La festa patronale di Salerno: processione, tradizione e fuochi a mare del 21 settembre
Ci sono feste patronali e poi c'è San Matteo, che a Salerno non è semplicemente una ricorrenza religiosa ma il giorno in cui la città intera si riconosce. Il 21 settembre — data fissa, anniversario della morte dell'Apostolo — il capoluogo della Provincia di Salerno, in Campania, chiude simbolicamente l'estate con una giornata che intreccia devozione popolare, memoria storica, gastronomia di strada e uno degli spettacoli pirotecnici più attesi del Mezzogiorno.
Il legame tra Salerno e l'evangelista Matteo nasce nel 954, quando le reliquie dell'Apostolo, dopo secoli custodite nel territorio di Velia e poi a Capaccio, giunsero in città per volontà del principe longobardo Gisulfo I. Da allora il santo è patrono della città. Nel 1081 l'arcivescovo Alfano I collocò le reliquie nella cripta, accanto a quelle dei primi Santi Martiri Salernitani — Gaio, Ante e Fortunato — e la Cattedrale di San Matteo, consacrata nel 1084, divenne il cuore spirituale e monumentale del centro antico. Salerno celebra il suo patrono due volte l'anno: il 6 maggio, anniversario dell'arrivo delle reliquie, e il 21 settembre, giorno della festa vera e propria.
La giornata comincia all'alba con le sante messe che si susseguono in cripta e nella basilica superiore, per culminare in mattinata nel solenne pontificale presieduto dall'Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno alla presenza delle autorità civili e militari. Nel tardo pomeriggio, intorno alle ore 18, dal Duomo esce la processione: sei simulacri — San Matteo, San Giuseppe, San Gregorio VII e i tre Santi Martiri Salernitani — portati a spalla dai portatori, tradizionalmente uomini del porto, del mercato e delle corporazioni cittadine.
Per antica usanza la festa non finisce con la processione: a mezzanotte uno spettacolo pirotecnico sparato da un pontone al largo, di fronte al lungomare Trieste, illumina il golfo. È il momento in cui migliaia di salernitani e visitatori si assiepano sulla passeggiata e sul molo Masuccio Salernitano con il naso all'insù, chiusura rituale dell'estate cittadina.
San Matteo è anche una festa del gusto. Il piatto identitario è la milza imbottita — la celebre milza 'mbuttunata — farcita con prezzemolo, aglio e mentuccia e poi cotta e conservata nell'aceto con il peperoncino, servita nel panino dalle bancarelle del centro. Accanto compaiono melanzane spaccate, peperoni imbottiti, fritture, dolci e torroni: una cucina povera e schietta che resiste identica di generazione in generazione.
Nella settimana che precede la solennità l'Arcidiocesi propone un calendario ricco: intronizzazione della statua d'argento del santo, triduo di preparazione, il suggestivo rito della raccolta della manna ai primi vespri capitolari, le Giornate Matteane con incontri culturali nell'atrio della Cattedrale, concerti d'organo, mostre e visite guidate sulle tracce dell'Apostolo. In città arrivano intanto luminarie, bancarelle, giostre e i concerti bandistici di fama nazionale che si esibiscono tradizionalmente in Piazza Amendola.
La festa è organizzata dalla Parrocchia Cattedrale con il sostegno del Comune di Salerno ed è interamente gratuita e aperta a tutti. Per chi visita la città è l'occasione migliore per scoprire il centro storico medievale, il quadriportico del Duomo, la cripta barocca con le sue volte affrescate e il lungomare che è tra i più belli della Campania. Un consiglio: arrivare nel pomeriggio, seguire la processione da via Mercanti, cenare con un panino alla milza e chiudere la serata sul lungomare aspettando la mezzanotte.
La solennità di San Matteo cade lunedì 21 settembre 2026: come ogni anno la data non si sposta, perché coincide con l'anniversario della morte dell'Apostolo. Le celebrazioni in onore del Santo Patrono e dei Santi Martiri Salernitani sono confermate dalla Parrocchia Cattedrale, che ha ottenuto anche quest'anno un contributo dal Comune di Salerno a sostegno dei festeggiamenti.
La giornata seguirà lo schema consolidato: le messe del mattino in cripta e in basilica superiore, il solenne pontificale in Cattedrale, la processione serale dei sei simulacri per le vie del centro storico con la benedizione sul mare, la messa conclusiva in cripta e, a mezzanotte, lo spettacolo pirotecnico sparato da un pontone davanti al lungomare. Nei giorni precedenti sono attese le consuete Giornate Matteane, i concerti bandistici e la fiera con bancarelle, luminarie e giostre.
Il programma ufficiale con orari, celebranti e percorso definitivo della processione sarà diffuso dall'Arcidiocesi nelle settimane che precedono la festa.
In treno: la stazione di Salerno è sulla linea alta velocità Roma-Napoli-Reggio Calabria; dalla stazione il Duomo dista circa 15 minuti a piedi lungo Corso Vittorio Emanuele. In auto: autostrada A2 del Mediterraneo e A3, uscite Salerno centro; nel giorno della festa il centro storico è chiuso al traffico e sono attivi divieti di sosta lungo il percorso della processione — conviene usare i parcheggi di scambio. In aereo: aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi (Pontecagnano) o Napoli-Capodichino. In nave: collegamenti stagionali dal porto turistico con la Costiera Amalfitana.
Tutte le celebrazioni, la processione e lo spettacolo pirotecnico sono a ingresso libero e gratuito. A pagamento solo le consumazioni delle bancarelle e le attrazioni del luna park.
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Cattedrale di San Matteo (Duomo di Salerno) e centro storico
Piazza Alfano I, 84121 Salerno