Tre giorni di devozione, fiera e musica nell'alta Irpinia, con la storica Processione delle Panelle
Dal 13 al 15 giugno il Comune di Vallata, borgo di montagna a 870 metri di quota in provincia di Avellino, in Campania, si stringe attorno ai suoi Solenni Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio di Padova e di San Vito Martire. È una delle ricorrenze più sentite del calendario vallatese: tre giornate che uniscono il programma religioso e quello civile, con processioni, fiera, banda musicale e spettacoli serali attorno alla cappella di San Vito.
La festa nasce dall'accostamento di due devozioni distinte. Quella per Sant'Antonio di Padova, antichissima a Vallata, non ha mai avuto una chiesa propria: al Santo era dedicata una cappella all'interno della Chiesa Madre. Fino al 1995 i festeggiamenti civili di Sant'Antonio si svolgevano in Piazza Tiglio; da allora il comitato ha riunito il 13 giugno, la vigilia di San Vito e il 15 giugno in un unico blocco di tre giorni, concentrato attorno alla chiesa di San Vito.
Il 14 giugno, vigilia della festa, si svolge la Processione delle Panelle, il momento che più di ogni altro racconta l'identità della comunità. Le panelle sono piccoli pani azzimi, preparati in casa e sistemati dentro ceste ornate di rose e di fiori di ginestra. A portarle in processione per le vie del paese, fino alla cappella di San Vito, sono soprattutto bambini e ragazzi.
Giunti alla cappella, i pani vengono benedetti e poi distribuiti agli abitanti; una parte è tradizionalmente destinata agli animali, poiché San Vito è invocato come loro protettore. Alla benedizione si accompagna l'usanza dei tre giri attorno alla cappella compiuti dai devoti, un gesto rituale che gli studiosi locali collegano a una religiosità popolare molto antica, forse anteriore alla cristianizzazione di questi luoghi.
Il 15 giugno, giorno del martirio, è il culmine della festa. Nel pomeriggio la statua di San Vito Martire attraversa in processione le strade del paese, accompagnata dalla banda e dalla partecipazione di tutta la comunità, compresi i vallatesi rientrati dall'estero proprio per l'occasione. La serata si chiude con il concerto conclusivo e con gli appuntamenti tradizionali della festa civile.
Il culto attorno alla cappella è documentato da secoli: già una fiera del 1537 lascia intuire la presenza di un piccolo edificio sacro nel sito. Le iscrizioni conservate raccontano poi la crescita della chiesa nel tempo — il 1777 alla base dell'altare maggiore, il 1793 per gli altari laterali, il 1816 su una finestra, il restauro autorizzato nel 1874 e i lavori di manutenzione del 1927. Il Settecento fu il periodo di massima espansione del culto, non a caso gli anni in cui il nome «Vito» si diffonde nei registri vallatesi. In tempi recenti la professoressa Lucia Arminio e i suoi allievi hanno arricchito la cappella con tre affreschi: il Cristo morto, la Trasfigurazione e il martirio di San Vito.
Accanto alla parte religiosa si sviluppa un ricco programma civile, curato dal Comitato Festa S. Antonio e S. Vito Martire, attivo nella sua forma attuale dal 1988. La macchina organizzativa vive di volontariato e di questua porta a porta, con un contributo storicamente importante delle comunità vallatesi emigrate, in particolare negli Stati Uniti.
Vallata sorge sull'Appennino, tra la Valle dell'Ufita e i Monti della Daunia, al confine con Bisaccia, Carife, Guardia Lombardi, Scampitella e Trevico. È un paese di poco meno di tremila abitanti, che nel dialetto irpino si chiama Vaddàta, e che appartiene alla Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia. Il patrono ufficiale del Comune è San Bartolomeo, festeggiato il 24 agosto, ma la ricorrenza di giugno resta quella che richiama il maggior numero di persone e che meglio racconta la religiosità popolare di questa parte della Campania.
Chi arriva a Vallata a metà giugno trova una festa non addomesticata per i turisti: le panelle si impastano ancora nelle case e i tre giri attorno alla cappella si compiono in silenzio. A questo si aggiungono l'aria fresca dei 870 metri, la cucina irpina e un centro storico illuminato a festa.
Dal 13 al 15 giugno 2026 il centro storico di Vallata ha ospitato la consueta sequenza di celebrazioni religiose e appuntamenti civili organizzata dal Comitato Festa S. Antonio e S. Vito Martire. Il 13 giugno, memoria di Sant'Antonio di Padova, si è concluso il triduo con la processione pomeridiana della statua del Santo, seguita in serata dalla musica dal vivo.
Il 14 giugno, vigilia, ha visto l'apertura della fiera e la Processione delle Panelle: i piccoli pani azzimi, portati dai bambini in ceste ornate di rose e di ginestra, sono stati benedetti alla cappella di San Vito e poi distribuiti alla comunità.
Il 15 giugno, giorno del martirio, la statua di San Vito Martire ha attraversato le vie del paese nella processione più partecipata dell'anno, documentata anche dalle riprese e dalle gallerie fotografiche pubblicate dai cronisti locali. La serata conclusiva ha riunito la comunità attorno al concerto e agli ultimi appuntamenti della festa civile.
Gli orari esatti delle celebrazioni e il nome degli ospiti musicali sono diffusi ogni anno dal Comitato Festa S. Antonio e S. Vito Martire attraverso i propri canali.
In auto: Vallata si raggiunge dall'autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Grottaminarda o Lacedonia, proseguendo poi lungo la SS 91 e le provinciali dell'alta Irpinia. Da Avellino il tragitto richiede circa un'ora.
In treno: le stazioni utili sono quelle della linea per Foggia; occorre poi proseguire con autobus o taxi, il servizio ferroviario non serve direttamente il paese.
In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa due ore di strada.
Le processioni si svolgono principalmente nel pomeriggio, con partenza dalle chiese del centro e arrivo alla cappella di San Vito, in Via San Vito. Gli spettacoli serali si tengono nell'area della festa, nei pressi di Corso Kennedy.
La partecipazione alle processioni, alla fiera e agli spettacoli in piazza è gratuita e all'aperto.
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Cappella di San Vito e centro storico di Vallata
Via San Vito, 83059 Vallata