l'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano, lo strumento con cui la Regione cataloga pratiche, saperi e tradizioni delle comunità campane secondo i criteri della Convenzione UNESCO del 2003. Le due candidature sono state avanzate dal Comune di Olevano sul Tusciano attraverso l'Assessorato alla Cultura. La documentazione dei riti è seguita anche dal Centro di Documentazione dell'Ecomuseo dei Picentini.

Ariano, Monticelli e Salitto: il paese dei riti

Olevano sul Tusciano è un comune sparso della media valle del fiume Tusciano, ai piedi dei Monti Picentini, formato dalle frazioni di Ariano (sede municipale), Monticelli e Salitto. Il territorio conserva il Castrum Olibani, il castello longobardo che domina la valle da Monte Castello, e soprattutto la Grotta di San Michele Arcangelo, santuario rupestre con affreschi che risalgono al IX secolo. Le colline intorno producono olio extravergine DOP Colline Salernitane: un paesaggio agricolo che spiega bene perché i riti invernali qui parlino ancora di legna, di stagioni e di comunità.

Consigli per chi arriva da fuori

  • Sono due giornate distinte e in due luoghi diversi: il 17 gennaio ad Ariano, il 18 gennaio a Monticelli.
  • Si tratta di riti di strada: si assiste all'aperto, in pieno inverno, con abbigliamento pesante e scarpe adatte ai vicoli in pietra.
  • Il borgo antico di Monticelli si gira a piedi: conviene lasciare l'auto all'ingresso dell'abitato.
  • È una festa di comunità più che uno spettacolo: rispettare i tempi del corteo e le indicazioni degli organizzatori fa parte dell'esperienza.

Zampaglione di Olevano — edizione 2026

L'edizione 2026 si è svolta sabato 17 e domenica 18 gennaio. Il 17 gennaio, dalle ore 18, il rione Ariano ha visto gli uomini in abiti di montagna trascinare i grandi tronchi per alimentare 'o Catuozzo, il falò in onore di Sant'Antonio Abate. Il 18 gennaio la festa si è spostata nel Borgo Antico di Monticelli con i laboratori per i bambini, le questue di Carnevale e, alle ore 17, l'attesa uscita dello Zampaglione fra il fragore delle catene.

Edizione 2026: due giorni fra fuoco e maschere

Nel gennaio 2026 Olevano sul Tusciano ha rinnovato i riti ancestrali dello Zampaglione e dello 'Strascicone, ormai iscritti nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano. Il programma si è articolato su due giornate e due luoghi diversi del Comune: il rione Ariano il sabato, il Borgo Antico di Monticelli la domenica.

Il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, dalle ore 18 gli uomini vestiti con gli abiti di montagna hanno trascinato per le strade i grandi tronchi d'albero destinati a 'o Catuozzo, il grande falò acceso in onore del Santo. Il giorno dopo, nel borgo antico di Monticelli, la giornata è stata dedicata ai laboratori per i bambini e alle questue di Carnevale, fino alle ore 17, quando lo Zampaglione — spirito dei boschi — ha attraversato i vicoli fra il fragore delle catene, evocando antichi simbolismi di purificazione.

L'edizione 2026 è stata anche l'occasione per mostrare al pubblico il valore di una tradizione che la Regione Campania ha riconosciuto formalmente, insieme al Carnevale dei Poveri, come parte del patrimonio immateriale regionale.

Programma Zampaglione di Olevano 2026

Sabato 17 gennaio 2026 - Rione Ariano

  • Ore 18:00 - Gli uomini in abiti di montagna trascinano i grandi tronchi d'albero per alimentare 'o Catuozzo, il falò in onore di Sant'Antonio Abate, e accensione del fuoco.

Domenica 18 gennaio 2026 - Borgo Antico di Monticelli

  • Nel corso della giornata - Laboratori per bambini e questue di Carnevale nel borgo antico.
  • Ore 17:00 - Uscita dello Zampaglione, spirito dei boschi, che attraversa il borgo fra il fragore delle catene.

Programma ricostruito dalle comunicazioni della stampa locale; gli orari possono subire variazioni decise dagli organizzatori.

In evidenza Zampaglione di Olevano 2026

  • Il trascinamento dei tronchi e l'accensione di 'o Catuozzo, il grande falò del rione Ariano.
  • L'uscita dello Zampaglione, lo spirito dei boschi, fra le catene del Borgo Antico di Monticelli.
  • La figura dello 'Strascicone, l'altra maschera ancestrale della tradizione olevanese.
  • I laboratori per i bambini e le questue che aprono la stagione del Carnevale dei Poveri.

Prezzi Zampaglione di Olevano 2026

I riti si svolgono negli spazi pubblici del paese, all'aperto, e sono a partecipazione libera: non risultano biglietti né prenotazioni.

Informazioni pratiche — Zampaglione di Olevano

Come arrivare

Olevano sul Tusciano si trova nella Provincia di Salerno, nell'entroterra della Piana del Sele. In auto si esce dall'autostrada A2 del Mediterraneo (uscita Pontecagnano o Battipaglia) e si prosegue verso la valle del Tusciano. In treno, le stazioni più vicine sono quelle di Battipaglia e Pontecagnano, collegate a Salerno; l'ultimo tratto va coperto in auto o con i bus locali. L'aeroporto di riferimento è Salerno-Costa d'Amalfi a Pontecagnano.

Dove si svolge

Il 17 gennaio i riti del falò si tengono nel rione Ariano; il 18 gennaio la maschera dello Zampaglione attraversa il Borgo Antico di Monticelli. Entrambi i luoghi sono nel territorio comunale, a pochi minuti d'auto l'uno dall'altro.

Consigli pratici

  • Eventi all'aperto in gennaio: abbigliamento invernale e calzature comode.
  • Parcheggio consigliato all'ingresso dei borghi, poi spostamenti a piedi.
  • Per orari definitivi e variazioni conviene verificare i canali del Comune di Olevano sul Tusciano.

Dove dormire

La zona è servita dalle strutture ricettive di Battipaglia, Eboli e della fascia costiera di Pontecagnano; Salerno, a circa mezz'ora, resta la base più comoda per chi vuole unire i riti invernali alla visita della città e della Costiera.

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