Caldarroste e acquata nel borgo di Giuliano di Roma
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Il nome stesso della festa è già un pezzo di patrimonio: Sagra dullo Callarosto i dull'Acquata, cioè «sagra della caldarrosta e dell'acquata», scritto nella parlata di Giuliano di Roma, Comune della provincia di Frosinone, nel Lazio meridionale. Non è un dettaglio folcloristico: in questa parte della Ciociaria il dialetto è ancora la lingua della festa, delle ricette e dei soprannomi, e la Pro Loco ha scelto di conservarlo anche nei cartelloni degli eventi.
Il callarosto è la castagna arrostita nella padella forata, girata a lungo sulla brace fino a farla annerire e spaccare. L'acquata è invece una bevanda contadina antichissima, ottenuta rimettendo in acqua le vinacce già torchiate: un vinello leggero, appena vinoso, che nelle campagne del Frusinate accompagnava i lavori d'autunno e che oggi sopravvive quasi solo grazie a feste come questa. L'abbinamento tra i due è la sintesi perfetta di una cucina povera che non buttava via nulla.
La Pro Loco di Giuliano di Roma, costituita il 16 luglio 1975, ha festeggiato nel 2025 i suoi cinquant'anni di attività. In mezzo secolo l'associazione ha costruito un calendario che scandisce l'anno del paese: accanto alla più nota Sagra dugli Maccaruni cugli Feri, dedicata alla pasta fatta a mano sul ferro da calza, e alla rievocazione del passaggio di Papa Innocenzo III, la Sagra dullo Callarosto i dull'Acquata è citata tra le manifestazioni storiche dell'ente. A queste si aggiungono il concorso di poesia dialettale, le mostre e le serate teatrali che completano l'attività culturale della Pro Loco.
Si tratta di una sagra di dimensioni contenute, molto diversa dai grandi eventi enogastronomici del Lazio: niente palchi imponenti, ma piazze e vicoli del centro storico occupati da stand, bracieri e tavolate. È il tipo di appuntamento in cui i volontari dell'associazione cucinano davvero, in cui gli anziani del paese raccontano come si preparava l'acquata in famiglia e in cui i bambini corrono tra i banchi. Chi arriva da fuori trova un contesto genuino e prezzi popolari.
Giuliano di Roma è un borgo arroccato sulle pendici dei Monti Lepini, affacciato sulla valle del fiume Amaseno. Il centro storico conserva l'impianto medievale, con vicoli stretti, archi e scalinate che si aprono su scorci verso la pianura. La zona è nota per la produzione di olio extravergine, per i castagneti dei versanti montani e per una rete fitta di sagre paesane che, tra la fine dell'estate e l'autunno, animano paesi come Patrica, Villa Santo Stefano e Amaseno. Va segnalato che la vicina Patrica organizza una sagra omonima e più conosciuta, giunta a oltre cinquanta edizioni: le due manifestazioni sono distinte e testimoniano quanto la coppia castagne-acquata sia radicata in tutta l'area.
Chi cerca l'Italia delle feste di paese, quella non ancora modellata sul turismo di massa, in questa sagra trova esattamente ciò che si aspetta. È anche un'occasione per assaggiare l'acquata, prodotto che non si trova in commercio e che sopravvive solo nella memoria e nelle mani di chi lo prepara ancora. Un pomeriggio a Giuliano di Roma può essere facilmente unito alla visita del borgo e a una passeggiata sui sentieri dei Lepini.
Al momento la Pro Loco di Giuliano di Roma non ha reso pubblici né la data né il programma della Sagra dullo Callarosto i dull'Acquata per il 2026. Si tratta di una manifestazione di paese il cui calendario viene definito dai volontari nelle settimane precedenti, e comunicato principalmente attraverso i canali social dell'associazione e la stampa locale del Frusinate.
Chi desidera partecipare può monitorare la pagina della Pro Loco: la struttura della festa resta quella consolidata, con la cottura delle caldarroste in piazza, la mescita dell'acquata e gli stand gastronomici curati dai volontari nel centro storico del Comune, in provincia di Frosinone.
In auto: dall'autostrada A1 uscita Frosinone, poi SS156 dei Monti Lepini in direzione Latina e deviazione per Giuliano di Roma (circa 20 km dal casello). Da Roma il percorso richiede all'incirca un'ora e quaranta minuti.
In treno: stazione di Frosinone sulla linea Roma-Cassino, poi autobus di linea Cotral verso la Valle dell'Amaseno.
Il centro storico è pedonale e con vicoli stretti: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta all'ingresso del paese e proseguire a piedi.
Ingresso libero. Le degustazioni si pagano con ticket ai singoli stand, a prezzi popolari tipici delle sagre di paese.
Le serate autunnali sui Monti Lepini sono fresche: conviene portare una giacca. Per date e programma aggiornati fa fede la pagina social della Pro Loco Giuliano di Roma, che pubblica le locandine con pochi giorni di anticipo.
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Centro storico di Giuliano di Roma