Il pesce di lago fritto nella padella più grande del mondo, sul lungolago di Marta
A Marta, piccolo comune della provincia di Viterbo affacciato sul lago di Bolsena, nel Lazio, la primavera si chiude con l'appuntamento più atteso dell'anno. La Sagra del Lattarino è nata per celebrare l'Atherina lacustris, il minuscolo pesce d'acqua dolce che i pescatori martani catturano nelle acque del lago vulcanico e che da generazioni rappresenta il piatto povero e identitario della comunità. Non è una manifestazione costruita a tavolino: è la trasposizione in festa di un mestiere ancora vivo, quello dei pescatori di lago, che ogni mattina consegnano il pescato direttamente al comitato organizzatore.
L'elemento che ha reso la sagra celebre ben oltre i confini della Tuscia è la sua padella da Guinness dei primati: tre metri di diametro, circa dieci metri di circonferenza, capace di contenere 1.200 litri di olio. In due soli giorni di festa vi vengono fritte quasi due tonnellate di lattarini, infarinati a mano e calati nell'olio bollente davanti al pubblico. La frittura è uno spettacolo in sé, con i volontari che manovrano pale e schiumarole di dimensioni fuori scala mentre la folla si accalca dietro le transenne per fotografare la scena.
Il menù è fisso e volutamente essenziale, perché la ricetta non ha bisogno di aggiunte. A 15 euro (bevande escluse) si ricevono:
Attorno agli stand gastronomici trovano posto una mostra mercato di prodotti tipici e artigianato e un banco di vendita del pesce gestito direttamente dai pescatori del lago, dove è possibile acquistare lattarini e altre specie lacustri appena pescate.
Alla parte gastronomica si affianca la componente civile e folkloristica. La domenica pomeriggio il corteo storico di Marta attraversa il borgo accompagnato dalla banda musicale "E. Montesi", dalle majorettes e dalle autorità locali, in una sfilata che richiama i costumi e le confraternite della tradizione martana. È il momento in cui la sagra smette di essere soltanto una festa del cibo e diventa una rappresentazione dell'identità del paese.
La manifestazione è organizzata dal Circolo Culturale "Alberto Lisoni" di Marta, un'associazione senza scopo di lucro che destina il ricavato a iniziative sociali e benefiche del territorio. Cuochi, addetti alla pulizia del pesce, camerieri e cassieri sono tutti volontari del paese: la macchina organizzativa si mette in moto all'alba, con il lavaggio e la preparazione dei lattarini che comincia intorno alle otto del mattino per essere pronta all'apertura degli stand.
La sagra è anche un'occasione per scoprire uno dei borghi più caratteristici del lago di Bolsena. Marta conserva il suo profilo di paese di pescatori, con le barche tirate in secca lungo la riva, il porto, la Torre dell'Orologio che domina l'abitato e il santuario della Madonna del Monte, legato alla celebre festa delle Passate di maggio. Il lungolago, dove si svolge la sagra, offre una delle vedute più aperte sullo specchio d'acqua vulcanico più grande d'Europa, con le isole Bisentina e Martana all'orizzonte.
La sagra si svolge tradizionalmente a cavallo tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno, spesso in coincidenza con il ponte del 2 giugno, e negli ultimi anni è stata prorogata proprio per accogliere l'afflusso dei visitatori del ponte. È consigliabile presentarsi con un certo anticipo rispetto agli orari di apertura degli stand: le file si formano rapidamente, soprattutto nelle serate del fine settimana.
L'edizione 2026 della Sagra del Lattarino, organizzata dal Circolo Culturale "Alberto Lisoni", si è aperta venerdì 29 maggio sul lungolago di Marta ed è proseguita per tutto il fine settimana, con una coda supplementare martedì 2 giugno in occasione del ponte della Festa della Repubblica.
Il ritmo delle giornate è scandito dal lavoro dei volontari: alle sette del mattino i pescatori consegnano i lattarini appena pescati nel lago di Bolsena, alle otto comincia il lavaggio e la preparazione del pesce, alle dieci si tiene la riunione con cuochi e volontari per l'assegnazione dei compiti. Gli stand aprono poi per il pranzo e per la cena.
Nel 2026 la sagra ha ricevuto anche un riconoscimento particolare: Poste Italiane ha reso disponibile un annullo filatelico dedicato alla manifestazione.
Per tutta la durata della manifestazione: mostra mercato di prodotti tipici e artigianato e banco di vendita del pesce gestito direttamente dai pescatori del lago.
Gli stand gastronomici sono allestiti sul lungolago di Marta, nella zona del porto, in provincia di Viterbo (Lazio).
In auto: da Viterbo circa 25 km lungo la SP Marta-Tuscanese; da Roma si percorre la via Cassia (SS2) fino a Montefiascone, poi si prosegue per Marta. Da Orvieto si scende lungo la riva orientale del lago di Bolsena. In treno: stazione di Viterbo o di Orte, poi autolinee Cotral verso Marta. Nei giorni della sagra il traffico nel centro del borgo è intenso: conviene parcheggiare nelle aree esterne e raggiungere il lungolago a piedi.
Ingresso libero all'area della sagra. Menù fisso a 15 euro (lattarini fritti, pizza fritta, pane e limone, piatto ricordo in ceramica); bevande a parte.
Presentarsi presto per evitare le code all'apertura di pranzo e cena. È presente un banco di vendita del pesce fresco gestito dai pescatori del lago, utile per portare a casa i lattarini. Abbigliamento comodo: la manifestazione è interamente all'aperto sulla riva del lago, dove la sera può fare fresco.
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Lungolago di Marta, area del porto
Lungolago Marconi, 01010 Marta